NEFAZOL INTRAMUSCOLO 1 FI...

NEFAZOL INTRAMUSCOLO 1 FIALE 1G+F 4ML

NEW RESEARCH Srl - MINSAN 033123011

Ricetta medica ripetibileSenza lattosio

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CODICE ATC

067201

FORMA FARMACEUTICA

POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CONFEZIONAMENTO

FLACONE

CONSERVAZIONE

NESSUNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI CONSERVAZIONE

SCADENZA

36 mesi

Proprietà

ANTIMICROBICI PER USO SISTEMICOANTIBATTERICI PER USO SISTEMICOALTRI ANTIBATTERICI BETA-LATTAMICICEFALOSPORINE DI PRIMA GENERAZIONECEFAZOLINA
NEFAZOL 1 G/4 ML POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE PER USOINTRAMUSCOLAR
Antibatterico per uso sistemico. Cefalosporina di prima generazione.
Ogni flaconcino di polvere contiene: cefazolina sodica 1048 mg pari acefazolina 1000 mg. Ogni fiala solvente contiene: lidocaina cloridratomonoidrato 20 mg. Eccipiente con effetti noti: ogni flaconcino contiene 50,5 mg di sodio. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Fiala solvente: lidocaina cloridrato monoidrato, acqua per preparazioni iniettabili.
Nefazol 1g im e' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni sostenute da germi sensibili alla cefazolina come: infezioni delle vie respiratorie, infezioni genito-urinarie, infezioni ostetrico-ginecologiche, infezioni della pelle e dei tessuti molli, infezioni otorinolaringoiatriche, infezioni dell'occhio, infezioni gastroenterologiche, infezioni epatobiliari, infezioni osteoarticolari, appendiciti, peritoniti,setticemie, endocarditi batteriche. E' inoltre indicato nella profilassi e terapia delle infezioni chirurgiche.
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La cefazolina e' inoltre controindicatanei pazienti che abbiano manifestato in precedenza allergia alle cefalosporine o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vistachimico, come penicillina e altri antibiotici beta-lattamici (vedereanche paragrafo 4.4.). La fiala solvente annessa alla confezione contiene lidocaina, pertanto il prodotto e' controindicato in caso di ipersensibilita' alla lidocaina e agli anestetici locali di tipo amidico. La cefazolina e' controindicata nei prematuri e neonati al di sotto diun mese di eta'.
Posologia. Adulti: il dosaggio usuale di cefazolina e' di 1-3 g/die, da suddividere in 2-3 somministrazioni uguali a seconda del tipo e della gravita' dell'infezione, come riportato di seguito. Tipo di infezione: polmonite pneumococcica, dose: 500 mg, frequenza: ogni 12 ore. Tipodi infezione: infezioni lievi causate da ceppi sensibili di cocchi gram-positivi, dose: 500 mg, frequenza: ogni 8 ore. Tipo di infezione: infezioni acute e non complicate del tratto urinario, dose: 1 g, frequenza: ogni 12 ore. Tipo di infezione: infezioni da moderate a gravi, dose: 0,5 - 1g, frequenza: ogni 6 - 8 ore. Tipo di infezione: infezionimolto gravi, con pericolo di vita (es. Endocarditi e setticemie)*, dose: 1 - 1,5 g, frequenza: ogni 6 ore. * in casi eccezionali sono stateutilizzate dosi di cefazolina fino a 12 g/die. Popolazione pediatrica: il medicinale e' controindicato nei prematuri e nei neonati di eta'inferiore a 1 mese (vedere paragrafo 4.3). Nella primissima infanzia,il farmaco verra' somministrato solo nei casi di effettiva necessita'e sotto il diretto controllo del medico. Il dosaggio totale giornaliero consigliato e' di 25-50 mg/kg di peso corporeo, da suddividere in 3-4 somministrazioni uguali. cio' risulta efficace nel trattamento dellamaggior parte delle infezioni lievi o moderatamente gravi. Il dosaggio totale giornaliero puo' essere aumentato fino a 100 mg/kg di peso corporeo nelle infezioni gravi. Aggiustamento della posologia in pazienti con insufficienza renale: in pazienti con insufficienza renale le dosi vanno opportunamente ridotte in funzione del grado di compromissione renale, sulla base dei valori della clearance della creatinina, comeriportato nella tabella sull'Rcp. N.B. Nelle infezioni di particolaregravita' si consiglia una dose di carico appropriata prima di procedere alla riduzione dei dosaggi come riportato sull'Rcp. Uso in pazientiin dialisi peritoneale: in pazienti sottoposti a dialisi peritoneale(2L/h) le concentrazioni ematiche di cefazolina sono risultate in media di 10 e 30 mg/ml dopo istillazione per 24 ore di una soluzione dializzante contenente, rispettivamente, 50mg/L e 150mg/L del farmaco. I picchi ematici sono stati di 29 mg/ml (da 13 a 44 mg/ml) con 50 mg/L (3pazienti) e di 72 mg/ml (26 a 142 mg/ml) con 150 mg/L (6 pazienti). Lasomministrazione intraperitoneale di cefazolina e' generalmente ben tollerata. Uso nella profilassi delle infezioni chirurgiche, per prevenire le infezioni chirurgiche in interventi a rischio di potenziale contaminazione batterica, il dosaggio raccomandato e': 1 g IM somministrato da 30 a 60 minuti prima dell'intervento, per interventi lunghi (es.2 ore o piu'), 0,5-1 g IM durante l'intervento (da modificare in accordo con la durata dell'operazione), 0,5-1 g IM ogni 6-8 ore per 24 oredopo I' operazione. E' importante: (1) che la dose iniziale venga somministrata da mezz'ora ad un'ora prima dell'inizio dell'intervento pergarantire adeguati livelli ematici e tissutali dell'antibiotico al momento dell'incisione. (2) se e' molto probabile l'esposizione ad agenti patogeni, che la cefazolina venga somministrata ad intervalli regolari durante l'intervento, per garantire livelli ematici costanti. (3) che l'impiego di cefazolina a scopo profilattico termini entro 24 ore dalla fine dell'intervento. (4) che negli interventi chirurgici dove ilprodursi dell'infezione puo' risultare particolarmente devastante (es. operazioni a cuore aperto, impianti di artroprotesi), la profilassicon cefazolina possa continuare per 3-5 giorni dopo l'intervento. Di solito Nefazol si somministra ogni 12 ore. nei casi gravi e' preferibile suddividere la dose giornaliera in tre somministrazioni. Nelle infezioni particolarmente gravi la cefazolina e' stata impiegata alla dosedi 4-12 g/die nell'adulto e di 100 mg/kg/die nel bambino. Modo di somministrazione: se si utilizza Nefazol deve essere somministrato per viaintramuscolare, utilizzando il solvente annesso alla confezione per sciogliere il contenuto del flaconcino. Somministrazione intramuscolare: sciogliere la polvere contenuta nel flaconcino con il solvente contenuto nella fiala annessa alla confezione. Una volta aggiunto il solvente, agitare il flaconcino fino ad ottenere il completo scioglimento della polvere. La soluzione deve essere utilizzata immediatamente dopo la ricostituzione. Attenzione: la fiala di solvente annessa alla confezione contiene lo 0,5% di lidocaina cloridrato e deve essere usata esclusivamente per la somministrazione intramuscolare.
Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione per la conservazione. Per le condizioni di conservazione del medicinale ricostituito, vedere paragrafo 6.3.
Prima di iniziare la terapia con Nefazol occorre accertare che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilita' versola cefazolina o altre cefalosporine, penicillina, altri antibiotici beta-lattamici o altri farmaci. E' verosimile l'esistenza di un'allergiacrociata parziale tra le cefalosporine e le penicilline. Sono stati riportati, infatti, casi di pazienti che hanno manifestato reazioni diipersensibilita' gravi (inclusa anafilassi) ad entrambe queste classidi farmaci. E' stato accertato, inoltre, che pazienti allergici alla penicillina possono essere allergici ad altri antibiotici beta-lattamici comprese le cefalosporine. Occorre anche accertare che il paziente non abbia avuto in precedenza reazioni di ipersensibilita' verso la lidocaina o gli altri anestetici locali di tipo amidico. Per quanto rari,infine, sono stati segnalati casi di pazienti che hanno presentato gravi reazioni di tipo anafilattico, specialmente dopo somministrazionedi medicinali iniettabili. Se dovessero verificarsi reazioni allergiche alla cefazolina, la somministrazione del farmaco deve essere interrotta ed il paziente deve essere trattato con farmaci appropriati (ad es. adrenalina ed altre amine pressorie, antistaminici o corticosteroidi). Le cefalosporine dovrebbero essere usate con cautela nei pazienti con una storia di malattie gastrointestinali ed in particolare di colite. La terapia antibatterica puo' provocare lo sviluppo di germi non sensibili e, raramente, un'alterazione della normale flora del colon conpossibile selezione di clostridi responsabili di colite pseudomembranosa. E' importante considerare questa patologia nella diagnosi differenziale dei pazienti che presentano diarrea dopo l'uso di un antibiotico. Colite pseudo membranosa e' stata riportata durante terapia con quasi tutti gli antibiotici ad ampio spettro (inclusi i macrolidi, le penicilline semisintetiche e le cefalosporine). La colite puo' variare dalieve a molto grave, con rischio di morte del paziente. Le dovute misure di trattamento devono essere adottate nei casi di gravita' moderata o severa. Casi lievi di colite pseudomembranosa possono regredire con l'interruzione del trattamento. Nelle forme di media e grave entita'il trattamento di elezione e' rappresentato dalla vancomicina per usoorale integrato dalla somministrazione di fluidi, elettroliti e proteine. L'uso contemporaneo di farmaci che favoriscono la stasi fecale deve essere assolutamente evitato. Sono stati segnalati casi di disturbidella coagulazione in pazienti in trattamento con cefazolina. Un appropriato monitoraggio deve essere effettuato nel caso di somministrazione concomitante di anticoagulanti. Per mantenere il livello desideratodi anticoagulazione possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti orali (vedere paragrafo 4.5). Nei pazienti consospetta patologia renale, in particolare, un'attenta valutazione della funzione renale, clinica e di laboratorio, deve essere condotta prima e durante la terapia con cefalosporine. Gli effetti nefrotossici sono piu' probabili nei pazienti di eta' superiore a 50 anni, in quellicon precedenti patologia renali e nel caso di concomitanti somministrazioni di altri farmaci nefrotossici (vedere Paragrafo 4.5). In pazienti con bassa escrezione urinaria dovuta ad insufficienza renale, il dosaggio giornaliero di cefazolina deve essere opportunamente ridotto (vedere Paragrafo 4.2). Nefazol non deve essere somministrato per via intratecale. A seguito di somministrazione intratecale di cefazolina, infatti, sono stati riportati casi di gravi tossicita' a livello del sistema nervoso centrale, incluse convulsioni. In caso di infezioni, il microrganismo responsabile dovrebbe sempre essere isolato e la terapia antibatterica dovrebbe essere basata su test di sensibilita' condotti su campioni raccolti prima dell'inizio della terapia. La sensibilita' alla cefazolina deve essere confermata con metodi standardizzati (dischi antibiogramma contenenti 30 mcg di principio attivo - Test di KirbyBauer). La terapia con cefazolina puo' comunque essere iniziata in attesa dei risultati di queste analisi. Prima di impiegare Nefazol in associazione con altri antibiotici, dovrebbero essere attentamente valutato le relative interazioni, controindicazioni, avvertenze, precauzionied effetti indesiderati. La somministrazione delle cefalosporine puo'interferire con i risultati di alcune prove di laboratorio causando falsa positivita' (glicosuria con i metodi di Benedict, Fehling e "Clinitest", test di Coombs) (vedere paragrafo 4.5). Ipersensibilita': sonostati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con cefazolina. La sindrome di Kounis e' stata definita come sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o di ipersensibilita' associata a costrizione delle arterie coronarie, che puo' potenzialmenteportare a infarto miocardico. Eccipienti: questo medicinale contiene 50,5 mg di sodio (come cefazolina sodica) per flaconcino equivalente a2,5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Nei pazienti con ipertensione oinsufficienza cardiaca, deve essere preso in considerazione il contenuto di sodio della soluzione iniettabile.
Probenecid: rallenta l'eliminazione renale della maggior parte delle cefalosporine, compreso la cefazolina, aumentandone la concentrazione ematica. Farmaci nefrotossici: l'uso concomitante di farmaci nefrotossici come aminoglicosidi, colistina, polimixina B o vancomicina puo' aumentare il rischio di nefrotossicita' con alcune cefalosporine e, se possibile, dovrebbe essere evitato. Alcool: non sono stati riportati effetti disulfiram-simili in pazienti che hanno assunto alcool durante iltrattamento con cefazolina. Altri antibatterici: studi in vitro indicano che aminoglicosidi, penicilline o cloramfenicolo possono avere uneffetto additivo o sinergico sull'attivita' antibatterica delle cefalosporine verso alcuni microrganismi. Anticoagulanti orali: le cefalosporine molto raramente possono portare a disturbi della coagulazione (vedere paragrafo 4.4). Se e' necessaria la co-somministrazione di anticoagulanti orali o eparina a dosi elevate, il tempo di protrombina o ilrapporto internazionale normalizzato (INR) devono essere attentamentemonitorati nel caso di aggiunta o sospensione di cefazolina. Inoltre,possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti. Contraccettivi orali: cefazolina puo' influenzare l'efficacia deicontraccettivi ormonali. Per questo motivo metodi contraccettivi alternativi sono consigliati in aggiunta ai contraccettivi ormonali duranteil trattamento con cefazolina. Interazioni di laboratorio: una reazione falsamente positiva per la glicosuria puo' verificarsi impiegando le soluzioni di Benedict o di Fehling, o con le compresse di Clinitest.cio' non si verifica con i test enzimatici, come il Clinistix ed il Tes-tape (cartina per la determinazione della glicosuria). In corso ditrattamento con cefalosporine sono state segnalate positivita' dei test di Coombs (sia diretto che indiretto), talora false: cio' puo' verificarsi anche in neonati le cui madri hanno ricevuto cefalosporine prima del parto.
Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito per classificazionesistemica organica (SOC). Disturbi del sistema immunitario: orticaria,prurito, eruzioni cutanee (maculopapulari, eritematose o morbilliformi), febbre e brividi, reazioni simili malattia da siero (febbre, orticaria, artralgia, edema e linfoadenopatia), eosinofilia, artralgia, edema, eritema, prurito anale e genitale, angioedema, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica, dermatiteesfoliativa. Sono state riportate reazioni anafilattiche: gravi reazioni acute e generalizzate caratterizzate da dispnea, spesso seguita dacollasso cardiovascolare o da shock, manifestazioni cutanee (essenzialmente prurito ed orticaria con o senza angioedema) e gastrointestinali(nausea, vomito, dolori addominali crampiformi e diarrea). Le reazioni di ipersensibilita' si verificano nei pazienti con una storia di allergia, in particolare verso la penicillina. Patologie del sistema emolinfopoietico: nel 3% e oltre, dei pazienti trattati con una cefalosporina e' riscontrabile un test di Coombs, diretto ed indiretto, positivo. In forma lieve e transitoria, neutropenia, eosinofilia, trombocitemia o trombocitopenia e leucopenia. Sono stato riferite anemia e agranulocitosi, cosi' come anemia aplastica, pancitopenia, anemia emolitica ed emorragia. Patologie epatobiliari: aumento di transaminasi (AST/SGOT, ALT/SGPT), fosfatasi alcalina, lattico deidrogenasi (LDH), gamma-glutamil-transpeptidasi (GGTP) o bilirubina e disfunzioni epatiche, compresa la colestasi. Questi effetti sono generalmente lievi e scompaionocon la sospensione della terapia. Patologie gastrointestinali: gli effetti indesiderati di piu' frequente riscontro dopo somministrazione orale di cefalosporine sono: nausea, vomito e diarrea e candidiasi orale(mughetto). Generalmente sono lievi e transitori ma raramente possonoessere tali da richiedere la sospensione del farmaco. Altri effetti osservati sono: dolore addominale, tenesmo, dispepsia, glossite e pirosi gastrica. Gli effetti gastrointestinali delle cefalosporine possonoverificarsi anche dopo somministrazione intramuscolare. Durante il trattamento con cefalosporine o dopo la sua sospensione, e' stata riferita la comparsa di colite pseudomembranosa causata da clostridi antibiotico-resistenti produttori di tossine (es. C. difficile). alcuni casi letali sono stati riportati. Patologie sistemiche e condizioni relativealla sede di somministrazione: reazioni locali sono piuttosto comunicon alcune cefalosporine: dolore, indurimento dei tessuti e dolorabilita' dopo somministrazione intramuscolare, alcune volte con edema indurativo. Flebiti in corrispondenza della sede di iniezione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: senso di costrizione toracica.Patologie cardiache. Non nota: Sindrome di Kounis. Patologie del sistema nervoso: dopo somministrazione intramuscolare e' possibile la comparsa di vertigini, cefalea, malessere, stanchezza. Infezioni ed infestazioni: moniliasi e vaginite, con prurito in sede genitale ed anale. Patologie renali e urinarie: aumento transitorio di azotemia e creatininemia. Insufficienza renale acuta associata a nefrite interstiziale. Gli effetti indesiderati sopra elencati possono richiedere l'adozione delle necessarie misure terapeutiche e l'attenta considerazione del medico che, se del caso, dovra' decidere sull'opportunita' di interrompereil trattamento. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravidanza: non esistono studi adeguati e ben controllati effettuati su donne in gravidanza, per cui la cefazolina, durante la gravidanza, dovrebbe essere usato solo in casi di effettiva necessita' e sotto diretto controllo del medico. La somministrazione di cefazolina prima dell'intervento di parto cesareo determina livelli ematici nel cordone ombelicale variabili da 1/4 a 1/3 delle concentrazioni ematiche presentinella madre. La cefazolina non sembra capace di procurare effetti collaterali sul feto. In ogni caso la cefazolina puo' essere somministratasoltanto dopo la legatura del cordone ombelicale. Allattamento: la cefazolina e' presente in concentrazioni bassissime nel latte materno: e' bene comunque usare cautela nel somministrare la cefazolina a donnein allattamento. Tuttavia, se si manifesta diarrea o candidosi nel neonato durante l'allattamento, la madre deve interrompere l'allattamentooppure il trattamento con cefazolina.
  • Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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