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METACEN 20 CAPSULE 75MG R.P.

Produttore: PROMEDICA SRL
FARMACO DI CLASSE C
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

METACEN

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei.

PRINCIPI ATTIVI

Indometacina.

ECCIPIENTI

>>Capsule (25 e 50 mg): magnesio trisilicato, alluminio idrossido gelsecco, talco, carbossimetilamido, magnesio stearato, silice precipitata, gelatina, biossido di titanio E171, ossido di ferro E172. >>Capsule (75 mg): saccarosio, amido, lattosio, polivinilpirrolidone, gomma lacca decerata, acido stearico, acetoftalato di cellulosa, polimeri metacrilici, biossido di titanio E 171, ossido di ferro giallo E172, gelatina. >>Supposte: macrogol 4000, macrogol 6000, acqua depurata, glicerolo, butilidrossianisolo, acido etilendiammino tetracetico, sodio cloruro (solo in supp 50 mg).

INDICAZIONI

Artrite reumatoide. Spondilite anchilosante. Gotta. Osteoartrite.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Bambini al di sotto di 14 anni di eta'. gravidanza e allattamento. Soggetti con ulcera peptica o lesioni ulcerative gastrointestinali in fase attiva. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento). Ipersensibilita' gia' nota verso l'acido acetilsalicilico e l'indometacina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Grave insufficienza cardiaca. Epilessia. Parkinsonismo.

POSOLOGIA

>>Capsule (25 e 50 mg). La posologia deve essere determinata caso percaso secondo la risposta e la tolleranza del malato. Nelle affezioni croniche e' comunque consigliabile iniziare il trattamento a bassi dosaggi ed aumentarli gradatamente fino al conseguimento del risultato clinico. La posologia che ha determinato l'effetto clinico deve essere continuata per 4-6 giorni e successivamente ridotta gradualmente fino alla dose di mantenimento che e' altrettanto individuale. Le indicazioni e lo schema di dosaggio che seguono si riferiscono alla confezione in capsule da 25 mg. Per la confezione in capsule da 50 mg, piu' comodaove si debbano utilizzare dosi elevate per lungo tempo, la posologia e' dimezzata. Artrite reumatoide cronica, spondilite anchilosante, osteoartrite Posologia iniziale: una capsula da 25 mg 2-3 volte al giorno. Se la risposta e' inadeguata si aumenta la posologia fino a 6 capsule al giorno, che e' di solito la dose con cui si ottengono i migliori risultati. Si consiglia di non superare la posologia massima di 6 capsule da 25 mg al giorno. Artrite reumatoide acuta e attacchi artritici acuti La posologia efficace e' di solito 6 capsule da 25 mg al giorno.Gotta: nell'attacco acuto, iniziare con due capsule da 25 mg ogni 8 ore, fino alla scomparsa di tutti i sintomi soggettivi e obbiettivi. Quando la terapia viene attuata nel periodo fra le crisi, si puo' generalmente prevenire la riapparizione degli attacchi acuti con la somministrazione di una dose ridotta, ad es: 2 capsule da 25 mg al giorno. Neltrattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamentestabilita valutando un'eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati. >>Capsule (75 mg). Una capsula ogni 12 ore. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita valutando un'eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati. >>Supposte. La posologia deve essere determinata caso per caso secondo la risposta e la tolleranza del malato. Nel caso si desideri completare il trattamento orale con quello rettale, il dosaggio totale per le due vie di somministrazione non deve superare i 200 mg giornalieri. Nella terapia unicamente rettale e' consigliabile la somministrazione di una supposta da 100 la sera prima di coricarsi, eventualmente accompagnata da un'altra supposta la mattina seguente; oppure una supposta da 50 tre o quattro volte al giorno. Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita valutando un'eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

CONSERVAZIONE

Conservare alle normali condizioni ambientali.

AVVERTENZE

E' raccomandabile adottare per ciascun paziente il dosaggio attivo piu' basso poiche' l'aumento del dosaggio tende a elevare l'incidenza degli effetti collaterali. Per poter evitare reazioni secondarie gravi ed irreversibili, e' raccomandabile che ogni trattamento sia condotto sotto stretto controllo specialmente nei soggetti anziani nei quali l'incidenza di tali reazioni appare maggiore. Particolare attenzione deveessere posta nel rilevare quanto piu' precocemente possibile le eventuali reazioni gastrointestinali, oculari e nervose al medicamento ondepotere stabilire, altrettanto precocemente, sulla base della gravita'delle reazioni stesse e del rapporto rischio-beneficio, se sia opportuno interrompere il trattamento o proseguirlo, se necessario, con un dosaggio ridotto. Poiche' le reazioni oculari possono essere asintomatiche, e' desiderabile che nei soggetti trattati per periodi di tempo prolungati vengano effettuati periodici esami oftalmologici. L'indometacina puo' mascherare infezioni eventualmente presenti e misconosciute gia' all'inizio del trattamento o intervenute nel corso di quest'ultimo. L'uso del farmaco deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose piu' bassa efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllarei sintomi. Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiche' in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio dieventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per indometacina. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosaperiferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con indometacina soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe considerazionidevono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale il trattamento deve essere sospeso. Somministrare con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche' tali condizioni possono essere esacerbate. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoaugulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina. I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e' piu' alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piu' bassa dose disponibile. L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori dipompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per i pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci chepossono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione all'uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu' alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Interrompere alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'. Durante il trattamento, specie seprolungato, effettuare periodici controlli della funzionalita' epatica e della crasi ematica. Le reazioni secondarie a carico dell'apparatogastro-intestinale possono essere ridotte somministrando il farmaco immediatamente dopo i pasti, con il cibo e con preparati antiacidi. L'uso e' sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza. La somministrazione dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilita' o che sono sottoposte ad indagini sulla fertilita'.Il medicinale contiene saccarosio.

INTERAZIONI

I FANS possono ridurre l'effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa (ad es. pazienti disidratati o pazienti anziani con funzione renale compromessa) la co-somministrazione di un ACE inibitore o di un antagonista dell'angiotensina II e di agenti che inibiscono il sistema della ciclo-ossigenasi puo' portare ad un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta, generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono indometacina in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante. Anticoagulanti: i FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti, come il warfarin. Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del rischio di emorragia gastrointestinale. Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione o emorragia gastrointestinale. Acido acetilsalicilico: aumentata tossicita' gastrica di entrambi i farmaci; inibita escrezione dell'acido acetilsalicilico. Antiacidi: rallentato assorbimento intestinale dell'indometacina. Calcitonina: ridotta diuresi e natriuresiindotta dalla calcitonina. Fenilbutazone: aumentata gastrolesivita'. Furosemide: ridotta azione della furosemide. Probenecid: aumentato effetto dell'indometacina. Proglumide: migliorata tolleranza gastrica all'indometacina. Sulfamidici: aumentati livelli ematici dei sulfamidici.

EFFETTI INDESIDERATI

Gli eventi avversi piu' comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani, ulcerazioni dell'apparato gastroenterico, compreso l'esofago, talora gravi con perforazione, raramente con ostruzione e stenosi, eccezionalmente fatali. Alcune di queste reazioni possono comparire quali aggravamenti di lesioni preesistenti. Sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, anoressia, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn. Meno frequentemente sono state osservate gastriti (chepossono permanere anche dopo l'interruzione del trattamento). A carico dell'occhio: disturbi della visione, depositi a carico della cornea e disturbi retinici sono stati riferiti a seguito di trattamenti prolungati di soggetti con artrite reumatoide, sebbene analoghe reazioni siano state descritte in pazienti con la stessa affezione, non trattati con indometacina. A carico del sistema cardiovascolare: edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono state riportate in associazione altrattamento con FANS. A carico del fegato: raramente sono stati riferiti casi di epatite con ittero; eccezionalmente sono stati descritti casi fatali. A carico del sangue: in casi isolati sono state descritte anemia aplastica e emolitica, agranulocitosi, leucopenia e porpora trombocitopenica. E' necessario tenere presente che un grado anche modesto di anemia puo' conseguire a piccole e ripetute emorragie gastro-intestinali manifeste o inapparenti. A carico del sistema nervoso: disturbi psichici con depressione mentale, confusione, cefalea talora grave epersistente (che deve consigliare l'interruzione del trattamento se resistente alla riduzione del dosaggio), vertigini, stordimento; disturbi dell'udito, ronzii. Reazioni allergiche: con eruzioni cutanee, orticaria, angioedema, porpora, dispnea ed asma; reazioni bollose includenti Sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica (molto raramente). Altre: ematuria, iperglicemia, glicosuria, epistassi, perdite emorragiche vaginali. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) puo' essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto del miocardioo ictus).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

L'inibizione della sintesi di prostaglandine puo' interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studiepidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1%, fino a circa l'1,5%. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dosee la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita' embrione-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato riportato in animali a cui erano statisomministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tuttigli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il fetoa: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale, che puo' progredire in insufficienza renale con oligo-idroamniosi. La madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che puo' occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. E' controindicato durante l'allattamento.

Codice: 020873079
Codice EAN: *
Codice ATC: M01AB01
  • Sistema muscolo-scheletrico
  • Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici
  • Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei
  • Derivati dell'acido acetico e sostanze correlate
  • Indometacina
Temperatura di conservazione: a temperatura ambiente
Forma farmaceutica: CAPSULE
Scadenza: 60 MESI
Confezionamento: BLISTER