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MYLERAN 100CPR RIV 2MG

Produttore: ASPEN PHARMA TRADING LIMITED
FARMACO DI CLASSE C
RICETTA MEDICA NON RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

MYLERAN 2 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Sostanze alchilanti - alchilsulfonati.

PRINCIPI ATTIVI

Busulfano 2 mg.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: lattosio anidro, amido pregelatinizzato, magnesio stearato. Rivestimento della compressa: ipromellosa, titanio diossido, triacetina.

INDICAZIONI

Adulti: leucemia mieloide cronica. Policitemia vera. Mielofibrosi. Trombocitemia essenziale. Popolazione pediatrica: la leucemia mielocitica cronica e' rara nei pazienti di eta' pediatrica. Il busulfano puo' essere usato per trattare la malattia del cromosoma Philadelphia positivo (Ph' positivo), ma la variante giovanile Ph' negativo risponde scarsamente.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Non deve essere usato nei pazienti la cui malattia si sia dimostrata resistente al busulfano.

POSOLOGIA

Le compresse sono generalmente somministrate a cicli o in modo continuativo. La dose deve essere adattata al singolo paziente sotto strettocontrollo clinico ed ematologico. Se il paziente richiede una dose giornaliera media inferiore al contenuto disponibile delle compresse, tale dose puo' essere ottenuta introducendo uno o piu' giorni senza il farmaco nell'ambito del periodo di terapia. Le compresse non devono essere suddivise. Leucemia mieloide cronica. Induzione negli adulti: il trattamento in genere viene iniziato non appena la malattia sia stata diagnosticata. Il dosaggio per l'induzione della remissione e' di 0,06 mg/kg/die con una dose iniziale massima giornaliera di 4 mg/die somministrabili in dose singola. Esiste una variabilita' individuale alla risposta al farmaco e in una piccola percentuale di pazienti, il midolloosseo puo' essere estremamente sensibile. La conta ematica deve essere monitorata almeno settimanalmente durante la fase di induzione e puo' essere utile adoperare un grafico semilogaritmico come tracciato delle conte. La dose puo' essere aumentata solo se la risposta e' inadeguata dopo tre settimane di terapia. Il trattamento deve essere continuato fino a che la conta totale dei leucociti si sia abbassata tra 15 e 25x10^9/L (tipicamente tra 12 e 20 settimane). Il trattamento puo' essere allora interrotto; a seguitodell'interruzione puo' comparire un ulteriore calo nella conta dei leucociti nel corso delle successive due settimane. Successivamente o nei casi in cui il numero delle piastrinesi abbassi al di sotto di 100x10^9/L, la continuazione del trattamento con la dose della prima fase della terapia, e' associata ad un rischio significativo di aplasia midollare prolungata e possibilmente irreversibile. Mantenimento negli adulti: il controllo della leucemia puo' essere raggiunto per lunghi periodi senza ulteriori trattamenti con ilfarmaco; ulteriori cicli di terapia vengono in genere somministrati quando la conta dei leucociti sale a 50x10^9/L, o se ricompare la sintomatologia. Alcuni clinici preferiscono somministrare una terapia di mantenimento continua. Il trattamento continuativo e' piu' pratico quando la durata delle remissioni, senza trattamento di mantenimento, e' breve. Lo scopo e' quello di mantenere la conta dei leucociti a 10-15x10^9/L e la conta ematica deve essere effettuata almeno ogni quattro settimane. Il dosaggio di mantenimento usuale e' in media 0,5-2 mg/die, ma puo' essere inferiore in base alle esigenze del singolo paziente. Seun paziente richiede una dose giornaliera media inferiore al contenuto di una compressa, tale dose di mantenimento puo' essere ottenuta introducendo uno o piu' giorni senza il farmaco nell'ambito del periodo di terapia. Le dosi devono essere ridotte in caso di somministrazione in associazione ad altri agenti citotossici. Policitemia vera: la dose usuale e' di 4-6 mg/die, proseguita per 4-6 settimane, con attento monitoraggio della conta ematica, particolarmente della conta delle piastrine. In caso di ricadute si somministrano ulteriori cicli di terapia;in alternativa, puo' essere somministrata una terapia di mantenimentoche impieghi un dosaggio pari a circa la meta' della dose di induzione. Se la policitemia viene trattata primariamente con la flebotomia, possono essere somministrati brevi cicli di terapia con il farmaco unicamente per controllare la conta delle piastrine. Mielofibrosi: la doseiniziale usuale e' di 2-4 mg/die. A causa dell'estrema sensibilita' del midollo in questa patologia, e' necessario un controllo ematologicomolto attento. Trombocitemia essenziale: la dose usuale e' di 2-4 mg/die. Il trattamento deve essere interrotto se la conta totale dei leucociti scende al di sotto di 5x10^9/L o la conta delle piastrine scendeal di sotto di 500x10^9/L. Pazienti obesi: la posologia nei pazienti obesi deve essere considerata basandosi sulla superficie corporea o aggiustandola in base al peso corporeo ideale. Pazienti con compromissione renale: non sono stati condotti studi su pazienti con danno renale.Poiche' il busulfano e' moderatamente escreto nelle urine si raccomanda cautela. Pazienti con compromissione epatica: non e' stato studiatoin pazienti con compromissione epatica. Poiche' il busulfano e' maggiormente metabolizzato attraverso il fegato, si deve usare cautela quando il busulfano e' usato nei pazienti con una compromissione epatica pre-esistente, specialmente in quelli con una grave compromissione epatica.

CONSERVAZIONE

Conservare in luogo asciutto e a temperatura non superiore a 25 gradiC.

AVVERTENZE

Usare solo sotto il controllo di medici esperti nella somministrazione di tali farmaci. L'immunizzazione effettuata con vaccino derivante da organismo vivo puo' potenzialmente causare infezione in pazienti immunocompromessi. Pertanto, l'immunizzazione con vaccini derivanti da organismi vivi non e' raccomandata. Il trattamento deve essere sospeso se si sviluppa tossicita' polmonare. Non somministrare a pazienti in trattamento radioterapico o subito dopo questo. Non somministrare a pazienti da poco sottoposti a trattamenti con agenti citotossici. Inefficace una volta che sia comparsa trasformazione blastica. Se e' richiestaanestesia in pazienti con possibile tossicita' polmonare, la concentrazione dell'ossigeno inspirato deve essere tenuta al piu' basso livello tollerato possibile e particolare attenzione deve essere prestata all'assistenza respiratoria post-chirurgica. Non di rado i pazienti con leucemia mieloide cronica presentano iperuricemia e/o iperuricosuria che devono essere risolte prima di iniziare la terapia. Durante il trattamento, l'iperuricemia ed il rischio di nefropatia uratica acuta devono essere prevenuti con profilassi adeguata, inclusa una adeguata idratazione e l'uso di allopurinolo. I pazienti trattati con dosi convenzionali di busulfano in associazione con itraconazolo o metronidazolo devono essere attentamente monitorati per evidenziare segni della tossicita' di busulfano. In caso di associazione con questi farmaci, si raccomanda il controllo settimanale della conta ematica. Se viene prescritta una dose elevata si deve somministrare ai pazienti una terapia anticonvulsiva profilattica, preferibilmente utilizzando una benzodiazepina piuttosto che fenitoina. E' stato riportato come la co-somministrazione di itraconazolo o metronidazolo con alte dosi di busulfano, sia associata ad un aumentato rischio di tossicita' da busulfano. La co-somministrazione di metronidazolo con alte dosi di busulfano non e' raccomandata. La co-somministrazione di itraconazolo con alte dosi di busulfano deve essere valutata dal medico. La malattia epatica veno-occlusiva e' un'importante complicazione che puo' manifestarsi durante il trattamento con busulfan. I pazienti che hanno ricevuto precedentemente radioterapia, tre o piu' cicli di chemioterapia o un trapianto di cellule progenitrici possono essere esposti a un piu' elevato rischio. La riduzione dell'incidenza della malattia epatica veno-occlusiva e di altri effetti tossici correlati al regime terapeutico e' stata osservata in pazienti trattati con alte dosi e ciclofosfamide quando la prima dose di ciclofosfamide era stata ritardata per piu' di 24 ore dall'ultimadose di busulfano. E' stata riscontrata tossicita' polmonare a seguito di somministrazioni di dosi convenzionali o piu' elevate. Altri agenti citotossici possono causare tossicita' polmonare additiva. E' possibile che la successiva radioterapia possa aumentare il danno polmonaresubclinico causato. Una volta che la tossicita' polmonare si sia stabilita, la prognosi e' sfavorevole, malgrado la sospensione, e vi e' scarsa evidenza dell'utilita' dei cortisonici. La sindrome polmonare idiopatica e' una polmonite diffusa non-infettiva che in genere si presenta entro tre mesi di condizionamento ad alte dosi di busulfano prima di un trapianto emopoietico allogenico o autologo. Puo' anche essere rilevata, in alcuni casi, emorragia alveolare diffusa in seguito a lavaggio bronchiale. Radiografie del torace o scansioni tomografiche mostrano infiltrati focali diffusi o non-specifici e la biopsia mostra polmonite interstiziale e danno alveolare diffuso e a volte fibrosi. La polmonite interstiziale si puo' presentare a seguito dell'impiego di dosiconvenzionali e puo' portare a fibrosi polmonare. L'insorgenza e' generalmente insidiosa, ma puo' essere anche acuta. I reperti istologici includono modifiche atipiche dell'epitelio alveolare e bronchiolare e la presenza di cellule giganti con ampi nuclei ipercromatici. La patologia polmonare puo' essere complicata da sovrainfezioni. Sono state riferite anche ossificazioni polmonari e calcificazioni distrofiche. Alle normali dosi terapeutiche non e' in genere considerato epatotossico in modo significativo. Comunque un'analisi retrospettiva dei referti autoptici di pazienti trattati con basse dosi per almeno due anni per leucemia mieloide cronica, ha evidenziato una fibrosi sinusoidale centro lobulare. Nei pazienti sottoposti a radioterapia immediatamente dopola somministrazione di alte dosi busulfano e' stato osservato un aumento di ferite alla pelle dovute alle radiazioni. Sono state osservate diverse modifiche istologiche e citologiche, comprendenti displasia diffusa a carico dell'epitelio del collo dell'utero, bronchiale e di altri epiteli. Monitoraggio Per evitare la possibilita' di eccessiva mielosoppressione ed il rischio di aplasia midollare irreversibile si deveporre estrema attenzione nel controllo ematologico del paziente nel corso del trattamento; la somministrazione deve essere immediatamente sospesa quando si osservino abbassamenti bruschi delle conte piastriniche o se si manifesta porpora, dato che le conte seguitano ad abbassarsi per qualche tempo anche dopo la sospensione della terapia. Mutagenesi: aberrazioni cromosomiche di vario tipo sono state osservate nelle cellule di pazienti in terapia con busulfano. Potenzialmente cancerogeno. L'OMS ha concluso che esiste una relazione causale tra l'esposizione al farmaco e il cancro. Nei pazienti trattati a lungo termine e' stata osservata displasia epiteliale diffusa, che in alcuni casi apparivacome lesione precancerosa. Sono stati riportati diversi tumori maligni. Vi e' una sempre maggiore evidenza che, in comune con altri agenti alchilanti, sia leucemogeno. In uno studio prospettico controllato, nel quale era stato somministrato un trattamento di due anni con il farmaco come adiuvante alla chirurgia per tumore polmonare, i successivi controlli a lungo termine hanno mostrato una aumentata incidenza di leucemia acuta in confronto con il gruppo trattato con placebo. L'incidenza di tumori solidi non era aumentata. Sebbene la leucemia acuta sia probabilmente parte della storia naturale della policitemia vera, la terapia prolungata con agenti alchilanti ne puo' aumentare l'incidenza. Prestare attenzione all'uso nel trattamento della policitemia vera e della trombocitemia essenziale a causa del potenziale cancerogeno del farmaco. Evitare l'impiego in tali indicazioni nei pazienti piu' giovani od asintomatici. Se il farmaco viene ritenuto necessario, i cicli ditrattamento devono essere piu' brevi possibile. Contiene lattosio. Busulfan interferisce con l'ovogenesi e la spermatogenesi. Puo' causare sterilita' in entrambi i sessi. Gli uomini trattati con busulfan devono essere informati in merito all'opportunita' di conservare il propriosperma prima del trattamento.

INTERAZIONI

Le vaccinazioni con vaccini derivanti da organismi vivi non sono raccomandate nei soggetti immunocompromessi. L'effetto di altri citotossici che causano tossicita' polmonare puo' essere additivo. La somministrazione di fenitoina a pazienti ai quali viene somministrato ad alte dosi puo' dar luogo ad una riduzione dell'effetto mieloablativo. E' stato osservato in pazienti trattati con alte dosi di busulfano che la somministrazione concomitante di itraconazolo diminuisce la clearance di busulfano del 20% circa con corrispondenti aumenti dei livelli plasmatici di busulfano. E' stato riportato che metronidazolo aumenta i livelli minimi di busulfano dell'80% circa. Fluconazolo non ha effetti sulla clearance di busulfano. E' stato riportato di conseguenza che alte dosi di busulfano in combinazione con itraconazolo o metronidazolo sonoassociate con un aumentato rischio di tossicita' da busulfano. La riduzione dell'incidenza della malattia epatica veno-occlusiva e di altrieffetti tossici correlati al regime terapeutico e' stata osservata inpazienti trattati con il farmaco ad alte dosi e ciclofosfamide se la prima dose di ciclofosfamide era stata ritardata per piu' di 24 ore dalla ultima dose di busulfano. E' stato riportato che il paracetamolo abbassa i livelli di glutadione nel sangue e nei tessuti, e pertanto potrebbe ridurre la clearence del busulfano usati in combinazione. Nellapopolazione pediatrica, per il regime BuMel, e' stato riportato che la somministrazione di melfalan prima di 24 ore dall'ultima somministrazione orale di busulfan, puo' influenzare lo sviluppo di tossicita'.

EFFETTI INDESIDERATI

Frequenze reazioni avverse: molto comuni (>1/10), comuni (>1/100, <1/10), non comuni (>1/1000, <1/100), rari (>1/10000, <1/1000), molto rari (<1/10000). Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Comuni: leucemia secondaria dovuta chemioterapia oncologica. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comuni: insufficienza midollare dose- correlata (leucopenia e trombocitopenia); rari: anemia aplastica. Patologie del sistema nervoso. Rari: ad alte dosi, crisiconvulsiva; molto rari: miastenia grave. Patologie dell'occhio. Rari:disturbi del cristallino e cataratta, (anche bilaterale), assottigliamento della cornea. Patologie cardiache. Comuni: ad late dosi, tamponamento cardiaco in pazienti con talassemia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comuni: ad alte dosi, sindrome polmonareidiopatica; comuni: malattia polmonare interstiziale a seguito di impiego a lungo termine a dosi convenzionali. Patologie gastrointestinali. Molto comuni: ad alte dosi, nausea, vomito, diarrea e ulcerazioni orali; rari: a dosi convenzionali, nausea, vomito, diarrea e ulcerazioniorali e bocca secca. Patologie epatobiliari. Molto comuni: ad alte dosi iperbilirubinemia, ittero, malattia epatica veno- occlusiva e fibrosi biliare con atrofia epatica e necrosi epatica; rari: ittero e funzione epatica anomala, a dosi convenzionali, fibrosi biliare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comuni: alopecia ad alte dosi, iperpigmentazione; rari: alopecia a dosi convenzionali, reazioni cutanee che comprendono orticaria, eritema multiforme, eritema nodoso, porfiria non-acuta, rash, secchezza e fragilita' della cute con completa anidrosi, scheilosi. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Rari: sindrome di Sjogren. Traumatismo, avvelenamentoe complicazioni da procedura. Rari: la lesione cutanea da radiazione e' aumentata nei pazienti che ricevono radioterapia subito dopo una dose elevata di busulfan. Patologie renali e urinarie. Comuni: ad alte dosi, cistite emorragica in associazione con ciclofosfamide. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comuni: ad alte dosi, disturbi ovarici ed amenorrea, grave e persistente insufficienza ovarica, con mancanza di sviluppo puberale, infertilita' maschile, azoospermia e atrofia testicolare; non comuni: a dosi convenzionali, disturbi ovarici, amenorrea; molto rari: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Rari: displasia. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Puo' provocare la soppressione della funzione ovarica e amenorrea nelle donne e soppressione della spermatogenesi negli uomini. Puo' causare sterilita' in entrambi i sessi. Nelle donne busulfan puo' causare insufficienza ovarica grave e persistente, incluso il mancato raggiungimento della puberta' dopo la somministrazione a ragazze giovani e a pre-adolescenti a dosi elevate. Puo' anche causare infertilita' maschile,azoospermia e atrofia testicolare nei pazienti di sesso maschile che ricevono busulfan. Adeguate precauzioni contraccettive devono essere impiegate quando ad uno dei partner venga somministrato il farmaco. L'uso deve essere evitato, ove possibile, durante la gravidanza, particolarmente durante il primo trimestre. In ciascun caso individuale il beneficio atteso per la madre deve essere bilanciato con il rischio potenziale per il feto. Sono stati riportati alcuni casi di anomalie congenite, non necessariamente attribuibili al busulfano, e l'esposizione nel terzo trimestre puo' essere associata ad insufficiente sviluppo intrauterino. Tuttavia sono stati riportati molti casi di nati apparentemente normali dopo l'esposizione in utero al farmaco, anche durante il primo trimestre. Studi nell'animale in trattamento con busulfano hanno mostrato tossicita' riproduttiva. Il rischio potenziale per l'uomo e' in gran parte sconosciuto. Non e' noto se il farmaco o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno umano. Le madri in trattamento non devono allattare al seno i neonati.

Codice: 024787018
Codice EAN:
Codice ATC: L01AB01
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Sostanze alchilanti
  • Alchilsulfonati
  • Busulfano
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi, al riparo dall'umidita'
Forma farmaceutica: COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE