METADONE CLOR MOL ORALE 1...

METADONE CLOR MOL ORALE 1MG/ML60M

MOLTENI & C. F.LLI ALITTI SpA - MINSAN 029610084

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CODICE ATC

230001

FORMA FARMACEUTICA

SOLUZIONE ORALE

CONFEZIONAMENTO

FLACONE

CONSERVAZIONE

AL RIPARO DALLA LUCE

SCADENZA

60 mesi

Proprietà

SISTEMA NERVOSOALTRI FARMACI DEL SISTEMA NERVOSOFARMACI UTILIZZATI NEI DISTURBI DA DIPENDENZAFARMACI UTILIZZATI NELLA DIPENDENZA DA OPPIOIDIMETADONE
METADONE CLORIDRATO MOLTENI SOLUZIONE ORALE
Farmaci usati nella dipendenza da oppioidi.
Metadone cloridrato Molteni 1 mg/ml soluzione orale, 1 ml di soluzioneorale contiene, principio attivo: metadone cloridrato 1 mg. 1 flaconeda 5 ml contiene: metadone cloridrato 5 mg, 1 flacone da 10 ml contiene: metadone cloridrato 10 mg, 1 flacone da 20 ml contiene: metadone cloridrato 20 mg, 1 flacone da 40 ml contiene: metadone cloridrato 40 mg, 1 flacone da 60 ml contiene: metadone cloridrato 60 mg, 1 flacone da 100 ml contiene: metadone cloridrato 100 mg, 1 flacone da 500 ml contiene: metadone cloridrato 500 mg, 1 flacone da 1000 ml contiene: metadone cloridrato 1000 mg. Metadone cloridrato Molteni 5 mg/ml soluzioneorale, 1 ml di soluzione orale contiene, principio attivo: metadone cloridrato 5 mg. 1 flacone da 5 ml contiene: metadone cloridrato 25 mg,1 flacone da 10 ml contiene: metadone cloridrato 50 mg, 1 flacone da20 ml contiene: metadone cloridrato 100 mg, 1 flacone da 60 ml contiene: metadone cloridrato 300 mg, 1 flacone da 100 ml contiene: metadonecloridrato 500 mg, 1 flacone da 1000 ml contiene: metadone cloridrato5000 mg. Eccipienti con effetti noti: saccarosio, glicerolo, sodio benzoato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Saccarosio, glicerolo, sodio benzoato, aroma di limone, acido citrico,acqua depurata.
Sindromi dolorose di entita' severa in pazienti che non rispondono piu' a un trattamento sequenziale con farmaci analgesici, antinfiammatorinon steroidei, steroidei, oppioidi deboli. Trattamento di disassuefazione da narcotico-stupefacenti. Il trattamento disintossicante e il trattamento di mantenimento devono essere eseguiti sotto controllo medico. Se il metadone viene somministrato per il trattamento dell'eroino-dipendenza per piu' di tre settimane, il procedimento passa dal trattamento della sindrome acuta d'astinenza alla terapia di mantenimento.
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Stipsi grave. Cardiopatie organiche. Compromissione della funzionalita' epatica e renale grave. Diabete non compensato. Porfiria. Allattamento. Ipotensione. Ipertensione intracranica. Traumi cranioencefalici. Attacco asmatico acuto. Broncopneumopatie croniche ostruttive. Insufficienza respiratoria. Cuore polmonare. Ipovolemia. Il metadone e' controindicato in gravidanza, per i possibili effetti sullo sviluppo fetale, e durante l'allattamento, salvo nei casi indicati al paragrafo 4.6. Il metadone non e' indicato nell'analgesia ostetrica poiche' la sualunga durata di azione aumenta la probabilita' di depressione respiratoria nel neonato. Il metadone non e' raccomandato come analgesico neibambini, dato che l'esperienza clinica documentata e' stata insufficiente a stabilire uno schema di dosaggio adatto per i soggetti in eta'pediatrica.
Il medicinale e' una soluzione di metadone solo per somministrazione orale e non deve essere usato per iniezione. Per il sollievo del dolore: la posologia deve essere regolata a seconda della gravita' del dolore e della risposta del paziente. Talvolta, in casi di dolore eccezionalmente intenso o nei pazienti che sono diventati tolleranti all'effetto analgesico dei narcotici, puo' essere necessario superare la dose usuale raccomandata. La posologia media per gli adulti varia da 5 a 20 mg una o piu' volte al giorno, secondo le indicazioni del medico. Obiettivi e interruzione del trattamento: prima di iniziare il trattamentocon Metadone Cloridrato Molteni, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che includa la durata e gli obiettivi del trattamento, in conformita' con le linee guida per la gestione deldolore. Durante il trattamento, devono avvenire frequenti contatti trail medico e il paziente per valutare la necessita' di proseguire il trattamento, prendere in considerazione la sua interruzione o adeguarela posologia, se necessario. Quando un paziente non necessita piu' della terapia con metadone, puo' essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per prevenire i sintomi da astinenza (vedere paragrafo 4.4).In assenza di un adeguato controllo del dolore, deve essere presa inconsiderazione la possibilita' di iperalgesia, tolleranza e progressione della patologia sottostante (vedere paragrafo 4.4). Per il trattamento degli stati di tossicodipendenza da oppioidi: il farmaco verra' somministrato giornalmente secondo il parere del medico e il programma di trattamento. Un ciclo di trattamento di disintossicazione non superera' i 21 giorni e non potra' essere ripetuto prima di 4 settimane dopola conclusione del precedente ciclo. Gli schemi di dosaggio indicatipiu' avanti sono raccomandati, ma possono essere mutati a seconda delgiudizio clinico. Inizialmente una sola dose di 15-20 mg di metadone sara' spesso sufficiente per sopprimere i sintomi di astinenza. Si puo'somministrare altro metadone in piu', se i sintomi da sottrazione nonsono eliminati oppure se ricompaiono. Quando i pazienti sono fisicamente dipendenti da dosi elevate, puo' essere necessario superare questilivelli. Di solito 40 mg al giorno a dosi singole o suddivise costituiscono un livello di dose adeguato. La stabilizzazione puo' essere continua per 2-3 giorni e poi la quantita' di metadone verra' gradualmente diminuita. La frequenza alla quale il metadone viene diminuito verra' determinata individualmente per ciascun paziente. In pazienti ospedalizzati, una riduzione giornaliera del 20% della dose pro die totale e' in genere ben tollerata. In pazienti ambulatoriali puo' essere necessario uno schema di riduzione piu' lento. Se il metadone viene somministrato per piu' di tre settimane, il procedimento viene considerato non piu' di disintossicazione o di trattamento della sindrome acuta di astinenza, ma di mantenimento, anche se lo scopo e l'intento possono essere l'eventuale astinenza totale. Il trattamento di mantenimento puo'essere eseguito nel caso di consumatori di oppioidi con comprovata dipendenza stabilizzata, quando precedenti interventi multidisciplinarinon abbiano dato risultati positivi. Tale trattamento e' altresi' indicato quando si tratti di soggetti con comprovata dipendenza da oppioidi e con infezione da HIV, in situazione immunitaria compromessa o conAIDS conclamato se il medico ritenga che un altro tipo di programma dia minori possibilita' di astensione dall'uso di oppioidi. La terapia sostitutiva, se ben condotta, riesce ad abolire il craving, ovvero la ricerca compulsiva dell'eroina e a dominare lo stato di ansia del tossicodipendente. Per l'impiego su soggetti in stato di dipendenza consolidata da eroina, gia' noti alla struttura sanitaria, non e' necessarial'effettuazione di accertamenti mediante il test sistemico del naloxone, ma e' certamente indispensabile ricercare la presenza di morfinicinei liquidi biologici. Si deve sottolineare che l'analisi delle urinee' parte integrante del trattamento di mantenimento con metadone, peril controllo della presenza di sostanze stupefacenti e psicotrope. Deve essere altresi' verificato l'eventuale abuso di alcool. Se le urinerisultano positive agli oppioidi, e' indispensabile rivalutare il caso. Il dosaggio deve essere definito individualmente dal medico, in mododa prevenire l'insorgenza della necessita' di eroina, tenendo conto delle condizioni psicofisiche del soggetto e delle patologie correlate.Durante la fase di mantenimento alcuni pazienti ricevono per anni lastessa dose di metadone. per altri invece questa va periodicamente modificata in piu' o in meno. In ogni caso essa deve essere fissata in modo che gli effetti della somministrazione siano protratti per un periodo di almeno 24 ore. A titolo puramente indicativo, si tenga presenteche la maggior parte dei pazienti si giova di dosi comprese tra 50 e 120 mg/die, a seconda del grado di tolleranza e della capacita' di metabolizzare il farmaco.
Conservare nella confezione originale ben chiuso per riparare il medicinale dalla luce.
Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza): come con altri oppioidi, in seguito a somministrazione ripetuta di metadone possono svilupparsi tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. Quando usato per il trattamento del dolore, l'uso ripetuto di Metadone Cloridrato Molteni puo' portare a disturbo da uso di oppioidi (Opioid Use Disorder,OUD). Una dose superiore e una durata maggiore del trattamento con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare un OUD. Prima di iniziare il trattamento con Metadone Cloridrato Molteni e durante tale trattamento devono essere concordati con il paziente gli obiettivi del trattamento e un piano di interruzione (vedere paragrafo 4.2). Prima e durante il trattamento, il paziente deve anche essere informato dei rischi e dei segni di OUD. Ai pazienti deve essere consigliato di rivolgersi al medico in caso di comparsa di segni relativi a OUD. L'abuso o l'uso inappropriato intenzionale di Metadone Cloridrato Molteni puo' causare un sovradosaggio e/o il decesso. Il rischio di sviluppare il disturbo da uso di oppioidi e' maggiore nei pazienti con anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi personale di altri disturbi della salute mentale (ad es. depressione maggiore, ansia e disturbi della personalita'). I pazienti dovranno essere monitorati per segni di craving: ricerca compulsiva del farmaco (ad es. richieste troppo anticipate di nuove somministrazioni).Il monitoraggio include il riesame di oppioidi e farmaci psicoattivi concomitanti (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di OUD, deve essere preso in considerazione un consulto con uno specialista in dipendenze. Disturbi della respirazione correlati al sonno: gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui apnea centrale nel sonno (CSA) e ipossiemia correlataal sonno. L'uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in modo dose-dipendente. Nei pazienti che presentano CSA, bisogna considerare la riduzione del dosaggio totale di oppioidi. Interazione con altri depressori del sistema nervoso centrale Il metadone deve essere usato con cautela e a dose ridotta in pazienti che ricevono contemporaneamente altrianalgesici narcotici, anestetici generali, fenotiazine, altri tranquillanti sedativi ipnotici, antidepressivi triciclici ed altri depressoridel sistema nervoso centrale, compreso l'alcool. Si possono avere depressione e sedazione profonda o coma. Rischio dall'uso concomitante dimedicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse: l'uso concomitante di Metadone Cloridrato Molteni e medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse puo' causaresedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questirischi, la prescrizione concomitante con questi medicinali sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali le opzioni di un trattamento alternativo non sono possibili. Se si decide di prescrivere Metadone Cloridrato Molteni in concomitanza a medicinali sedativi, deve essere usata la dose efficace piu' bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la piu' breve possibile. I pazienti devono essere attentamente valutati per i segni e i sintomi di depressione respiratoriae sedazione. A tale riguardo, e' fortemente raccomandato di informarei pazienti e le persone che se ne prendono cura di prestare attenzionea questi sintomi (vedere paragrafo 4.5). Ansia: il metadone non ha azione anti-ansia, per cui i sintomi ansiosi che compaiono nel corso deitrattamenti non vanno trattati aumentando la dose di metadone. L'azione del Metadone nel trattamento di disassuefazione e' limitata al controllo dei sintomi da narcotici ed e' inefficace per il sollievo dell'ansia. Iperalgesia: come per altri oppioidi, in caso di controllo del dolore insufficiente nonostante l'aumento della dose di metadone, deveessere considerata la possibilita' di iperalgesia indotta da oppioidi.Puo' essere indicata una riduzione della dose o una rivalutazione deltrattamento. Lesioni craniche ed aumentata pressione intracranica: gli effetti di depressione respiratoria del metadone e la sua capacita'di aumentare la pressione del liquido cerebrospinale possono essere notevolmente aumentati in presenza di un aumento della pressione intracranica. inoltre i narcotici producono effetti collaterali che possono confondere il decorso clinico di pazienti con lesioni craniche. In talipazienti il metadone e' controindicato (vedere paragrafo 4.3). Asma ealtre affezioni respiratorie: in pazienti con attacco asmatico acuto,in quelli con pneumopatie croniche ostruttive o cuore polmonare ed inindividui con una riserva respiratoria sostanzialmente ridotta nelladepressione respiratoria preesistente, nell'ipossia e nell'ipercapnia,anche le dosi terapeutiche usuali di narcotici possono ridurre gli stimoli respiratori ed aumentare per contro le resistenze delle vie aeree fino all'apnea, per cui l'uso del medicinale e' controindicato in tali patologie (vedere paragrafo 4.3). Affezioni addominali acute: la somministrazione di metadone o di altri narcotici puo' confondere la diagnosi e il decorso clinico in pazienti con affezioni addominali acute.Patologie epatobiliari: il metadone puo' causare disfunzione e spasmodello sfintere di Oddi, aumentando il rischio di sintomi a carico delle vie biliari e di pancreatite. Pertanto, il metadone deve essere somministrato con cautela nei pazienti con pancreatite e con patologie delle vie biliari. Effetto ipotensivo: la somministrazione di Metadone puo' determinare una grave ipotensione in soggetti ipovolemici o in contemporaneo trattamento con farmaci come la fenotiazina o certi anestetici. Insufficienza surrenale: gli analgesici oppioidi possono causareun'insufficienza surrenale reversibile che richiede un monitoraggio euna terapia sostitutiva dei glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenale possono includere nausea, vomito, perdita di appetito, stanchezza, debolezza, vertigini o bassa pressione sanguigna. Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina: l'uso a lungo termine di analgesici oppiacei puo' essere associato a una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e a un aumento della prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea. Ipoglicemia: l'ipoglicemia e' stata osservata nel contesto di un sovradosaggiodi metadone o di un aumento del dosaggio. Si raccomanda un regolare monitoraggio della glicemia durante l'aumento del dosaggio (vedere paragrafo 4.8 e paragrafo 4.9).
Interazioni farmacocinetiche. Inibitori della glicoproteina P: il metadone e' un substrato della glicoproteina-P, pertanto i farmaci che lainibiscono (chinidina, verapamil, ciclosporina) possono aumentare le concentrazioni seriche di metadone. Induttori dell'isoenzima CYP3A4: ilmetadone viene metabolizzato ad opera dell'isoenzima CYP3A4. Gli induttori di tale isoenzima (barbiturici, carbamazepina, fenitoina, nevirapina, rifampicina, efavirenz, amprenavir, spironolattone, desametasone, hypericum perforatum (erba di San Giovanni) e cocaina) possono indurre il metabolismo epatico del metadone, che risultera' piu' significativo se l'induttore viene aggiunto dopo che e' stata iniziata la terapia con metadone. A seguito di tali interazioni, sono stati riportati casi di sindrome d'astinenza, per cui si e' reso necessario aumentare ledosi di metadone. Dopo 3 settimane di terapia con efavirenz, le concentrazioni medie di picco e l'AUC del metadone si sono ridotte, rispettivamente, del 48% e del 57%. Alcune segnalazioni suggeriscono che se viene aggiunto efavirenz in un paziente in terapia con metadone, si puo' sviluppare una sindrome d'astinenza, che di solito inizia dopo due settimane di terapia con efavirenz, ma che si puo' protrarre fino a 28giorni. Per tale motivo, puo' essere necessario aggiustare la dose dimetadone. Quando la terapia con farmaci induttori del CYP3A4 viene sospesa, la dose di metadone deve essere ridotta. Induttori di enzimi metabolizzanti (inclusi CYP3A4 e CYP2B6). La somministrazione concomitante di metadone con metamizolo, un induttore di enzimi metabolizzanti inclusi CYP3A4 e CYP2B6, puo' causare una riduzione della concentrazioneplasmatica del metadone, con potenziale diminuzione dell'efficacia clinica. Pertanto, deve essere usata cautela quando metamizolo e metadone sono somministrati contemporaneamente. la risposta clinica e/o i livelli di farmaco devono essere monitorati a seconda dei casi. Inibitoridell'isoenzima CYP3A4. Dal momento che il metabolismo del metadone e'mediato dall'isoenzima CYP3A4, la sua escrezione diminuisce in caso di co-somministrazione con farmaci che inibiscono il CYP3A4, quali: calcio antagonisti, alcuni agenti anti-HIV (ad esempio la delavirdina), antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina), telitromicina, ciprofloxacina, alcuni antifungini (fluconazolo, itraconazolo), cannabinoidi, succo di pompelmo, cimetidina, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (fluvoxamina, fluoxetina) e nefazodone. Il trattamento concomitante con fluvoxamina ha fatto registrare un aumento del 40-100% del rapporto tra la concentrazione plasmatica e la dose di metadone. Se si prescrivono queste sostanze a pazienti in trattamento di mantenimento con metadone, si deve tenere conto del rischio di una overdose. Trattamento concomitante dell'infezione da HIV. Gli inibitoridelle proteasi antiretrovirali possono inibire il metabolismo del metadone a diversi gradi. Le reazioni piu' significative si verificano con il ritonavir, mentre la possibile interazione con l'abacavir in genere non richiede aggiustamenti della dose. Alcuni inibitori delle proteasi (amprenavir, nelfinavir, abacavir, lopinavir/ritonavir e ritonavir/saquinavir) sembrano diminuire i livelli serici del metadone. Il metadone riduce l'AUC e la Cmax della didanosina e della stavudina, riducendo la biodisponibilita' di tali farmaci. Il metadone puo' inoltre rallentare l'assorbimento e aumentare il metabolismo di primo passaggio dei suddetti farmaci. Il metadone aumenta la concentrazione plasmaticadella zidovudina somministrata sia per via orale che per via endovenosa: l'aumento dell'AUC della zidovudina risulta superiore dopo assunzione per via orale, rispetto alla somministrazione per via endovenosa. Tali effetti sono dovuti all'inibizione della glucuronidazione della zidovudina e sua ridotta clearance renale. Durante il trattamento con metadone, i pazienti devono essere monitorati per una possibile tossicita' da zidovudina, per cui puo' essere necessario ridurre la dose di zidovudina. I pazienti che ricevono entrambi i farmaci possono sviluppare sintomi tipici della sindrome da astinenza da oppioidi (cefalea, mialgia, fatica e irritabilita'). Prodotti che influenzano l'acidita' urinaria. Il metadone e' una base debole. Gli acidificanti urinari (ad esempio cloruro di ammonio) possono aumentare la clearance renale del metadone. In questa situazione, le dosi di metadone devono essere aumentate. Il metadone puo' raddoppiare i livelli sierici della desipramina.Interazioni farmacodinamiche: gli antagonisti degli oppioidi (naloxone e naltrexone) svolgono un'azione farmacologica opposta a quella delmetadone. Tali farmaci possono bloccarne l'azione e provocare sindromed'astinenza. Gli agonisti/antagonisti (butorfanolo, nalbufina, pentazocina) possono bloccare parzialmente l'analgesia, la depressione respiratoria e la depressione del sistema nervoso centrale dovute al metadone. Usati contemporaneamente possono provocare un aumento degli effetti neurologici, respiratori ed ipotensivi. Gli effetti additivi o antagonisti dipendono dalla dose del metadone. gli effetti antagonisti sonopiu' frequenti quando il metadone e' usato a dosi basse o moderate. In pazienti in terapia cronica con metadone, tali farmaci possono causare sindrome d'astinenza. La somministrazione concomitante di metadonee di farmaci che esercitano un'azione depressiva sul SNC (altri analgesici narcotici, anestetici generali, fenotiazine, altri tranquillanti,sedativi ipnotici, antidepressivi triciclici ed altri depressori delsistema nervoso centrale compreso l'alcool) puo' provocare un aumentodella depressione respiratoria, ipotensione e sedazione profonda o coma, pertanto si puo' rendere necessario ridurre la dose di uno dei farmaci o di entrambi. Medicinali sedativi quali benzodiazepine o medicinali correlati ad esse: L'uso concomitante di oppiodi con medicinali sedativi quali le benzodiazepine o correlati ad esse aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa dell'effetto depressivo additivo sul SNC. La dose e la durata del trattamento combinato devono essere limitate (vedere paragrafo 4.4). Gli analgesicioppioidi combinati con antimuscarinici possono causare severa stipsi oileo paralitico, specialmente con l'impiego cronico.
Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati di metadone cloridrato, organizzati secondo la classificazione MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. I rischi principali del metadone sono rappresentati dalla depressione respiratoria e in minor misura da depressione circolatoria, arresto respiratorio, shock ed arresto cardiaco. Sono stati riportati rari casi di prolungamento dell'intervallo QT e di torsione di punta. Glieffetti indesiderati osservati piu' frequentemente comprendono: sensodi vuoto alla testa, vertigini, sedazione, nausea, vomito, sudorazione e ipotensione ortostatica. Alcuni di questi effetti, piu' frequentiin soggetti in trattamento ambulatoriale, sono ovviabili tenendo i pazienti sdraiati. Altri effetti indesiderati sono i seguenti. Patologiedel sistema nervoso: euforia, disforia, debolezza, cefalea, insonnia,agitazione, disorientamento e disturbi visivi. Patologie gastrointestinali: bocca secca, anoressia, stipsi e spasmo delle vie biliari. Pancreatite acuta (frequenza non nota). Patologie epatobiliari: disfunzionedello sfintere di Oddi (frequenza non nota). Patologie cardiache e vascolari: rossore al viso, bradicardia, palpitazioni, svenimento e sincope. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: sindrome di apnea centrale nel sonno (frequenza non nota). Patologie renali e urinarie: ritenzione urinaria o difficolta' alla minzione, effetto antidiuretico. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: ridotta libido e/o impotenza sessuale. Disturbi del sistema immunitario: Prurito, orticaria, altre reazioni cutanee, edema e raramente orticaria emorragica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: ipoglicemia (frequenza non nota). Disturbi psichiatrici: dipendenza (frequenza non nota). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione dellereazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione delmedicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuodel rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Il metadone e' controindicato in gravidanza, per i possibili effetti sullo sviluppo fetale, e durante l'allattamento. Alcuni studi osservazionali hanno riportato malformazioni congenite e compromissione dello sviluppo neurologico nei bambini nati da donne trattate con metadone per disturbo da uso di oppioidi durante la gravidanza. Tuttavia, a causadei limiti degli studi e dei fattori confondenti materni, familiari esocio ambientali associati ai disturbi da uso di oppioidi, non e' possibile trarre conclusioni riguardo al contributo specifico del metadone. Peraltro, in presenza di un'evidente incapacita' della tossicodipendente gravida di sospendere l'uso di eroina, il medico puo' decidere l'attuazione di un trattamento di mantenimento con metadone. Tale trattamento deve essere protratto fino al termine della gravidanza a dosaggi tendenzialmente stabili, allo scopo di evitare l'eventuale comparsadi sintomi di astinenza nella madre e nel feto. Qualora necessario, e'possibile aumentare le dosi di metadone durante le ultime fasi dellagravidanza per mantenere adeguato il livello di farmaco ed evitare cosi' un eventuale abbandono della terapia. Tuttavia, come per ogni altrotrattamento farmacologico, dovranno essere attentamente valutati gliaspetti di rischio e di beneficio che esso comporta. La riduzione delfarmaco, se indispensabile, dovra' essere molto graduale, dovendosi evitare l'insorgenza di sintomi di astinenza. L'eventuale sospensione del trattamento, per la quale e' indispensabile la supervisione di uno specialista ostetrico, deve essere effettuata non prima della quattordicesima settimana di gestazione e non dopo la trentaduesima onde evitare, rispettivamente, il rischio di aborto e di parto pre-termine. Allattamento: il metadone viene escreto nel latte materno a bassi livelli.La decisione di raccomandare l'allattamento al seno deve tenere contodel parere di uno specialista clinico e si deve considerare se la donna sta assumendo una dose stabile di metadone e se fa un uso continuatodi sostanze illecite. Se si considera l'allattamento al seno, la dosedi metadone deve essere la piu' bassa possibile. I prescrittori devono consigliare alle donne che allattano al seno di monitorare il neonato per individuare eventuali sintomi di sedazione e di difficolta' respiratorie e, in tal caso, di rivolgersi immediatamente a un medico. Sebbene la quantita' di metadone escreto nel latte materno non sia sufficiente ad eliminare completamente i sintomi dell'astinenza nei neonatiallattati al seno, puo' attenuare la gravita' della sindrome da astinenza neonatale. Qualora fosse necessario interrompere l'allattamento alseno, cio' deve avvenire gradualmente, poiche' un brusco svezzamentopotrebbe aumentare i sintomi dell'astinenza nel neonato.
  • Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
  • Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.
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