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NAVELBINE 1CPS 30MG

Produttore: PIERRE FABRE PHARMA SRL
FARMACO MUTUABILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

NAVELBINE CAPSULE MOLLI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Alcaloidi della vinca ed analoghi.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni capsula molle contiene 20 mg di vinorelbine come tartrato. Ogni capsula molle contiene 30 mg di vinorelbine come tartrato.

ECCIPIENTI

Soluzione di riempimento: etanolo anidro, acqua depurata, glicerolo, macrogol 400 Capsula: gelatina, glicerolo 85%, anidrisorb 85/70 (contiene D-sorbitolo e 1,4-sorbitani), agenti coloranti E171 e E172 (rosso e/o giallo a seconda del dosaggio), trigliceridi a catena media, PHOSAL 53 MCT (fosfatidilcolina, gliceridi, etanolo). Inchiostro commestibile (E120, ipromellosa, propilenglicole).

INDICAZIONI

Carcinoma polmonare non a piccole cellule. Carcinoma mammario metastatico.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita' nota al principio attivo (vinorelbine), altri alcaloidi della vinca o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Patologie che influenzino l'assorbimento in maniera significativa. Pregressa resezione chirurgica significativa a livello dello stomaco e/o dell'intestino tenue. Conta dei neutrofili < 1.500/mm^3 o presenza di gravi infezioni in corso o recenti (nelle ultime 2 settimane). Conta piastrinica < 100.000/mm^3. Allattamento. Pazienti che richiedono ossigenoterapia per lungo tempo. In combinazione con il vaccino contro la febbre gialla.

POSOLOGIA

Pazienti adulti. In monoterapia, la dose raccomandata e' la seguente:prime tre somministrazioni 60 mg/m^2 di superficie corporea, in un'unica somministrazione settimanale. Somministrazioni successive. Dopo laterza somministrazione si raccomanda di incrementare la dose del medicinale a 80 mg/m^2 in un'unica somministrazione settimanale, tranne inquei pazienti nei quali, durante le prime tre somministrazioni a 60 mg/m^2, la conta dei neutrofili risulti inferiore a 500/mm^3 in un controllo o sia compresa tra 500 e 1.000/mm^3 in piu' di un controllo. Conta dei neutrofili durante le prime 3 somministrazioni a 60 mg/m^2/settimana. Dose raccomandata per la quarta somministrazione. Neutrofili > 1.000: 80; neutrofili >=500 e < 1.000 (1 episodio): 80; neutrofili >=500 e < 1.000 (2 episodi): 60; neutrofili < 500: 60. Cambiamento della dose Se, prima di ogni somministrazione alla dose di 80 mg/m^2, la conta dei neutrofili fosse inferiore a 500/mm^3 o in piu' di un controllofosse compresa fra 500 e 1.000/mm^3, la somministrazione deve essere ritardata fino al ritorno alla normalita' ematologica e la dose deve essere ridotta da 80 a 60 mg/m^2 alla settimana durante le 3 somministrazioni successive. Conta dei neutrofili dopo la quarta somministrazione a 80 mg/m^2/settimana. Dose raccomandata per la somministrazione successiva. Neutrofili > 1.000: 80; neutrofili >=500 e < 1.000 (1 episodio): 80; neutrofili >=500 e < 1.000 (2 episodi): 60; neutrofili < 500: 60. E' possibile incrementare nuovamente la dose da 60 a 80 mg/ m^2 alla settimana se non si riscontra una conta dei neutrofili inferiore a 500/mm^3, o compresa tra 500 e 1.000/mm^3 in piu' di un controllo, nelcorso delle 3 somministrazioni a 60 mg/m^2, secondo quanto definito per le prime 3 somministrazioni. Per i regimi combinati, la dose e lo schema posologico dovranno essere adattati al protocollo di trattamento. Sulla base degli studi clinici effettuati, la dose orale di 80 mg/m^2 e' risultata corrispondente a 30 mg/m^2 della formulazione per via endovenosa e quella di 60 mg/m^2/os a 25 mg/m^2/ev. Questi dati hanno rappresentato la base per i regimi combinati che alternavano la forma iniettabile alla forma orale, migliorando i vantaggi per il paziente. Per i regimi combinati la dose e lo schema posologico dovranno essere adattati al protocollo di trattamento. Anche per pazienti con una superficie corporea >= 2 m^2 la dose totale non deve mai superare i 120 mg per settimana a 60 mg/m^2 e 160 mg per settimana a 80 mg/m^2. Somministrazione. Il medicinale deve essere assunta rigorosamente per via orale. Le capsule del farmaco vanno assunte con un po' d'acqua, e non devono essere ne' masticate, ne' succhiate, ne' dissolte. Si raccomanda l'assunzione con un po' di cibo. Somministrazione a pazienti anziani. Nell'esperienza clinica non si sono osservate differenze significative nella risposta di pazienti anziani, sebbene non si possa escludere una maggiore sensibilita' in alcuni di questi pazienti. L'eta' non modifica la farmacocinetica di vinorelbine. Somministrazione a bambini. Poiche' la sicurezza e l'efficacia nei bambini non sono state definite, l'utilizzo nei bambini non e' raccomandato. Somministrazione a pazienti con insufficienza epatica. Il medicinale puo' essere somministrata ad una dose standard di 60 mg/m^2/settimana in pazienti con patologia epatica lieve (bilirubina < 1,5 x ULN, e ALT e/o AST tra 1,5 e 2,5 x ULN).Nei pazienti con patologia epatica moderata (bilirubina da 1,5 a 3 x ULN, indipendentemente da ALT e AST), il farmaco deve essere somministrata alla dose di 50 mg/m^2/settimana. La somministrazione del medicinale a pazienti con grave patologia epatica non e' raccomandata poiche'in questa popolazione non ci sono dati sufficienti per determinare lafarmacocinetica, l'efficacia e la sicurezza del prodotto medicinale. Somministrazione a pazienti con insufficienza renale. Dal punto di vista farmacocinetico, non esiste razionale per la riduzione della dose del farmaco in pazienti con insufficienza renale grave, dato il basso livello di escrezione renale. Per la somministrazione del medicinale sidevono rispettare istruzioni specifiche.

CONSERVAZIONE

Conservare a 2 gradi C - 8 gradi C (in frigorifero). Conservare nell'imballo originale sigillato.

AVVERTENZE

Avvertenze speciali. Il medicinale deve essere prescritta da medici esperti nell'uso di chemioterapia con attrezzature per il monitoraggio dei farmaci citotossici. Se il paziente dovesse per errore masticare osucchiare la capsula, il liquido e' un irritante. Procedere al risciacquo della bocca con acqua o preferibilmente con una normale soluzionesalina. Se la capsula risultasse tagliata o danneggiata il liquido contenuto e' un irritante e pertanto puo' determinare lesioni in caso dicontatto con la pelle, con le mucose o con gli occhi. Le capsule danneggiate non devono essere ingerite e devono essere riportate in farmacia o al medico per poter essere distrutte in modo appropriato. In casodi contatto, lavarsi immediatamente con acqua o preferibilmente con una normale soluzione salina. In caso di vomito entro poche ore dall'assunzione del farmaco, non ripetere mai la somministrazione di questa dose. Una terapia di supporto con antagonisti 5HT 3 (es. ondansetron, granisetron) puo' ridurre la comparsa di questo. Il medicinale e' associata ad una maggiore incidenza di nausea/vomito rispetto alla formulazione endovenosa. E' raccomandata una profilassi primaria con antiemetici. Questo medicinale contiene sorbitolo, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere capsule di questo medicinale. Questo medicinale contiene piccole quantita' di etanolo (alcool), inferiori a 100 mg per dose. Durante il trattamento si deve effettuare un rigoroso monitoraggio ematologico (determinazione dei livelli di emoglobina e conta di leucociti, neutrofili e piastrine il giorno di ogni nuova somministrazione). Il dosaggio deve essere stabilito sulla base del quadro ematologico. In presenza di una conta di neutrofili inferiore a 1.500/mm^3 e/o di una conta piastrinicainferiore a 100.000/mm^3, il trattamento deve essere ritardato fino anormalizzazione del quadro ematologico. Se durante la terapia alla dose di 80 mg/m^2, si dovesse riscontrare ad un controllo ematologico una conta dei neutrofili inferiore a 500/mm^3, o compresa tra 500 e 1.000/mm^3 in piu' di un controllo, non solo la somministrazione deve essere ritardata, ma anche ridotta a 60 mg/m^2 alla settimana. E' possibile incrementare nuovamente la dose da 60 mg/m^2 a 80 mg/m^2 alla settimana. Durante studi clinici in cui il trattamento era iniziato con 80 mg/m^2, alcuni pazienti hanno sviluppato complicanze legate ad una eccessiva neutropenia incluse quelle con uno scarso performance status. Siraccomanda pertanto di iniziare la terapia con 60 mg/m^2 e di aumentare ad 80 mg/m^2 se la dose e' tollerata secondo quanto indicato. In presenza di segni o sintomi di infezione, si deve effettuare un accuratocontrollo del paziente. Precauzioni d'impiego. Si richiede particolare attenzione in caso di prescrizione a pazienti: con anamnesi positivaper cardiopatie ischemiche - con uno scarso performance status. Il medicinale non deve essere somministrata in concomitanza con trattamentiradioterapici nel caso in cui il fegato sia uno degli obiettivi dellaradioterapia. La somministrazione di questo prodotto e' controindicata specificatamente in concomitanza con il vaccino per la febbre giallae non ne e' raccomandato l'uso in concomitanza con altri vaccini viviattenuati. Si deve porre particolare attenzione quando si associa questo medicinale con farmaci forti inibitori o induttori del citocromo CYP3A4 e l'associazione con fenitoina (come per tutti i citotossici) e con itraconazolo (come per tutti gli alcaloidi della vinca) non e' raccomandata. Il medicinale e' stato studiato in pazienti con patologia epatica alle seguenti dosi: - 60 mg/m^2 in pazienti con patologia epatica lieve (bilirubina < 1,5 x ULN, e ALT e/o AST da 1,5 a 2,5 x ULN) - 50 mg/m^2 in pazienti con patologia epatica moderata (bilirubina tra 1,5 e 3 x ULN, indipendentemente dai livelli di ALT e AST). La sicurezza e la farmacocinetica della vinorelbine non cambiano in questi pazienti ai dosaggi testati. Il farmaco non e' stato studiato in pazienti con patologia epatica grave, pertanto l'uso in questi pazienti non e' raccomandato. Dal punto di vista farmacocinetico, non esiste razionale per la riduzione della dose del medicinale in pazienti con insufficienza renale, dato il basso livello di escrezione renale.

INTERAZIONI

Interazioni comuni a tutti i citotossici: a causa dell'aumento di rischio di trombosi in caso di patologia tumorale, e' frequente l'impiegodi un trattamento anticoagulante. La grande variabilita' intra-individuale della coagulazione durante la malattia e l'eventualita' di interazioni fra anticoagulanti orali e chemioterapia antitumorale richiedono, qualora si decidesse di trattare il paziente con anticoagulanti orali, un aumento della frequenza del monitoraggio dell'INR (International Normalized Ratio). Uso concomitante controindicato. Vaccino per la febbre gialla: rischio di malattia generalizzata da vaccino ad esito fatale. Uso concomitante non raccomandato. Vaccini vivi attenuati (per il vaccino per la febbre gialla, vedere l'uso concomitante controindicato): rischio di malattia da vaccino generalizzata, che puo' essere fatale. Questo rischio e' aumentato in pazienti gia' immunodepressi per la loro malattia. Si raccomanda l'uso di un vaccino inattivato, se esiste (poliomielite). Fenitoina: rischio di aggravamento delle convulsioni derivanti dalla riduzione dell'assorbimento intestinale di fenitoinacausata dai farmaci citotossici o perdita di efficacia dei farmaci citotossici per l'aumentato metabolismo epatico causato dalla fenitoina.Uso concomitante da prendere in considerazione. Ciclosporina, tacrolimus: eccessiva immunodepressione con rischio di linfoproliferazione. Interazioni specifiche degli alcaloidi della vinca. Uso concomitante non raccomandato. Itraconazolo: aumento della neurotossicita' degli alcaloidi della vinca, a causa della diminuzione del loro metabolismo epatico. Uso concomitante da considerare con attenzione. Mitomicina C: aumento del rischio di broncospasmo e dispnea, in rari casi e' stata osservata una polmonite interstiziale. Poiche' gli alcaloidi della vinca sono noti come substrati per la glicoproteina-P, e dal momento che non esistono studi specifici, si deve usare cautela quando si associa il medicinale con forti modulatori di questo trasportatore di membrana. Interazioni specifiche della vinorelbine: la combinazione di questo medicinale con altri farmaci con tossicita' nota a livello del midollo osseo puo' aggravare gli effetti avversi mielodepressivi. Non e' stata osservata alcuna interazione farmacocinetica quando il farmaco viene somministrato insieme al cisplatino. Comunque, nel corso di terapia con il medicinale in combinazione con cisplatino, e' stata riscontrata un'incidenza di granulocitopenia piu' alta di quella osservata con il farmaco in monoterapia. Non e' stata osservata nessuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa quando si associa il medicinale con diversi altri agenti chemioterapici (paclitaxel, docetaxel, capecitabina e ciclofosfamide somministrata per via orale). Poiche' il citocromo CYP3A4 e' principalmente coinvolto nel metabolismo di vinorelbine, l'associazione con potenti inibitori di questo isoenzima (es. ketoconazolo, itraconazolo) puo' aumentare le concentrazioni plasmatiche di vinorelbine mentre la combinazione con potenti induttori di questo isoenzima (es. rifampicina, fenitoina) puo' diminuire le concentrazioni plasmatiche di vinorelbine. Farmaci antiemetici come gli antagonisti 5HT 3 (ondansetron, granisetron) non modificano la farmacocinetica del medicinale. Un aumento dell'incidenza della neutropenia di grado 3/4 e' stato suggerito da uno studio clinico di fase I in cui vinorelbine somministrata per via endovenosa era stata associata a lapatinib. In questo studio la dose raccomandata di vinorelbine al giorno 1 e al giorno 8era di 22,5 mg/m^2 in uno schema posologico di 3 settimane in associazione con una somministrazione giornaliera di 1.000 mg di lapatinib. Questo tipo di associazione deve essere somministrato con cautela. Il cibo non modifica la farmacocinetica della vinorelbine.

EFFETTI INDESIDERATI

La frequenza globale degli effetti indesiderati e' stata determinata dagli studi clinici effettuati su 316 pazienti (132 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule e 184 pazienti con carcinoma mammario) che sono stati trattati con il medicinale secondo il regime posologico raccomandato (prime 3 somministrazioni a 60 mg/m^2/settimana seguite da 80 mg/m^2/settimana). Le reazioni avverse segnalate sono riportate di seguito, in base alla Classificazione per Sistemi e Organi e alla frequenza. Ulteriori reazioni avverse raccolte durante l'esperienza dopo la commercializzazione e dagli studi clinici sono stateaggiunte, in accordo alla Classificazione MedDRA, con frequenza Non nota. Le reazioni sono state descritte utilizzando i criteri comuni di tossicita' NCI. Molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro <1/10.000), non nota: la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili. Effetti indesiderati riportati con il medicinale. Esperienza pre-marketing. Le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono state: depressione del midollo osseo con neutropenia, anemia e trombocitopenia, tossicita' gastrointestinale con nausea, vomito, diarrea, stomatite e stipsi. Stanchezza e febbre sono inoltre state segnalate molto comunemente. Esperienza post-marketing: il medicinale e' utilizzato in monoterapia o in combinazione con altri agenti chemioterapiciquali cisplatino o capecitabina. Le classi per sistemi e organi coinvolte piu' frequentemente durante l'esperienza post-marketing sono: "Patologie del sistema emolinfopoietico", "Patologie gastrointestinali" e"Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione". Queste informazioni sono coerenti con l'esperienza pre-marketing. Infezioni ed infestazioni. Molto comuni: infezioni batteriche, virali o micotiche senza neutropenia a diversa localizzazione G1-4: 12,7%;G3-4: 4,4%; comuni: infezioni batteriche, virali o micotiche derivanti da depressione del midollo osseo e/o compromissione del sistema immunitario (infezioni da neutropenia) sono generalmente reversibili con un trattamento appropriato. Infezione da neutropenia: G3-4: 3,5%. Non nota: sepsi neutropenica. Setticemia complicata e a volte fatale. Gravesepsi talvolta con altre insufficienze organiche Setticemia. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comuni: depressione midollare che si manifesta principalmente in neutropenia G1-4: 71,5%; G3: 21,8%; G4: 25,9%, reversibile, e la tossicita' e' dose-limitante. Leucopenia G1 - 4: 70,6%; G3: 24,7%; G4: 6%, anemia G1-4: 67,4%; G3-4: 3,8%, trombocitopenia G1-2:10,8%; comuni: neutropenia G4 associata a febbre oltrei 38 gradi C., compresa neutropenia febbrile: 2,8%; non nota: trombocitopenia G3-4, pancitopenia. Patologie endocrine. Non nota: secrezioneinadeguata di ormone antidiuretico (SIADH). Disordini del metabolismoe della nutrizione. Molto comuni: anoressia G 1-2: 34,5%; G 3-4: 4,1%; non nota: grave iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Comuni: insonnia G1-2: 2,8%. Patologie del sistema nervoso. Molto comuni: disturbi neurosensoriali G1-2: 11,1% in genere limitati alla perdita dei riflessitendinei e non frequentemente gravi; comuni: disturbi neuromotori G1-4: 9,2%, G3-4: 1,3%; cefalea: G1-4: 4,1%, G3-4: 0,6%; capogiri: G1-4: 6%; G3-4: 0,6%; disturbi del gusto: G1-2: 3,8%; non comuni: atassia grado 3: 0,3%. Patologie dell'occhio. Comuni: compromissione della visione G1-2: 1,3%. Patologie cardiache. Non comuni: insufficienza cardiacae disritmia cardiaca; non nota: infarto miocardico in pazienti con anamnesi di malattie cardiache o fattori di rischio cardiaco. Patologie vascolari. Comuni: ipertensione arteriosa G1-4: 2,5%; G3-4: 0,3%; ipotensione arteriosa G1-4: 2,2%; G3-4: 0,6%. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comuni: dispnea G1-4: 2,8%; G3-4: 0,3%; tosse G1-2: 2,8%. Patologie gastrointestinali. Molto comuni: nausea G1-4: 74,7%; G3-4: 7,3%, vomito G1-4: 54,7%; G3-4: 6,3%; un trattamento di supporto (come setroni rali) puo' ridurre l'insorgenza di nausea e vomito.Diarrea: G1-4: 49,7%; G3-4: 5,7%, stomatite: G1-4: 10,4%; G3-4: 0,9%,dolore addominale: G1-4: 14,2%, stipsi: G1-4: 19%; G3-4: 0,9%. La prescrizione di lassativi puo' essere indicata in pazienti con anamnesi di stipsi e/o che hanno ricevuto un concomitante trattamento con morfina o morfinomimetici. Patologie gastriche: G1-4: 11,7%. Comuni. Esofagite G1-3: 3,8%; G3: 0,3%, disfagia G1-2: 2,3%; non comuni. Ileo paralitico G3-4: 0,9% (fatale eccezionalmente). Il trattamento puo' essere ripreso dopo il recupero della normale motilita' intestinale. Non nota: Sanguinamento gastrointestinale. Patologie epatobiliari. Comuni: patologie epatiche G1-2: 1,3%; non nota: aumento transitorio dei test di funzionalita' epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comuni: alopecia generalmente di natura lieve G1-2: 29,4%. Comuni: reazioni cutanee G1-2: 5,7%. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comuni: artralgia, compreso il dolore della mascella. Mialgia G1-4: 7%, G3-4: 0,3%. Patologie renali e urinarie. Comuni: disuria G1-2: 1,6%; altri sintomi genito-urinari: G1-2: 1,9%. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comuni: Affaticamento/malessere G1-4: 36,7%; G3-4: 8,5%; febbre: G1-4: 13,0%, G3-4: 12,1%; comuni: dolore, compreso quello in sedetumorale G1-4: 3,8%, G3-4: 0,6%; brividi: G1-2: 3,8%. Esami diagnostici. Molto comuni: Calo ponderale G1-4: 25%, G3-4: 0,3%; comuni: guadagno ponderale G1-2: 1,3%. Per la formulazione endovena del medicinale sono stati riportati i seguenti eventi avversi aggiuntivi: reazioni allergiche sistemiche, parestesia grave, debolezza agli arti inferiori,, alterazioni del battito cardiaco, arrossamento, estremita' fredde, collasso, angina pectoris, broncospasmo, pneumopatia interstiziale, pancreatite, sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. Non ci sono sufficienti dati relativi all'uso di vinorelbine in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato embriotossicita' e teratogenicita'. Sulla base dei risultati degli studi sugli animali e dell'azione farmacologica del medicinale vi e' un potenziale rischio di anomalie embrionali e fetali. Pertanto il medicinalenon deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che il beneficio individuale atteso superi chiaramente il rischio potenziale. In caso di gravidanza durante il trattamento, la paziente deve essere informata dei rischi per il nascituro e deve essere monitorata attentamente. Deve essere considerata la possibilita' di una consulenza genetica.Donne potenzialmente fertili. Le donne potenzialmente fertili devono usare un efficace metodo contraccettivo durante il trattamento e fino a tre mesi dopo il trattamento. Allattamento. Non e' noto se vinorelbine viene escreta nel latte materno. L'escrezione di vinorelbine nel latte non e' stata studiata negli animali da laboratorio. Non si puo' escludere un rischio per il neonato e pertanto l'allattamento con latte materno deve essere interrotto prima di iniziare la terapia con il medicinale. Fertilita'. Si consiglia agli uomini trattati con il farmaco di non procreare durante e per almeno 3 mesi dopo la fine del trattamento. Prima del trattamento si deve consigliare la conservazione dello sperma, a causa della possibilita' di infertilita' irreversibile come conseguenza del trattamento con vinorelbine.

Codice: 027865118
Codice EAN:
Codice ATC: L01CA04
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Alcaloidi derivati da piante ed altri prodotti naturali
  • Alcaloidi della vinca ed analoghi
  • Vinorelbina
Temperatura di conservazione: da +2 a +8 gradi
Forma farmaceutica: CAPSULE MOLLI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER