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CODICE ATC
186200
FORMA FARMACEUTICA
SOLUZIONE PER INFUSIONE
CONFEZIONAMENTO
FLACONE
CONSERVAZIONE
DA +2 A +8 GRADI, AL RIPARO DALLA LUCE, NON CONGELARE
SCADENZA
24 mesi
Proprietà
ANTIMICROBICI PER USO SISTEMICOSIERI IMMUNI ED IMMUNOGLOBULINEIMMUNOGLOBULINEIMMUNOGLOBULINE SPECIFICHEIMMUNOGLOBULINA EPATITICA B
NEOHEPATECT 50 UI/ML SOLUZIONE PER INFUSIONE
Sieri immuni e immunoglobuline/immunoglobuline specifiche/immunoglobulina anti-epatite B.
Immunoglobulina umana anti epatite B. Proteine umane 50 g/l di cui IgGalmeno 96%, con un contenuto in anticorpi nei confronti dell'antigenedi superficie del virus dell'epatite B (HBs) di almeno 50 UI/ml. Ciascun flaconcino da 2 ml contiene: 100 UI. Ciascun flaconcino da 10 ml contiene: 500 UI. Ciascun flaconcino da 40 ml contiene: 2000 UI. Ciascun flaconcino da 100 ml contiene: 5000 UI. Distribuzione delle sottoclassi IgG (valori appross.): IgG1: 59%, IgG2: 35%, IgG3: 3%, IgG4: 3%. Il contenuto massimo in IgA e' 2.000 microgrammi/ml. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Glicina, acqua per preparazioni iniettabili.
Prevenzione della reinfezione da virus dell'epatite B dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica causata dall'epatite B. Immunoprofilassi dell'epatite B: in caso di esposizione accidentale di soggetti non immuni (incluse persone che non hanno completato il ciclo di vaccinazioni o di cui non e' noto lo stato immunologico); nei pazienti sottoposti a emodialisi, finche' la vaccinazione non diventa efficace; nelneonato di una madre portatrice del virus dell'epatite B; nei soggettila cui risposta immunitaria al vaccino non e' evidente (titolo di anticorpi anti epatite B non misurabile) e per i quali e' necessario continuare la prevenzione a causa del rischio continuo di esposizione al virus dell'epatite B.
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o all'immunoglobulina umana. Pazienti condeficit selettivo di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti IgA, perche' la somministrazione di un prodotto contenente IgA puo' causare anafilassi.
Posologia. Prevenzione della reinfezione da virus dell'epatite B dopotrapianto di fegato per insufficienza epatica causata dall'epatite B:Negli adulti: somministrare 10.000 UI il giorno del trapianto, durantel'intervento chirurgico e successivamente da 2.000 a 10.000 UI (da 40ml a 200 ml) al giorno per sette giorni e quando necessario per mantenere il livello di anticorpi superiore a 100-150 UI/l in pazienti HBV-DNA negativi e superiore a 500 UI/l in pazienti HBV-DNA positivi. Neibambini: la posologia deve essere aggiustata in rapporto all'area della superficie corporea, sulla base di 10.000 UI/1,73 m^2. Immunoprofilassi dell'epatite B: prevenzione dell'epatite B in caso di esposizioneaccidentale al virus di soggetti non immuni: almeno 500 UI (10 ml), aseconda dell'intensita' di esposizione al virus, il piu' presto possibile dopo l'esposizione e preferibilmente entro 24-72 ore. Immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti emodializzati: 8-12 UI (0,16-0,24 ml)/kg fino a un massimo di 500 UI (10 ml), ogni due mesi fino alla sieroconversione successiva alla vaccinazione. -Prevenzione dell'epatite Bnel neonato di una madre portatrice del virus dell'epatite B, alla nascita o il piu' presto possibile dopo la nascita: 30-100 UI (0,6-2 ml)/kg. La somministrazione di immunoglobulina anti epatite B deve essereripetuta fino alla sieroconversione successiva alla vaccinazione. In tutte queste situazioni la vaccinazione contro il virus dell'epatite Be' fortemente raccomandata. La prima dose di vaccino puo' essere iniettata nello stesso giorno della somministrazione di immunoglobuline umane anti epatite B, ma in una differente zona. Nei soggetti che non danno segni di una risposta immunitaria (anticorpi anti epatite B non misurabili) a seguito della vaccinazione e per i quali e' necessaria unaprevenzione continua, puo' essere considerata la somministrazione di 500 UI (10 ml) negli adulti e di 8 UI (0,16 ml)/kg nei bambini ogni 2 mesi; il titolo anticorpale minimo per la protezione contro il virus e'di 10 mUI/mL. Insufficienza epatica: non e' disponibile evidenza cherichieda un aggiustamento della dose. Insufficienza renale: senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Anziani: senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Modo di somministrazione: uso endovenoso neoHepatect deve essere somministrato per infusione endovenosa alla velocita' iniziale di 0,1 ml/kg/ora per 10minuti. Vedere paragrafo 4.4. In caso di reazione avversa, ridurre lavelocita' di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocita' di somministrazione puo' essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1 ml/kg /ora. Esperienze cliniche in neonati di madri portatrici di virus dell'epatite B hanno dimostrato che lasomministrazione endovenosa di neoHepatect alla velocita' di infusionedi 2 ml in 5-15 minuti e' ben tollerata.
Conservare in frigorifero (2 gradi C. - 8 gradi C). Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
Tracciabilita': per migliorare la tracciabilita' dei farmaci biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati. Precauzioni d'uso. Monitoraggio del livellodegli anticorpi anti-HBs: i pazienti devono essere tenuti costantemente sotto controllo per i titoli sierici degli anticorpi anti epatite B.Il dosaggio deve essere aggiustato per mantenere i livelli terapeutici di anticorpi e per prevenire un sottodosaggio (vedere paragrafo 4.2). Le potenziali complicanze possono essere spesso evitate accertandosiche i pazienti: non siano sensibili alle immunoglobuline umane, iniziando lentamente l'iniezione di neoHepatect (0,1 ml/kg/ora); vengano attentamente monitorati per riconoscere qualsiasi sintomo durante l'infusione. In particolare, i pazienti mai trattati in precedenza con prodotti contenenti immunoglobuline umane, i pazienti precedentemente trattati con altre immunoglobuline o per i quali c'e' stato un lungo intervallo dall'infusione precedente. Questi pazienti devono essere monitorati in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora successiva alla prima infusione, per poter riconoscere potenziali segni avversi. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione peralmeno 20 minuti dopo la somministrazione. Specialmente se applicataa dosi elevate, la somministrazione di immunoglobuline umane per via endovenosa richiede: adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di immunoglobuline umane; monitoraggio della escrezione urinaria;monitoraggio dei livelli sierici di creatinina; esclusione dell'uso concomitante di diuretici dell'ansa (vedere paragrafo 4.5) In caso di reazione avversa, ridurre la velocita' di somministrazione o interrompere l'infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severita' della reazione avversa. Reazione all'infusione: alcune reazioni avverse (es. mal di testa, vampate, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea e ipotensione arteriosa) possonoessere dovute alla velocita' di infusione. La velocita' di infusione raccomandata nel paragrafo 4.2 "Modo di somministrazione" deve essere strettamente rispettata. I pazienti vanno controllati ed osservati attentamente durante tutto il periodo di infusione per evidenziare eventuali sintomi. Le reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza: in caso di elevata velocita' di infusione; in pazienti con ipo-o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA; nei pazienti che ricevono immunoglobuline umane per la prima volta o, in rari casi, se il prodotto con immunoglobuline umane viene cambiato oppure se c'e' statoun lungo intervallo dalla precedente infusione, nei pazienti con un'infezione non trattata o un'infiammazione cronica di base. Ipersensibilita': le reazioni d'ipersensibilita' sono rare. neoHepatect contiene una piccola quantita' di IgA. I soggetti con deficit di IgA possono sviluppare anticorpi anti IgA e possono avere reazioni anafilattiche in seguito alla somministrazione di componenti ematici che contengono IgA.Il medico, percio', deve valutare il beneficio del trattamento con neoHepatect rispetto al potenziale rischio di reazioni di ipersensibilita' al farmaco. Raramente l'immunoglobulina umana anti epatite B puo' indurre una caduta della pressione arteriosa, con reazione anafilattica,anche in pazienti che avevano tollerato precedenti trattamenti con immunoglobuline. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l'interruzione immediata della somministrazione. In caso dishock intraprendere il trattamento clinico standard per la terapia dello shock. Interferenze con test sierologici: dopo la somministrazionedell'immunoglobulina, l'aumento transitorio dei vari tipi di anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente puo' determinare risultati falsi positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva dianticorpi verso antigeni eritrocitari quali A, B e D puo' causare interferenze con alcuni test sierologici per gli anticorpi eritrocitari,ad esempio il test dell'antiglobulina diretto (test di Coombs diretto). Agenti trasmissibili: le misure standard per prevenire le infezionicausate dall'uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool plasmatici per individuare la presenza di marcatori specifici di infezione, e l'inclusione di passaggi di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus. Ciononostante, quando si somministrano prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilita' di trasmissione di agenti infettivi non puo' essereesclusa completamente. Cio' riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni. Le misure messe in atto sono considerate efficaci nei confronti dei virus incapsulati come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatite B (HBV) e il virus dell'epatite C (HCV). Le misure adottate possono risultare di limitata efficacia per virus non capsulati come il virus dell'epatite A (HAV) e il parvovirus B19. Vi sono esperienze cliniche rassicuranti relative allamancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con immunoglobulinee si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale. Le seguenti reazioni avverse sono state associate all'uso di immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa (IgEV). Tromboembolismo: c'e' evidenza clinica di un'associazione tra somministrazione di IgEV ed eventi tromboembolici, quali l'infarto miocardico, gli incidenti cerebro-vascolari (compreso l'ictus), l'embolia polmonare e le trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosita' del sangue, determinato dall'elevato afflusso delle immunoglobuline nei pazientia rischio.
Vaccini da virus vivi attenuati: la somministrazione dell'immunoglobulina puo' compromettere per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3mesi l'efficacia dei vaccini a base di virus vivi attenuati, come morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo somministrazione di questoprodotto, bisogna aspettare 3 mesi prima di vaccinare con virus vivi attenuati. In caso di vaccinazione anti-morbillo, questa compromissionepuo' persistere fino a 1 anno. Percio', i pazienti che ricevono il vaccino anti-morbillo devono sottoporsi a controllo dello stato anticorpale. Diuretici dell'ansa: esclusione dell'uso concomitante di diuretici dell'ansa. Popolazione pediatrica: le interazioni elencate valgono per gli adulti e per i bambini.
Riepilogo del profilo di sicurezza: le reazioni avverse causate dalleimmunoglobuline umane normali (in ordine decrescente di frequenza) comprendono (vedere anche il paragrafo 4.4): brividi, mal di testa, capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, bassa pressione arteriosa e lombalgia moderata; reazioni emolitiche reversibili; specialmente nei pazienti di gruppo sanguigno A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede la trasfusione; (raramente) improvvisacaduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche se il paziente non ha presentato ipersensibilita' alla precedente somministrazione; (raramente) reazioni cutanee transitorie (compreso il lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota); (molto raramente) reazioni tromboemboliche quali infarto miocardico, ictus, emboliapolmonare, trombosi venosa profonda; casi di meningite asettica reversibile; casi di livelli aumentati di creatinina sierica e/o comparsa di insufficienza renale acuta; casi di lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Elenco delle reazioni avverse: l'elenco riportato di seguito e' conforme alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA (SOC e livello di termine preferito). Le frequenze sono state valutate usando i seguenti criteri: molto comune (>= 1/10); comune (da >= 1/100 a <1/10); non comune (da >= 1/1.000 a <1/100); rara(da >= 1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000); non nota (non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avversenegli studi clinici: in quattro studi clinici, non sono state identificate reazioni avverse con neoHepatect. Reazioni avverse dall'esperienza post-commercializzazione e dagli studi non interventistici (frequenza non nota - non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario: shock anafilattico, ipersensibilita'. Patologie del sistema nervoso: cefalea, stordimento. Patologie cardiache: tachicardia. Patologie vascolari: ipotensione. Patologie gastrointestinali: nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:reazioni cutanee, eruzione cutanea, prurito. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: piressia, irrequietezza. Per le informazioni sulla sicurezza riguardanti gli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Popolazione pediatrica: si prevede chele reazioni avverse nei bambini siano le stesse osservate negli adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione dellereazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione delmedicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuodel rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitarie' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramitel'Agenzia Italiana del Farmaco https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Gravidanza: la sicurezza d'uso di questo prodotto medicinale durante la gravidanza non e' stata stabilita in studi clinici controllati e ilmedicinale deve pertanto essere somministrato con cautela in donne ingravidanza e durante l'allattamento al seno. E' stato dimostrato che iprodotti a base di immunoglobulina G somministrati per via endovenosaattraversano la placenta, in misura maggiore durante il terzo trimestre di gravidanza. Tuttavia, l'esperienza clinica con le immunoglobuline non lascia prevedere effetti dannosi sul decorso della gestazione, ne' sul feto o il neonato. Allattamento: le immunoglobuline sono escrete nel latte umano. Non si prevedono effetti negativi sui neonati e i bambini piccoli allattati al seno. Fertilita': l'esperienza clinica conle immunoglobuline non lascia prevedere l'insorgere di effetti dannosi sulla fertilita'.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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NEOHEPATECT INTRAVENOSO 1 FIALE 500UI 10ML
IMMUNOGLOBULINE | Soluzione per infusione
MINSAN 035561024 | GRIFOLS ITALIA SpA
NEOHEPATECT INTRAVENOSO 1 FIALE 500UI 10ML
Produttore: GRIFOLS ITALIA SpA - MINSAN 035561024
Uso ospedaliero
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SCADENZA
24 mesi
Proprietà
ANTIMICROBICI PER USO SISTEMICOSIERI IMMUNI ED IMMUNOGLOBULINE
IMMUNOGLOBULINE
IMMUNOGLOBULINE SPECIFICHE
IMMUNOGLOBULINA EPATITICA B
Foglietto illustrativo
DENOMINAZIONE
NEOHEPATECT 50 UI/ML SOLUZIONE PER INFUSIONE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Sieri immuni e immunoglobuline/immunoglobuline specifiche/immunoglobulina anti-epatite B.
PRINCIPI ATTIVI
Immunoglobulina umana anti epatite B. Proteine umane 50 g/l di cui IgGalmeno 96%, con un contenuto in anticorpi nei confronti dell'antigenedi superficie del virus dell'epatite B (HBs) di almeno 50 UI/ml. Ciascun flaconcino da 2 ml contiene: 100 UI. Ciascun flaconcino da 10 ml contiene: 500 UI. Ciascun flaconcino da 40 ml contiene: 2000 UI. Ciascun flaconcino da 100 ml contiene: 5000 UI. Distribuzione delle sottoclassi IgG (valori appross.): IgG1: 59%, IgG2: 35%, IgG3: 3%, IgG4: 3%. Il contenuto massimo in IgA e' 2.000 microgrammi/ml. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Glicina, acqua per preparazioni iniettabili.
INDICAZIONI
Prevenzione della reinfezione da virus dell'epatite B dopo trapianto di fegato per insufficienza epatica causata dall'epatite B. Immunoprofilassi dell'epatite B: in caso di esposizione accidentale di soggetti non immuni (incluse persone che non hanno completato il ciclo di vaccinazioni o di cui non e' noto lo stato immunologico); nei pazienti sottoposti a emodialisi, finche' la vaccinazione non diventa efficace; nelneonato di una madre portatrice del virus dell'epatite B; nei soggettila cui risposta immunitaria al vaccino non e' evidente (titolo di anticorpi anti epatite B non misurabile) e per i quali e' necessario continuare la prevenzione a causa del rischio continuo di esposizione al virus dell'epatite B.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o all'immunoglobulina umana. Pazienti condeficit selettivo di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti IgA, perche' la somministrazione di un prodotto contenente IgA puo' causare anafilassi.
POSOLOGIA
Posologia. Prevenzione della reinfezione da virus dell'epatite B dopotrapianto di fegato per insufficienza epatica causata dall'epatite B:Negli adulti: somministrare 10.000 UI il giorno del trapianto, durantel'intervento chirurgico e successivamente da 2.000 a 10.000 UI (da 40ml a 200 ml) al giorno per sette giorni e quando necessario per mantenere il livello di anticorpi superiore a 100-150 UI/l in pazienti HBV-DNA negativi e superiore a 500 UI/l in pazienti HBV-DNA positivi. Neibambini: la posologia deve essere aggiustata in rapporto all'area della superficie corporea, sulla base di 10.000 UI/1,73 m^2. Immunoprofilassi dell'epatite B: prevenzione dell'epatite B in caso di esposizioneaccidentale al virus di soggetti non immuni: almeno 500 UI (10 ml), aseconda dell'intensita' di esposizione al virus, il piu' presto possibile dopo l'esposizione e preferibilmente entro 24-72 ore. Immunoprofilassi dell'epatite B in pazienti emodializzati: 8-12 UI (0,16-0,24 ml)/kg fino a un massimo di 500 UI (10 ml), ogni due mesi fino alla sieroconversione successiva alla vaccinazione. -Prevenzione dell'epatite Bnel neonato di una madre portatrice del virus dell'epatite B, alla nascita o il piu' presto possibile dopo la nascita: 30-100 UI (0,6-2 ml)/kg. La somministrazione di immunoglobulina anti epatite B deve essereripetuta fino alla sieroconversione successiva alla vaccinazione. In tutte queste situazioni la vaccinazione contro il virus dell'epatite Be' fortemente raccomandata. La prima dose di vaccino puo' essere iniettata nello stesso giorno della somministrazione di immunoglobuline umane anti epatite B, ma in una differente zona. Nei soggetti che non danno segni di una risposta immunitaria (anticorpi anti epatite B non misurabili) a seguito della vaccinazione e per i quali e' necessaria unaprevenzione continua, puo' essere considerata la somministrazione di 500 UI (10 ml) negli adulti e di 8 UI (0,16 ml)/kg nei bambini ogni 2 mesi; il titolo anticorpale minimo per la protezione contro il virus e'di 10 mUI/mL. Insufficienza epatica: non e' disponibile evidenza cherichieda un aggiustamento della dose. Insufficienza renale: senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Anziani: senza aggiustamento della dose, a meno che non sia clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4. Modo di somministrazione: uso endovenoso neoHepatect deve essere somministrato per infusione endovenosa alla velocita' iniziale di 0,1 ml/kg/ora per 10minuti. Vedere paragrafo 4.4. In caso di reazione avversa, ridurre lavelocita' di somministrazione o interrompere l'infusione. Se ben tollerata, la velocita' di somministrazione puo' essere gradualmente aumentata fino ad un massimo di 1 ml/kg /ora. Esperienze cliniche in neonati di madri portatrici di virus dell'epatite B hanno dimostrato che lasomministrazione endovenosa di neoHepatect alla velocita' di infusionedi 2 ml in 5-15 minuti e' ben tollerata.
CONSERVAZIONE
Conservare in frigorifero (2 gradi C. - 8 gradi C). Non congelare. Conservare il flaconcino nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.
AVVERTENZE
Tracciabilita': per migliorare la tracciabilita' dei farmaci biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere chiaramente registrati. Precauzioni d'uso. Monitoraggio del livellodegli anticorpi anti-HBs: i pazienti devono essere tenuti costantemente sotto controllo per i titoli sierici degli anticorpi anti epatite B.Il dosaggio deve essere aggiustato per mantenere i livelli terapeutici di anticorpi e per prevenire un sottodosaggio (vedere paragrafo 4.2). Le potenziali complicanze possono essere spesso evitate accertandosiche i pazienti: non siano sensibili alle immunoglobuline umane, iniziando lentamente l'iniezione di neoHepatect (0,1 ml/kg/ora); vengano attentamente monitorati per riconoscere qualsiasi sintomo durante l'infusione. In particolare, i pazienti mai trattati in precedenza con prodotti contenenti immunoglobuline umane, i pazienti precedentemente trattati con altre immunoglobuline o per i quali c'e' stato un lungo intervallo dall'infusione precedente. Questi pazienti devono essere monitorati in ospedale durante la prima infusione e per la prima ora successiva alla prima infusione, per poter riconoscere potenziali segni avversi. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione peralmeno 20 minuti dopo la somministrazione. Specialmente se applicataa dosi elevate, la somministrazione di immunoglobuline umane per via endovenosa richiede: adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di immunoglobuline umane; monitoraggio della escrezione urinaria;monitoraggio dei livelli sierici di creatinina; esclusione dell'uso concomitante di diuretici dell'ansa (vedere paragrafo 4.5) In caso di reazione avversa, ridurre la velocita' di somministrazione o interrompere l'infusione. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e dalla severita' della reazione avversa. Reazione all'infusione: alcune reazioni avverse (es. mal di testa, vampate, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, lombalgia, nausea e ipotensione arteriosa) possonoessere dovute alla velocita' di infusione. La velocita' di infusione raccomandata nel paragrafo 4.2 "Modo di somministrazione" deve essere strettamente rispettata. I pazienti vanno controllati ed osservati attentamente durante tutto il periodo di infusione per evidenziare eventuali sintomi. Le reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza: in caso di elevata velocita' di infusione; in pazienti con ipo-o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA; nei pazienti che ricevono immunoglobuline umane per la prima volta o, in rari casi, se il prodotto con immunoglobuline umane viene cambiato oppure se c'e' statoun lungo intervallo dalla precedente infusione, nei pazienti con un'infezione non trattata o un'infiammazione cronica di base. Ipersensibilita': le reazioni d'ipersensibilita' sono rare. neoHepatect contiene una piccola quantita' di IgA. I soggetti con deficit di IgA possono sviluppare anticorpi anti IgA e possono avere reazioni anafilattiche in seguito alla somministrazione di componenti ematici che contengono IgA.Il medico, percio', deve valutare il beneficio del trattamento con neoHepatect rispetto al potenziale rischio di reazioni di ipersensibilita' al farmaco. Raramente l'immunoglobulina umana anti epatite B puo' indurre una caduta della pressione arteriosa, con reazione anafilattica,anche in pazienti che avevano tollerato precedenti trattamenti con immunoglobuline. Il sospetto di reazioni di tipo allergico o anafilattico richiede l'interruzione immediata della somministrazione. In caso dishock intraprendere il trattamento clinico standard per la terapia dello shock. Interferenze con test sierologici: dopo la somministrazionedell'immunoglobulina, l'aumento transitorio dei vari tipi di anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente puo' determinare risultati falsi positivi nei test sierologici. La trasmissione passiva dianticorpi verso antigeni eritrocitari quali A, B e D puo' causare interferenze con alcuni test sierologici per gli anticorpi eritrocitari,ad esempio il test dell'antiglobulina diretto (test di Coombs diretto). Agenti trasmissibili: le misure standard per prevenire le infezionicausate dall'uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool plasmatici per individuare la presenza di marcatori specifici di infezione, e l'inclusione di passaggi di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus. Ciononostante, quando si somministrano prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilita' di trasmissione di agenti infettivi non puo' essereesclusa completamente. Cio' riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni. Le misure messe in atto sono considerate efficaci nei confronti dei virus incapsulati come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatite B (HBV) e il virus dell'epatite C (HCV). Le misure adottate possono risultare di limitata efficacia per virus non capsulati come il virus dell'epatite A (HAV) e il parvovirus B19. Vi sono esperienze cliniche rassicuranti relative allamancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con immunoglobulinee si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale. Le seguenti reazioni avverse sono state associate all'uso di immunoglobuline umane normali per somministrazione endovenosa (IgEV). Tromboembolismo: c'e' evidenza clinica di un'associazione tra somministrazione di IgEV ed eventi tromboembolici, quali l'infarto miocardico, gli incidenti cerebro-vascolari (compreso l'ictus), l'embolia polmonare e le trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosita' del sangue, determinato dall'elevato afflusso delle immunoglobuline nei pazientia rischio.
INTERAZIONI
Vaccini da virus vivi attenuati: la somministrazione dell'immunoglobulina puo' compromettere per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3mesi l'efficacia dei vaccini a base di virus vivi attenuati, come morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo somministrazione di questoprodotto, bisogna aspettare 3 mesi prima di vaccinare con virus vivi attenuati. In caso di vaccinazione anti-morbillo, questa compromissionepuo' persistere fino a 1 anno. Percio', i pazienti che ricevono il vaccino anti-morbillo devono sottoporsi a controllo dello stato anticorpale. Diuretici dell'ansa: esclusione dell'uso concomitante di diuretici dell'ansa. Popolazione pediatrica: le interazioni elencate valgono per gli adulti e per i bambini.
EFFETTI INDESIDERATI
Riepilogo del profilo di sicurezza: le reazioni avverse causate dalleimmunoglobuline umane normali (in ordine decrescente di frequenza) comprendono (vedere anche il paragrafo 4.4): brividi, mal di testa, capogiri, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, bassa pressione arteriosa e lombalgia moderata; reazioni emolitiche reversibili; specialmente nei pazienti di gruppo sanguigno A, B e AB e (raramente) anemia emolitica che richiede la trasfusione; (raramente) improvvisacaduta della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche se il paziente non ha presentato ipersensibilita' alla precedente somministrazione; (raramente) reazioni cutanee transitorie (compreso il lupus eritematoso cutaneo - frequenza non nota); (molto raramente) reazioni tromboemboliche quali infarto miocardico, ictus, emboliapolmonare, trombosi venosa profonda; casi di meningite asettica reversibile; casi di livelli aumentati di creatinina sierica e/o comparsa di insufficienza renale acuta; casi di lesione polmonare acuta correlata alla trasfusione (TRALI) Elenco delle reazioni avverse: l'elenco riportato di seguito e' conforme alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA (SOC e livello di termine preferito). Le frequenze sono state valutate usando i seguenti criteri: molto comune (>= 1/10); comune (da >= 1/100 a <1/10); non comune (da >= 1/1.000 a <1/100); rara(da >= 1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000); non nota (non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avversenegli studi clinici: in quattro studi clinici, non sono state identificate reazioni avverse con neoHepatect. Reazioni avverse dall'esperienza post-commercializzazione e dagli studi non interventistici (frequenza non nota - non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario: shock anafilattico, ipersensibilita'. Patologie del sistema nervoso: cefalea, stordimento. Patologie cardiache: tachicardia. Patologie vascolari: ipotensione. Patologie gastrointestinali: nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:reazioni cutanee, eruzione cutanea, prurito. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: piressia, irrequietezza. Per le informazioni sulla sicurezza riguardanti gli agenti trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Popolazione pediatrica: si prevede chele reazioni avverse nei bambini siano le stesse osservate negli adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione dellereazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione delmedicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuodel rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitarie' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramitel'Agenzia Italiana del Farmaco https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: la sicurezza d'uso di questo prodotto medicinale durante la gravidanza non e' stata stabilita in studi clinici controllati e ilmedicinale deve pertanto essere somministrato con cautela in donne ingravidanza e durante l'allattamento al seno. E' stato dimostrato che iprodotti a base di immunoglobulina G somministrati per via endovenosaattraversano la placenta, in misura maggiore durante il terzo trimestre di gravidanza. Tuttavia, l'esperienza clinica con le immunoglobuline non lascia prevedere effetti dannosi sul decorso della gestazione, ne' sul feto o il neonato. Allattamento: le immunoglobuline sono escrete nel latte umano. Non si prevedono effetti negativi sui neonati e i bambini piccoli allattati al seno. Fertilita': l'esperienza clinica conle immunoglobuline non lascia prevedere l'insorgere di effetti dannosi sulla fertilita'.
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.
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