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MYFORTIC 50CPR GASTROR 360MG

Produttore: NOVARTIS FARMA SPA
FARMACO MUTUABILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

MYFORTIC 360 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Immunosoppressori.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa gastroresistente contiene 360 mg di acido micofenolico(come micofenolato sodico).

ECCIPIENTI

Nucleo: amido di mais, povidone (K 30), crospovidone, lattosio anidro, silice colloidale anidra, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa ftalato, titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172).

INDICAZIONI

Il farmaco e' indicato in associazione con ciclosporina e corticosteroidi per la profilassi del rigetto acuto in pazienti adulti che ricevono un trapianto allogenico di rene.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Il farmaco non deve essere usato in pazienti con ipersensibilita' al micofenolato sodico, all'acido micofenolico, al micofenolato mofetile o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il farmaco non deve essere usato in donne che allattano e in donne in eta' fertile che non stanno usando metodi contraccettivi altamente efficaci e non deve essere iniziato senza l'esito di un test di gravidanza in modo da escludere l'uso involontario del medicinale in gravidanza. Il farmaco non deve essere usato in gravidanza a meno che non ci sia un idoneo trattamento alternativo per prevenire il rigetto d'organo. Il farmaco non deve essere somministrato a donne che allattano.

POSOLOGIA

Il trattamento con questo farmaco deve essere iniziato e continuato da medici specialisti adeguatamente qualificati in trapianti. La dose raccomandata e' di 720 mg due volte al giorno (dose giornaliera 1440 mg). In termini di contenuto in acido micofenolico (MPA), questa dose dimicofenolato sodico corrisponde ad 1 g di micofenolato mofetile assunto due volte al giorno (dose giornaliera 2 g). Nei pazienti con trapianto de-novo la somministrazione di questo farmaco deve essere iniziatanelle 72 ore successive all'intervento di trapianto. Speciali popolazioni. Popolazione pediatrica. Non sono disponibili dati sufficienti per documentare l'efficacia e la sicurezza di questo farmaco nei bambinie negli adolescenti. Sono disponibili dati limitati di farmacocinetica in pazienti pediatrici con trapianto di rene. Anziani. La dose raccomandata nei pazienti anziani e' di 720 mg due volte al giorno. Pazienti con compromissione renale. Nei pazienti che presentano un ritardo nella ripresa funzionale del rene dopo il trapianto non e' necessario alcun adattamento posologico. Tuttavia i pazienti con una grave compromissione renale (velocita' di filtrazione glomerulare < 25 ml-min^-1 -1,73 m^-2 ) devono essere attentamente controllati e la dose giornalieradi questo farmaco non deve superare 1440 mg. Pazienti con compromissione epatica Non sono necessari aggiustamenti della dose in pazienti con trapianto di rene e grave compromissione epatica. Trattamento durante episodi di rigetto. Non sono state osservate variazioni della farmacocinetica dell'acido micofenolico (MPA) durante episodi di rigetto dopo trapianto renale; non e' quindi necessario modificare il dosaggio o interrompere la terapia con questo farmaco. Modo di somministrazione. Il farmaco puo' essere preso ai pasti o lontano dai pasti. I pazienti possono scegliere una delle due modalita' di assunzione ma dovranno mantenerla per tutto il periodo di assunzione del farmaco. Le compresse di questo farmaco non devono essere frantumate per mantenere integro il rivestimento enterico. Nei casi in cui la frantumazione delle compresse di questo farmaco e' necessaria, evitare l'inalazione della polvere o il contatto diretto della polvere con la pelle o le mucose. Se si verifica il contatto, lavarsi accuratamente con acqua e sapone; risciacquare gli occhi con sola acqua naturale. Cio' a causa degli effetti teratogeni del micofenolato.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall'umidita'.

AVVERTENZE

I pazienti che ricevono una terapia immunosoppressiva basata su una combinazione di farmaci, comprendente questo farmaco, hanno un rischio aumentato di sviluppare linfomi o altri tumori maligni, soprattutto della pelle. Il rischio sembra essere correlato all'intensita' e alla durata del trattamento immunosoppressivo piuttosto che all'uso di uno specifico prodotto. Come avvertenza di carattere generale, allo scopo diridurre il rischio di tumore della pelle, e' necessario limitare l'esposizione alla luce solare e ai raggi UV mediante l'uso di indumenti protettivi e di creme solari con un elevato fattore di protezione. I pazienti trattati con questo farmaco devono essere istruiti in merito alla necessita' di riferire immediatamente qualsiasi segno di infezione o la presenza di ematomi imprevisti, sanguinamento o qualsiasi altra manifestazione di depressione midollare. I pazienti trattati con immunosoppressori, incluso questo farmaco, sono a maggior rischio di infezioni opportunistiche (batteriche, fungine, virali e da protozoi), di infezioni fatali e sepsi. Tra le infezioni opportunistiche sono comprese la nefropatia associata al virus BK e la leucoencefalopatia progressiva multifocale (PML) associata al virus JC. Queste infezioni sono spesso dovute ad un elevato carico immunodepressivo totale e possono portare a condizioni gravi o fatali che i medici devono prendere in considerazione durante la diagnosi differenziale in pazienti immunodepressi con funzione renale in peggioramento o con sintomi neurologici. Vi sono state segnalazioni di ipogammaglobulinemia in associazione con infezioni ricorrenti in pazienti in trattamento con questo farmaco in combinazione con altri immunosoppressori. In alcuni di questi casi, il passaggio da derivati del MPA a un immunosoppressore alternativo ha portato al ritorno alla normalita' dei livelli sierici di IgG. Nei pazienti intrattamento con questo farmaco che sviluppano infezioni ricorrenti sidevono misurare le immunoglobuline sieriche. In casi di ipogammaglobulinemia clinicamente rilevante persistente si deve prendere in considerazione un intervento clinico adeguato tenendo conto dei potenti effetti citostatici dell'acido micofenolico sui linfociti T e B. Vi sono state segnalazioni di bronchiectasia in pazienti trattati con questo farmaco in combinazione con altri immunosoppressori. In alcuni di questi casi, il passaggio da derivati del MPA ad un altro immunosoppressore ha portato a miglioramento dei sintomi respiratori. Il rischio di bronchiectasia puo' essere collegato all'ipogammaglobulinemia o a un effetto diretto sul polmone. Vi sono state anche segnalazioni isolate di malattia polmonare interstiziale. Si raccomanda che i pazienti che sviluppano sintomi respiratori persistenti, come tosse e dispnea, siano studiati per qualsiasi evidenza di malattia polmonare interstiziale sottostante. E' stata riportata riattivazione dell'epatite B (HBV) o dell'epatite C (HCV) in pazienti trattati con immunosoppressori, incluso i derivati dell'acido micofenolico (MPA) Myfortic e il micofenolato mofetile (MMF). Si raccomanda di monitorare i pazienti infetti per i segni clinici e di laboratorio dell'infezione attiva da HBV o HCV. In pazienti trattati con derivati dell'acido micofenolico (che includono micofenolato mofetile e micofenolato sodico) in associazione con altri farmaci immunosoppressivi sono stati segnalati casi di aplasia eritroide pura (Pure Red Cell Aplasia, PRCA). Il meccanismo con cui i derivati dell'acido micofenolico hanno indotto la PRCA non e' noto. La PRCA puo' risolversi con la riduzione della dose o con l'interruzione della terapia. Le modifiche al trattamento con questo farmaco nei pazienti trapiantati devono essere effettuate esclusivamente sotto un'appropriata supervisione clinica al fine di minimizzare il rischio di rigetto. I pazienti trattati con questo farmaco devono essere controllati per la comparsa di disturbi ematici (es.: neutropenia o anemia), che puo' essere collegata allo stesso acido micofenolico, ai farmaci concomitanti, ad infezioni virali o a combinazioni di queste cause. I pazienti trattati con questo farmaco devono pertanto effettuare un esame emocromocitometrico completo ogni settimana durante il primo mese di terapia, due volte al mese durante il secondo e terzo mese e poi mensilmente fino al termine del primo anno di terapia. In caso di disturbi ematici (es.: neutropenia con conta assoluta dei neutrofili <1,5 x 10^3 /mcl o anemia)puo' essere opportuno interrompere o sospendere il trattamento con questo farmaco. I pazienti devono essere informati che, durante il trattamento con acido micofenolico, le vaccinazioni possono essere meno efficaci, mentre devono essere evitate le vaccinazioni con vaccini vivi attenuati. La vaccinazione antinfluenzale puo' comunque essere utile; imedici devono fare riferimento alle linee guida nazionali per la vaccinazione antiinfluenzale. Poiche' i derivati dell'acido micofenolico sono stati associati ad una aumentata incidenza di eventi avversi a carico del sistema digestivo, compresi casi non frequenti di ulcera del tratto gastrointestinale, di emorragia e di perforazione, questo farmaco deve essere somministrato con cautela in pazienti con malattie graviin fase attiva del sistema digestivo. Si raccomanda di non somministrare questo farmaco contemporaneamente ad azatioprina in quanto non e' stata studiata la somministrazione contemporanea di questi farmaci. A causa del diverso profilo farmacocinetico, l'acido micofenolico (come sale sodico) ed il micofenolato mofetile non devono essere scambiati tra di loro o sostituiti in modo indiscriminato. Il farmaco e' stato somministrato in combinazione con ciclosporina e corticosteroidi. L'esperienza di somministrazione del farmaco con terapie di induzione come la globulina antilinfocitiT o basiliximab e' limitata. L'efficacia e lasicurezza di questo farmaco in associazione ad altri agenti immunosoppressori (per esempio il tacrolimus) non sono state studiate. Questo farmaco contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp - lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale. La somministrazione di questo farmaco in concomitanza a farmaci che interferiscono con la circolazione enteroepatica, come ad esempio la colestiramina ed il carbone attivo, puo' risultare in una esposizione sistemica al MPA al di sotto dei livelli terapeutici e conseguentemente in una minore efficacia. Questo farmaco e' un inibitore dell'enzima inosina monofosfato deidrogenasi (IMPDH). Per questa ragione non deve essere utilizzato in pazienti affetti da rare patologie ereditarie che comportanoun deficit dell'enzima ipoxantina-guanina-fosforibosil-transferasi (HGPRT), come la sindrome di Lesch-Nyhan e la sindrome di Kelley-Seegmiller.

INTERAZIONI

Sono state riportate le seguenti interazioni tra acido micofenolico ealtri medicinali. Aciclovir e Ganciclovir. La potenziale mielosoppressione in pazienti che assumono questo farmaco in associazione ad aciclovir o ganciclovir non e' stata studiata. Se questo farmaco viene somministrato in associazione ad aciclovir/ganciclovir, si puo' prevedere un aumento dei livelli di MPAG (metabolita glucuronato dell'acido micofenolico) e di aciclovir/ganciclovir, probabilmente in seguito ad una competizione per il meccanismo di secrezione tubulare. E' improbabile che le modifiche della farmacocinetica di MPAG abbiano una rilevanza clinica nei pazienti con adeguata funzionalita' renale. In presenza di compromissione renale, esiste un potenziale aumento delle concentrazioni plasmatiche di MPAG e di aciclovir/ganciclovir; in questo caso i pazienti devono essere attentamente controllati e si devono seguire le raccomandazioni relative alla dose di aciclovir /ganciclovir. Gastroprotettori. Antiacidi a base di magnesio e alluminio. Si e' osservata unadiminuzione dell'AUC e del C max dell'acido micofenolico, rispettivamente del 37% e del 25% circa, quando questo farmaco e' somministrato in associazione ad una singola dose di antiacido a base di magnesio-alluminio. Gli antiacidi a base di magnesio-alluminio possono essere utilizzati saltuariamente per il trattamento di dispepsia occasionale. Tuttavia l'uso cronico giornaliero di antiacidi a base di magnesio-allumino in associazione a Myfortic non e' raccomandato per la loro potenzialita' di diminuire l'esposizione all'acido micofenolico e ridurne conseguentemente l'efficacia. Inibitori di pompa protonica. In volontari sani non si sono osservate modifiche della farmacocinetica di MPA dopo somministrazione concomitante di questo farmaco e pantoprazolo alla dose di 40 mg due volte al giorno nei quattro giorni precedenti. Non sono disponibili dati su altri inibitori di pompa protonica somministratiad alte dosi. Contraccettivi orali. Gli studi di interazione condotticon MMF (micofenolato mofetile) ed i contraccettivi orali non hanno evidenziato interazioni tra questi farmaci. In base al profilo metabolico del MPA, non sono prevedibili interazioni tra Myfortic ed i contraccettivi orali. Colestiramina e farmaci che si legano agli acidi biliari. Si deve prestare attenzione all'uso concomitante di farmaci o terapie che possono legarsi agli acidi biliari, come i sequestranti degli acidi biliari o il carbone attivo per via orale, a causa della loro potenzialita' di diminuire l'esposizione al MPA e quindi di ridurre l'efficacia di questo farmaco. Ciclosporina. La farmacocinetica della ciclosporina studiata in pazienti stabili con trapianto renale stabile, none' stata influenzata dalla somministrazione del dosaggio di questo farmaco allo stato stazionario. E' noto viceversa che la somministrazione di ciclosporina in concomitanza con micofenolato mofetile, riduce l'esposizione all'acido micofenolico. Si ritiene pertanto che la ciclosporina, somministrata con questo farmaco, possa analogamente diminuire le concentrazioni ematiche di acido micofenolico (circa del 20%, in base ai dati ottenuti con micofenolato mofetile) ma la precisa entita' di questa diminuzione non e' nota in quanto questa interazione non e' stata studiata. Tuttavia, poiche' tutti gli studi di efficacia sono stati condotti in combinazione con ciclosporina, questa interazione non modifica la posologia raccomandata di Myfortic. Se il trattamento con ciclosporina viene interrotto o sospeso, e' necessario rivalutare il dosaggio di questo farmaco in funzione del nuovo regime immunosoppressivo. Tacrolimus. In uno studio clinico cross-over sulla calcineurina in pazienti stabili con trapianto di rene e' stata misurata la farmacocinetica di questo farmaco allo stato stazionario, durante il trattamentosia con Neoral che con tacrolimus. Il valore medio dell'AUC dell'acido micofenolico e' risultato maggiore del 19% (IC 90%:-3, +47) mentre il valore medio dell'AUC del metabolita MPAG (glucuronide fenolico dell'acido micofenolico) e' risultato inferiore di circa il 30% (IC 90%: 16, 42) durante il trattamento con tacrolimus rispetto a Neoral. Inoltre la variabilita' nell'AUC dell'acido micofenolico osservata intrasoggetti e' risultata doppia dopo il passaggio da trattamento con Neoral atrattamento con tacrolimus. I clinici devono tenere in considerazionesia l'aumento nell'AUC dell'acido micofenolico sia la variabilita', el'aggiustamento della dose di questo farmaco deve essere dettato dalla situazione clinica. Si deve effettuare un attento monitoraggio clinico quando si pianifica il passaggio dal trattamento con un inibitore della calcineurina ad un altro. Vaccini vivi attenuati. I vaccini vivi non devono essere somministrati a pazienti con risposta immunitaria compromessa. La risposta anticorpale verso vaccini di altri tipi puo' essere diminuita.

EFFETTI INDESIDERATI

I seguenti effetti indesiderati si riferiscono alle reazioni avverse al farmaco osservate negli studi clinici. Neoplasie. I pazienti che ricevono una terapia immunosoppressiva costituita da una combinazione difarmaci, incluso l'acido micofenolico, sono maggiormente a rischio disviluppare linfomi o altri tumori maligni, soprattutto della pelle. Una malattia linfoproliferativa o un linfoma si è sviluppato in 2 pazienti de-novo (0,9%) ed in 2 pazienti in fase di mantenimento (1,3%) chehanno assunto questo farmaco per un anno. Nello 0,9% dei pazienti de-novo e nell'1,8% dei pazienti in fase di mantenimento che hanno assunto questo farmaco per un anno, si è osservato un carcinoma cutaneo non melanoma; altri tipi di neoplasia sono stati osservati nello 0,5% dei pazienti de-novo e nello 0,6% dei pazienti in fase di mantenimento. Infezioni opportunistiche. Il rischio di infezioni opportunistiche aumenta in tutti i pazienti sottoposti a trapianto, il rischio aumenta con il carico immunosoppressivo totale. Le infezioni opportunistiche più comuni nei pazienti con trapianto renale de-novo trattati con questo farmaco in associazione con altri immunosoppressori, osservate in studi clinici controllati di pazienti con trapianto renale, seguiti per 1 anno, sono state il CMV (citomegalovirus), la candidiasi e l'herpes simplex. Le infezioni da CMV (sierologia, viremia o malattia conclamata) sono state del 21,6% nei pazienti con trapianto renale de- novo e del 1,9% nei pazienti in terapia di mantenimento. Anziani. In generale, i pazienti anziani possono essere soggetti ad un maggior rischio di sviluppare reazioni avverse a causa dell'immunosoppressione. Altre reazioniavverse al farmaco. La seguente tabella 1 riporta le reazioni avversecon correlazione possibile o probabile a questo farmaco, segnalate nell'ambito di studi clinici controllati in pazienti con trapianto di rene nei quali questo farmaco veniva somministrato in associazione con ciclosporina in microemulsione e corticosteroidi alla dose di 1440 mg/die per 12 mesi. Di seguito è stata compilata secondo la classificazione MedDRA per classe di sistema organo. Le reazioni avverse sono elencate secondo le categorie seguenti: molto comune (>= 1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>= 1/1000, <1/100); raro (>=1/10.000, < 1/1000); molto raro (<1/10.000). Molto comune: ipocalcemia, ipokaliemia, iperuricemia; comune: iperkaliemia, ipomagnesemia; Non comune: anoressia, iperlipidemia, diabete mellito, ipercolesterolemia, ipofosfatemia. Disturbi psichiatrici. Molto comune: ansia; non comune: sogni anomali, senso di delusione, insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri, cefalea; non comune: tremore. Patologie dell'occhio. Non comune: congiuntivite, visione annebbiata. Patologie cardiache. Non comune: tachicardia, extrasistoli ventricolari. Patologie vascolari. Molto comune: ipertensione; comune: ipotensione; non comune: linfocele. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, dispnea; non comune: malattia polmonare interstiziale, congestione polmonare, respiro sibilante, edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea; comune: distensione addominale, dolore addominale, costipazione, dispepsia, flatulenza, gastrite, nausea, vomito; non comune: tensione addominale, emorragia gastrointestinale, eruttazione, alitosi, ileo, ulcerazione delle labbra, esofagite, subileo, alterazione del colore della lingua, secchezza delle fauci, malattia da reflusso gastro-esofageo, iperplasia gengivale, pancreatite, ostruzione del dottoparotideo, ulcera peptica, peritonite. Patologie epatobiliari. Comune: alterazione dei parametri della funzionalità epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: acne, prurito; non comune: alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: artralgia; comune: mialgia; non comune: artrite, dolore alla schiena, crampi muscolari. Patologie renali e urinarie. Comune: aumento della creatininemia; non comune: ematuria, necrosi tubulare renale, stenosi uretrale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, stanchezza,edema periferico, piressia; non comune: malattia similinfluenzale, edema agli arti inferiori, dolore, brividi, sete, debolezza. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Non comune: contusione. Dall'esperienza post-marketing, rash e agranulocitosi sono stati identificati come reazioni avverse. Le seguenti ulteriori reazioni avverse sono state attribuite come effetto di classe ai derivati dell'acido micofenolico. Infezioni ed infestazioni: infezioni gravi, potenzialmentefatali, comprese meningite, endocardite infettiva, tubercolosi e infezioni da micobatteri atipici. In pazienti trattati con immunosoppressori, incluso questo farmaco sono stati riportati casi di nefropatia associata al virus BK così come casi di leucoencefalopatia progressiva multifocale (PML) associata al virus JC. Patologie del sistema emolinfopoietico: neutropenia, pancitopenia. Sono stati riportati casi di aplasia eritroide pura (PRCA) in pazienti trattati con derivati dell'acido micofenolico. Disturbi del sistema immunitario. È stata riportata ipogammaglobulinemia in pazienti in trattamento con Myfortic in combinazione con altri immunosoppressori. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Vi sono state segnalazioni isolate di malattia polmonare interstiziale in pazienti trattati con Myfortic in combinazione con altri immunosoppressori. Vi sono state anche segnalazioni di bronchiectasia in combinazione con altri immunosoppressori. Casi isolati di anomalie morfologiche dei neutrofili, inclusa l'anomalia acquisita di Pelger-Huet, sono stati riportati in pazienti trattati con i derivati dell'acido micofenolico. Queste alterazioni non sono comunque associate conun danno della funzionalità dei neutrofili. Queste alterazioni possono essere suggestive di un fenomeno di left shift di maturazione dei neutrofili, che può essere interpretato erroneamente come un segno di infezione in pazienti immunosoppressi come quelli trattati con questo farmaco. Patologie gastrointestinali. Colite, gastrite da CMV, perforazione intestinale, ulcera gastrica, ulcera duodenale. Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali. Casi di aborto spontaneo sono stati riportati in pazienti esposte a micofenolato principalmente nel primo trimestre. Disturbi congeniti. Malformazioni congenite sono state osservatedopo la commercializzazione in bambini di pazienti esposte a micofenolato in associazione con altri immunosoppressori.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Donne in eta' fertile. Durante il trattamento con questo farmaco si deve evitare la gravidanza. Pertanto le donne in eta' fertile devono usare almeno un metodo affidabile di contraccezione prima di iniziare laterapia con questo farmaco, durante la terapia e per sei settimane dopo l'interruzione della terapia, a meno che il metodo contraccettivo scelto non sia l'astinenza. Due metodi complementari di contraccezione concomitanti sono preferibili. Gravidanza. Il farmaco e' controindicato in gravidanza a meno che non ci sia nessun trattamento alternativo adeguato per prevenire il rigetto del trapianto. Il trattamento non deve essere iniziato senza l'esito di un test di gravidanza in modo da escludere l'uso involontario del medicinale in gravidanza. Le pazienti di sesso femminile potenzialmente fertili devono essere informate sull'aumento del rischio di perdita della gravidanza e malformazioni congenite all'inizio del trattamento e devono essere consigliate sulla prevenzione e pianificazione di una gravidanza. Prima di iniziare il trattamento con questo farmaco, le donne in eta' fertile devono avere due test di gravidanza su siero o urine con una sensibilita' di almeno 25 mUI/mL con esito negativo per escludere l'esposizione involontaria dell'embrione al micofenolato. Si raccomanda che il secondo test venga effettuato 8 - 10 giorni dopo il primo. Per trapianti da donatori deceduti, nel caso non sia possibile effettuare i due test 8 - 10 giorni primadell'inizio del trattamento (per i tempi di disponibilita' dell'organo da trapiantare), si deve effettuare un test di gravidanza immediatamente prima dell'inizio del trattamento e un ulteriore test 8 - 10 giorni dopo. I test di gravidanza devono essere ripetuti in base alle necessita' cliniche (es. dopo ogni segnalazione di interruzione nella contraccezione). I risultati di tutti i test di gravidanza devono essere discussi con la paziente. Le pazienti devono essere informate di consultare immediatamente il medico in caso di gravidanza. Il micofenolato e' un potente teratogeno nell'uomo, con un aumento del rischio di aborti spontanei e malformazioni congenite in caso di esposizione al medicinale durante la gravidanza. Sono stati riportati aborti spontanei nel 45-49% delle donne in gravidanza esposte a micofenolato mofetile, rispetto a un tasso riportato compreso tra il 12 e il 33% nelle pazienti sottoposte a trapianto d'organo solido trattate con immunosoppressori diversi da micofenolato mofetile. In base a quanto segnalato in letteratura, si sono verificate malformazioni nel 23-27% dei nati vivi da madri esposte a micofenolato mofetile durante la gravidanza (rispetto al 2-3% dei nati vivi nella popolazione complessiva e al 4-5% circa dei nati vivi da soggetti sottoposti a trapianto di organi solidi trattati con immunosoppressori diversi da micofenolato mofetile). Malformazionicongenite, comprese segnalazioni di malformazioni multiple, sono state osservate dopo la commercializzazione in bambini di pazienti di sesso femminile esposte a micofenolato mofetile in associazione con altri immunosoppressori durante la gravidanza. Le seguenti malformazioni sono state piu' frequentemente riportate: anomalie dell'orecchio (ad es. orecchio esterno malformato o assente), atresia del canale uditivo esterno (orecchio medio); malformazioni del viso come cheiloschisi, palatoschisi, micrognazia e ipertelorismo delle orbite; anomalie dell'occhio (ad es. coloboma); cardiopatie congenite quali difetti del setto atriale e ventricolare; malformazioni delle dita (ad es. polidattilia, sindattilia); malformazioni tracheo-esofagee (ad es. atresia esofagea); malformazioni del sistema nervoso come spina bifida; anomalie renali. Inoltre vi sono state segnalazioni isolate delle seguenti malformazioni: microftalmia; cisti congenita del plesso coroideo; agenesia del setto pellucidum; agenesia del nervo olfattivo. Studi negli animali hannoevidenziato tossicita' riproduttiva. Uomini. Le limitate evidenze cliniche non indicano alcun aumento del rischio di malformazioni o di aborto a seguito di esposizione paterna al micofenolato mofetile. MPA e' un potente teratogeno. Non e' noto se MPA sia presente nello sperma. Calcoli basati su dati nell'animale mostrano che la massima quantita' di MPA che potenzialmente potrebbe essere trasferita a una donna e' cosi' bassa che e' improbabile che possa avere un effetto. Il micofenolato ha mostrato di essere genotossico in studi su animali a concentrazioni che eccedevano l'esposizione terapeutica nell'uomo solo cosi' di poco che il rischio di effetti genotossici sulle cellule spermatiche nonpuo' essere completamente escluso. Pertanto si raccomandano le seguenti misure cautelative: si raccomanda che i pazienti di sesso maschile sessualmente attivi o le loro compagne usino una contraccezione efficace durante il trattamento del paziente di sesso maschile e per almeno 90 giorni dopo l'interruzione del micofenolato. I pazienti di sesso maschile con potenziale riproduttivo devono essere informati e discuterecon un operatore sanitario qualificato i rischi potenziali di generare un figlio. Allattamento. Nel ratto l'acido micofenolico e' escreto nel latte materno. Non e' noto se questo farmaco venga escreto anche nel latte umano, ma poiche' l'acido micofenolico potrebbe potenzialmentecausare gravi reazioni avverse nel lattante, la somministrazione di questo farmaco e' controindicata durante l'allattamento al seno. Fertilita'. Non sono stati condotti studi specifici con questo farmaco nell'uomo per valutarne gli effetti sulla fertilita'. In uno studio sulla fertilita' maschile e femminile nel ratto non sono stati osservati effetti fino alla dose di 40 mg/kg e 20 mg/kg rispettivamente.

Codice: 036511069
Codice EAN:
Codice ATC: L04AA06
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Immunosoppressori
  • Immunosoppressori selettivi
  • Acido micofenolico
Temperatura di conservazione: al riparo dall'umidita'
Forma farmaceutica: COMPRESSE GASTRORESISTENTI
Scadenza: 30 MESI
Confezionamento: BLISTER OPACO