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GONAPEPTYL DEPOT 3SIR 3,75MG+S

Produttore: FERRING SPA
FARMACO MUTUABILE
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

GONAPEPTYL DEPOT 3,75 MG POLVERE E SOLVENTE PER SOSPENSIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Analoghi della gonadorelina.

PRINCIPI ATTIVI

Una siringa preriempita contiene 3,75 mg di triptorelina (sottoforma di acetato), da sospendere in un ml di solvente per sospensione contenente sodio. Il prodotto, dopo ricostituzione, contiene 3,69 mg/ml equivalenti a 0,160 mmol/ml di sodio.

ECCIPIENTI

Una siringa preriempita di polvere contiene: poli-(d,l lactide coglicolide); glicolepropilenico dicaprilcaproato. Una siringa preriempita con un ml di sospensione contiene: destrano 70, polisorbato 80, sodio cloruro, sodio idrogeno fosfato diidrato, sodio idrossido, acqua p.p.i.

INDICAZIONI

Nell'uomo: trattamento del cancro prostatico ormone-dipendente in stadio localmente avanzato o metastatico. Nella donna: riduzione preoperatoria della dimensione dei miomi uterini sintomatici al fine di ridurre sintomi emorragici e dolore. Endometriosi sintomatica confermata pervia laparoscopica, per la soppressione dell'ormonogenesi ovarica quando la terapia chirurgica non e' indicata. Nei bambini: trattamento della puberta' precoce centrale confermata (bambine di eta' inferiore a 9anni, bambini di eta' inferiore a 10 anni).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Generali: ipersensibilita' nota alla triptorelina, poli-(d,l lactide coglicolide), destrano, o uno qualsiasi degli eccipienti. Ipersensibilita' all'ormone rilasciante gonadotropine (GnRH) o altri analoghi del GnRH. Nella donna: gravidanza; periodo di allattamento.

POSOLOGIA

Il prodotto deve essere utilizzato solo sotto controllo di uno specialista che abbia a disposizione un equipaggiamento adatto al monitoraggio regolare della risposta terapeutica. Il trattamento di bambini con triptorelina deve avvenire sotto stretta sorveglianza dell'endocrinologo pediatrico o di un pediatra o un endocrinologo esperto nel trattamento della puberta' precoce centrale. La sospensione deve essere iniettata subito dopo la ricostituzione. Dose e modo di somministrazione. Ladose di una siringa, equivalente a 3,75 mg di triptorelina, deve essere somministrata ogni 28 giorni per via sottocutanea (es.: nella cute dell'addome, del gluteo o delle cosce) o per via intramuscolare profonda. Il sito di iniezione deve essere cambiato ogni volta. Nell'uomo: iniezione del contenuto di una siringa, equivalente a 3,75 mg di triptorelina, una volta ogni quattro settimane. Per ottenere una soppressione continua dei livelli di testosterone, e' importante che la somministrazione avvenga ogni 4 settimane. Nella donna: miomi uterini e endometriosi. Iniezione del contenuto di una siringa, equivalente a 3,75 mg di triptorelina, una volta ogni quattro settimane. Il trattamento deve essere iniziato nei primi 5 giorni del ciclo. Nei bambini: All'inizio del trattamento la dose del farmaco si deve basare sul peso corporeo, un'iniezione di triptorelina deve essere somministrata ai giorni 0, 14e 28. Di seguito una iniezione ogni 4 settimane. Qualora l'effetto clinico risultasse insufficiente, l'iniezione puo' essere effettuata ogni tre settimane. La dose deve essere stabilita in base al peso corporeo in accordo con i dati seguenti. Peso corporeo: < 20 kg; dose: 1,875 mg (metà dose). Peso corporeo: 20 - 30 kg; dose: 2,5 mg (2/3 di dose).Peso corporeo: > 30 kg; dose: 3,75 mg (dose intera). Nota per gruppi particolari di pazienti: negli anziani non e' necessario un aggiustamento del dosaggio. Secondo i dati disponibili, non e' necessaria la riduzione del dosaggio o il prolungamento dell'intervallo tra le somministrazioni in pazienti con funzionalita' renale alterata. Durata del trattamento. Carcinoma della prostata: il trattamento con il medicinale e' normalmente una terapia a lungo termine. Miomi uterini e endometriosi: la durata del trattamento dipende dalla gravita' iniziale dell'endometriosi, dall'evoluzione delle sue manifestazioni cliniche (funzionali ed anatomiche) e dall'evoluzione del volume dei miomi uterini, determinati per ultrasonografia durante il trattamento. Normalmente, il risultato massimo ottenibile si raggiunge dopo 3 o 4 iniezioni. In considerazione di un possibile effetto sulla densita' ossea, la terapia non deve avere una durata superiore a 6 mesi. Puberta' precoce centrale (PPC): il trattamento deve essere sospeso una volta raggiunta una maturazione ossea superiore a 12 anni nelle femmine e a 13 anni nei maschi.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C-8 gradi C). Conservare il contenitore primario nell'astuccio esterno.

AVVERTENZE

Generali: l'uso di agonisti del GnRH puo' causare riduzione della densita' minerale ossea. Dati preliminari nell'uomo suggeriscono che l'uso di bifosfonati in associazione agli agonisti del GnRH puo' ridurre la perdita minerale ossea. Si deve prestare particolare attenzione nei pazienti con fattori di rischio addizionali per osteoporosi (ad es.: abuso cronico di alcool, fumo, terapia a lungo termine con farmaci che riducono la densita' minerale ossea come ad esempio anticonvulsivanti o corticoidi, anamnesi familiare per osteoporosi, malnutrizione). Raramente il trattamento con GnRH agonisti puo' rivelare la presenza di cellule gonadotropiche di adenoma ipofisario precedente non noto. Questipazienti possono presentare una apoplessia ipofisaria caratterizzata da improvviso mal di testa, vomito, disturbi visivi e oftalmoplegia. Sono stati segnalati cambiamenti dell'umore. I pazienti con depressionenota devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. Vie' un aumentato rischio di episodi di depressione (che possono esseregravi) nei pazienti in trattamento con agonisti del GnRH, come triptorelina. I pazienti devono essere informati in proposito e trattati adeguatamente se compaiono i sintomi. Nell'uomo: la triptorelina, come altri GnRH agonisti, causa inizialmente un aumento transitorio dei livelli sierici di testosterone. Di conseguenza, possono occasionalmente manifestarsi casi isolati di aggravamento temporaneo dei segni e dei sintomi del tumore prostatico nelle prime settimane di trattamento. Durante le fasi iniziali di trattamento, si deve considerare la somministrazione aggiuntiva di un anti-androgeno adeguato per contrastare l'innalzamento iniziale dei livelli sierici di testosterone e il peggioramento dei sintomi clinici. Un numero ristretto di pazienti puo' presentareun temporaneo peggioramento dei segni e dei sintomi del tumore prostatico (riesacerbazione tumorale) e un aumento temporaneo correlato al cancro (dolore da metastasi), che richiede trattamento sintomatico. Come con altri GnRH agonisti, sono stati osservati casi isolati di compressione del midollo spinale o ostruzione uretrale. Se compare compressione del midollo spinale o danno renale, si devono adottare i trattamenti standard per queste complicanze e in casi estremi si dovra' prendere in considerazione una orchiectomia immediata (castrazione chirurgica). Durante le prime settimane di trattamento, e' richiesto un attento monitoraggio, particolarmente nei pazienti che soffrono di metastasi vertebrali, a rischio di compressione del midollo spinale, e in pazienti con ostruzione delle vie urinarie. Dopo castrazione chirurgica, la triptorelina non induce ulteriori diminuzioni dei livelli di testosterone sierico. La deprivazione androgenica a lungo termine sia per orchiectomia bilaterale che per somministrazione di GnRH analoghi e' associata ad aumento del rischio di perdita di massa ossea e puo' causare osteoporosi e aumento del rischio di fratture. La terapia di deprivazioneandrogenica puo' prolungare l'intervallo QT. Nei pazienti con anamnesi o con fattori di rischio di prolungamento dell'intervallo QT, e nei pazienti in trattamento con medicinali che potrebbero prolungare l'intervallo QT, i medici, prima di iniziare il trattamento conil medicinale, devono valutare il rapporto rischio/beneficio tra cui la possibilita' di Torsione di punta. In aggiunta, dati epidemiologici hanno mostrato che i pazienti possono manifestare cambiamenti metabolici (es.: intolleranza al glucosio), o aumento del rischio di malattie cardiovascolari durante la terapia di deprivazione androgenica. Tuttavia, dati prospettici non confermano il legame tra il trattamento con GnRH analoghie un aumento di mortalita' per cause cardiovascolari. I pazienti ad alto rischio per malattie metaboliche o cardiovascolari devono essere valutati attentamente prima di cominciare il trattamento e monitorati adeguatamente durante la terapia di deprivazione androgenica. La somministrazione di triptorelina alle dosi terapeutiche provoca la soppressione del sistema gonadicoipofisario, che torna generalmente alla normalita' alla sospensione del trattamento. Pertanto i test diagnostici della funzionalita' gonadico-ipofisaria effettuati durante il trattamentoe dopo interruzione della terapia con GnRH analoghi possono risultarealterati. Nella donna: il medicinale deve essere prescritto solo dopoattenta diagnosi (es.: laparoscopia). Deve essere confermato che la paziente non e' in stato di gravidanza prima della prescrizione di triptorelina. Poiche' il trattamento con il farmaco dovrebbe interrompere le mestruazioni, si devono informare le pazienti di riferire al medicol'eventuale persistenza di mestruazioni regolari. Perdita della densita' minerale ossea. L'uso di GnRH agonisti puo' determinare una riduzione della densita' minerale ossea di circa l'1% al mese per un periododi trattamento di sei mesi. Ogni 10% di riduzione minerale ossea e' associato ad un aumento di circa due o tre volte del rischio di frattura. Per questo motivo, la terapia senza trattamento addizionale non deve superare i 6 mesi. Dopo sospensione del trattamento, la perdita di massa ossea e' generalmente reversibile in 6-9 mesi. I dati attualmentedisponibili suggeriscono che, nella maggior parte delle donne, si ha il recupero della massa ossea persa alla sospensione del trattamento. Non sono disponibili dati specifici nelle pazienti con osteoporosi conclamata o con fattori di rischio per osteoporosi (ad es.: abuso cronico di alcool, fumo, terapie a lungo termine con farmaci che riducono ladensita' minerale ossea come ad esempio anticonvulsivanti o corticoidi, anamnesi familiare per osteoporosi, malnutrizione, ad es. anoressianervosa). Poiche' la riduzione di densita' minerale ossea in queste pazienti puo' essere piu' dannosa, il trattamento con triptorelina deveessere valutato su base individuale e cominciato solo se in seguito ad un'analisi molto accurata risulta che i benefici del trattamento sono superiori ai rischi. Devono essere prese in considerazione misure addizionali per contrastare la perdita di densita' minerale ossea. Miomiuterini e endometriosi. La comparsa di metrorragia in corso di trattamento e' anomala (ad esclusione del primo mese) e deve indurre a verificare i livelli plasmatici di estrogeni. Se questi risultassero inferiori a 50 pg/ml, si deve pensare a possibili lesioni organiche associate. Dopo sospensione del trattamento, la funzionalita' ovarica viene ripristinata, ad esempio, dopo 7-12 settimane dall'iniezione finale si avra' ricomparsa delle mestruazioni.

INTERAZIONI

Bisogna fare attenzione quando si somministra la triptorelina in associazione a farmaci che influenzano la secrezione ipofisaria delle gonadotropine e si raccomanda un controllo dello stato ormonale dei pazienti. Poiche' il trattamento di deprivazione androgenica puo' prolungarel'intervallo QT, l'uso concomitante di questo farmaco con medicinali noti per prolungare l'intervallo QT o medicinali in grado di indurre Torsione di punta, come medicinali antiaritmici di classe IA (es: chinidina, disopiramide) o di classe III (es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifloxacina, antipsicotici, ecc. deve essere attentamente valutato. Non sono stati condotti studi formali di interazione tra farmaci. Non si puo' escludere la possibilita' di interazioni con medicinali comunemente usati, inclusi prodotti che inducono il rilascio di istamina.

EFFETTI INDESIDERATI

Tollerabilità generale nell'uomo. Uomini. Infezioni e infestazioni. Non noto: nasofaringite. Disturbi del sistema immunitario. Comune: ipersensibilità; non comune: reazioni anafilattiche. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: diminuzione dell'appetito; non noto: aumento dell'appetito, gotta, diabete mellito. Disturbi psichiatrici. Molto comune: diminuzione della libido; comune: cambiamenti d'umore, umore depresso, depressione, disturbi del sonno; non noto: insonnia,stato confusionale, diminuzione dell'attività, umore euforico, ansia,perdita di libido. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non noto: capogiri, parestesia, compromissione della memoria, disgeusia,sonnolenza, distasia. Patologie dell'occhio. Non noto: sensibilità oculare anormale, compromissione della visione, visione offuscata. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non noto: tinnito, vertigini. Patologie vascolari. Molto comune: vampate di calore; non comune: embolia,ipertensione; non noto: ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: asma aggravata; non noto: dispnea, ortopnea, epistassi. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea; non comune: dolore addominale superiore, bocca secca; non noto: dolore addominale, costipazione, diarrea, vomito, distensione dell'addome, flatulenza, gastralgia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: iperidrosi; non comune: ipotricosi, alopecia; non noto: acne, prurito, eruzione cutanea, vescicole, angioedema, orticaria, porpora. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: dolore osseo; comune: mialgia, artralgia; non noto: dolore dorsale, dolore muscolo scheletrico, dolore agli arti, spasmi muscolari, debolezza muscolare, rigidità articolare, gonfiore articolare, rigidità muscoloscheletrica, osteoartrite. Patologie renali e urinarie. Molto comune: disuria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella.Molto comune: disfunzione erettile; comune: ginecomastia; non comune:atrofia testicolare; non noto: dolore alle mammelle, dolore ai testicoli, mancanza di eiaculazione. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, reazioni nella sede di iniezione, dolore nella sede di iniezione, irritabilità; non noto: astenia, eritema nella sede di iniezione, infiammazione nella sede di iniezione, edema, dolore, brividi, dolore toracico, malattia similinfluenzale, piressia, malessere. Esami diagnostici. Non comune: aumento dei valori ematici di lattato deidrogenasi, gammaglutamiltransferasi, aspartatoaminotransferasi, alaninaminotransferasi, aumento di peso, diminuzione di peso; non noto: aumento dei valori ematici di creatinina, aumento della pressione arteriosa, aumento dei valori ematici di urea, fosfatasi alcalina, aumento della temperatura corporea prolungamento dell'intervallo qt. Come osservato nelle terapie con altri gnrh agonisti o a seguito di castrazione chirurgica, gli eventi avversi più comunemente osservati associabili al trattamento con triptorelina sono dovuti all'effetto farmacologico atteso: aumento iniziale dei livelli di testosterone seguito dalla soppressione pressoché completa dello stesso. Tali effetti comprendono vampate di calore (50%), disfunzione erettile e diminuzione della libido. Si riportano di seguito le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate al trattamentocon triptorelina. La maggior parte di esse è notoriamente correlata alla castrazione chimica o chirurgica. La triptorelina provoca aumenti transitori dei livelli di testosterone circolante entro la prima settimana dopo la prima iniezione della formulazione a rilascio prolungato.A causa di questo innalzamento iniziale dei livelli di testosterone in circolo, una piccola percentuale di pazienti (<= 5%) può manifestareun temporaneo peggioramento dei segni e dei sintomi del tumore prostatico (riesacerbazione tumorale), che si manifesta normalmente con un aumento dei sintomi urinari (< 2%) e con dolore metastatico (5%), che possono essere controllati con trattamento sintomatico. Questi sintomi sono transitori e di solito scompaiono entro una-due settimane. Si sono verificati casi isolati di esacerbazione dei sintomi della malattia,quali ostruzione uretrale o compressione del midollo spinale da metastasi. Pertanto, pazienti con lesioni vertebrali metastatiche e/o ostruzione delle vie urinarie superiori o inferiori devono essere tenuti sotto attento controllo durante le prime settimane di terapia. L'uso di gnrh agonisti per il trattamento del cancro della prostata può essere associato a aumentata perdita ossea e portare a osteoporosi con aumento del rischio di fratture. Tollerabilità generale nella donna. Donne. Disturbi del sistema immunitario. Comune: ipersensibilità; non comune:reazioni anafilattiche. Disturbi psichiatrici. Molto comune: diminuzione della libido, cambiamenti d'umore, disturbi del sonno; comune: umore depresso, depressione; non noto: stato confusionale, ansia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; non comune: parestesia;non noto: capogiri. Patologie dell'occhio. Non comune: compromissionedella visione; non noto: visione offuscata. Patologie dell'orecchio edel labirinto. Non noto: vertigini. Patologie vascolari. Molto comune: vampate di calore. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non noto: dispnea. Patologie gastrointestinali. Molto comune: doloreaddominale; comune: nausea; non noto: fastidio all'addome, diarrea, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: iperidrosi; non noto: prurito, eruzione cutanea, angioedema, orticaria. Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: dolore osseo; comune: mialgia, artralgia; non comune: dolore dorsale; non noto: patologie ossee, spasmi muscolari, debolezza muscolare. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Moltocomune: emorragia vaginale, secchezza vulvovaginale, dispareunia, dismenorrea, sindrome da iperstimolazione ovarica, ipertrofia ovarica, dolore pelvico; non noto: dolore alle mammelle, menorragia, metrorragia,amenorrea. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: astenia; comune: affaticamento, reazioninella sede di iniezione, dolore nella sede di iniezione, irritabilità; non noto: eritema nella sede di iniezione, infiammazione nella sede di iniezione, piressia, malessere. Esami diagnostici. Non comune: aumento dei valori ematici di lattato deidrogenasi, gammaglutamil- transferasi, aspartatoaminotransferasi, alanin- aminotransferasi, aumento delcolesterolo ematico; non noto: aumento della pressione arteriosa, aumento di peso, diminuzione di peso.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Prima del trattamento, le donne potenzialmente fertili devono essere attentamente esaminate per escludere che siano in stato di gravidanza.I dati attualmente disponibili in donne esposte a triptorelina durante la gravidanza, sebbene scarsi, non hanno dato indicazione di un rischio aumentato di malformazioni congenite. Tuttavia, studi di controlloa lungo termine sullo sviluppo sono a tutt'oggi troppo limitati. I dati nell'animale non danno indicazioni di effetti negativi diretti o indiretti sulla gravidanza e lo sviluppo post-natale, ma ci sono segnalidi fetotossicita' e ritardo del parto. Sulla base degli effetti farmacologici non si puo' escludere un'influenza negativa sulla gravidanza e sui neonati e percio' il medicinale non deve essere utilizzato durante la gravidanza. Le donne in eta' fertile devono utilizzare metodi contraccettivi non ormonali efficaci durante la terapia fino alla ripresa del ciclo mestruale. Non e' noto se triptorelina venga escreta nel latte materno. A causa delle possibili reazioni avverse nei neonati, l'allattamento deve essere interrotto prima dell'inizio del trattamento con triptorelina e per tutta la sua durata.

Codice: 035562026
Codice EAN:
Codice ATC: L02AE04
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Terapia endocrina
  • Ormoni e sostanze correlate
  • Analoghi dell'ormone liberatore delle gonadotropine
  • Triptorelina
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: POLVERE E SOLVENTE PER SOSPENSIONE INIETTABILE RILASCIO PROLUNGATO
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: SIRINGA