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CODICE ATC
901078
FORMA FARMACEUTICA
COMPRESSE
CONFEZIONAMENTO
BLISTER
CONSERVAZIONE
INFERIORE A +25 GRADI
SCADENZA
24 mesi
Proprietà
SISTEMA NERVOSOPSICOLETTICIANTIPSICOTICIDIAZEPINE, OSSAZEPINE, TIAZEPINE E OSSEPINEOLANZAPINA
OLANZAPINA AUROBINDO COMPRESSE
psicolettici, diazepine, ossazepine, tiazepine e oxepine.
Ogni compressa contiene 2,5 mg di olanzapina. Eccipiente con effetti noti: 45,25 mg di lattosio monoidrato. Ogni compressa contiene 5 mg diolanzapina. Eccipiente con effetti noti: 90,50 mg di lattosio monoidrato. Ogni compressa contiene 7,5 mg di olanzapina. Eccipiente con effetti noti: 135,75 mg di lattosio monoidrato. Ogni compressa contiene 10mg di olanzapina. Eccipiente con effetti noti: 181,00 mg di lattosio monoidrato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Lattosio monoidrato, crospovidone (Tipo B), idrossipropilcellulosa (basso grado di viscosita'), magnesio stearato
Adulti: Olanzapina e' indicata per il trattamento della schizofrenia.Olanzapina e' efficace nel mantenimento del miglioramento clinico durante il proseguimento della terapia nei pazienti che hanno mostrato unarisposta iniziale al trattamento. Olanzapina e' indicata per il trattamento degli episodi maniacali da moderati a gravi. Olanzapina e' indicata per la prevenzione della recidiva in pazienti con disturbo bipolare che hanno risposto al trattamento con olanzapina per gli episodi maniacali (vedere paragrafo 5.1).
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti con rischio noto di glaucoma adangolo chiuso.
Adulti. Schizofrenia: la dose iniziale raccomandata per olanzapina e'di 10 mg/die. Episodi maniacali: la dose iniziale e' di 15 mg in singola dose giornaliera in monoterapia oppure di 10 mg al giorno in terapia di associazione (vedere paragrafo 5.1). Prevenzione della recidiva nel disturbo bipolare: la dose iniziale raccomandata e' di 10 mg/die. Per i pazienti che assumono olanzapina per il trattamento degli episodimaniacali, continuare la terapia per prevenire la recidiva alla stessa dose. In caso di un nuovo episodio maniacale, depressivo o misto, iltrattamento con olanzapina deve essere continuato (con l'ottimizzazione della dose se necessario), con una terapia supplementare per il trattamento dei sintomi dell'umore, come indicato clinicamente. Durante il trattamento per la schizofrenia, gli episodi maniacali e la prevenzione della recidiva nel disturbo bipolare, la dose giornaliera puo' essere successivamente aggiustata sulla base della condizione clinica individuale all'interno dell'intervallo 5-20 mg/die. Un aumento a una dose superiore alla dose iniziale raccomandata e' consigliato solo dopo appropriata rivalutazione clinica e generalmente deve avvenire ad intervalli di non meno di 24 ore. Olanzapina puo' essere somministrata cono senza cibo, poiche' il suo assorbimento non e' influenzato dal cibo.Quando si interrompe la terapia con olanzapina si deve considerare lariduzione graduale della dose. Popolazioni speciali. Anziani: una dose iniziale inferiore (5 mg/die) non e' indicata di routine ma deve essere considerata per i soggetti al di sopra dei 65 anni e quando giustificato da fattori clinici (vedere anche paragrafo 4.4). Compromissionedella funzione renale e/o epatica: per questi pazienti deve essere considerata una dose iniziale piu' bassa (5 mg). In caso di insufficienza epatica moderata (cirrosi, classe Child-Pugh A o B), la dose iniziale deve essere di 5 mg e deve essere aumentata solo con cautela. Fumatori di routine, la dose iniziale e l'intervallo di dose non devono essere modificati per i non fumatori rispetto ai fumatori. Il metabolismodi olanzapina puo' essere accelerato dal fumo. Si raccomanda un monitoraggio clinico e, se necessario, puo' essere considerato un aumento del dosaggio di olanzapina (vedere paragrafo 4.5). Quando e' presente piu' di un fattore che puo' causare un rallentamento del metabolismo (sesso femminile, eta' avanzata, non fumatore), si deve tenere in considerazione la riduzione della dose iniziale. In questi pazienti l'aumentoprogressivo della dose, se indicato, deve essere prudente (vedere paragrafi 4.5 e 5.2). Popolazione pediatrica: l'uso di olanzapina non e'raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta' a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull'efficacia. Negli studi a breve termine in pazienti adolescenti sono stati riferiti un maggiore aumento di peso, e alterazioni dei lipidi e della prolattina maggiori rispetto a quelli osservati nei pazienti adulti (vedere paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2).
Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.
Durante il trattamento antipsicotico, il miglioramento della condizione clinica del paziente puo' richiedere da numerosi giorni ad alcune settimane. Durante questo periodo i pazienti devono essere attentamentemonitorati. Psicosi e/o disturbi comportamentali correlati a demenza Olanzapina non e' raccomandata per un uso nei pazienti con psicosi e/odisturbi comportamentali correlati a demenza a causa di un aumento della mortalita' e del rischio di eventi avversi cerebrovascolari. In studi clinici controllati con placebo (6-12 settimane) in pazienti anziani (eta' media 78 anni) con psicosi e/o disturbi del comportamento correlati a demenza, l'incidenza di morte nel gruppo di pazienti trattaticon olanzapina e' aumentato di 2 volte rispetto ai pazienti trattati con placebo (3,5% vs. 1,5% rispettivamente). La maggiore incidenza di morte non e' risultata associata alla dose di olanzapina (dose media giornaliera 4,4 mg) o alla durata del trattamento. I fattori di rischioche possono predisporre questa popolazione di pazienti ad aumentata mortalita' includono eta' >65 anni, disfagia, sedazione, malnutrizione edisidratazione, malattie polmonari (ad es. polmonite, con o senza aspirazione) o uso concomitante di benzodiazepine. Tuttavia l'incidenza di morte e' stata piu' elevata nei pazienti trattati con olanzapina rispetto a quelli trattati con placebo, indipendentemente dai fattori dirischio. Negli stessi studi clinici, sono stati riferiti eventi avversi cerebrovascolari (EACV, ad es. ictus, attacco ischemico transitorio), inclusi casi fatali. Gli eventi avversi cerebrovascolari sono aumentati di 3 volte nei pazienti trattati con olanzapina rispetto ai pazienti trattati con placebo (1,3% vs. 0,4% rispettivamente). Tutti i pazienti trattati con olanzapina e con placebo che hanno manifestato un evento cerebrovascolare avevano fattori di rischio precedenti. Un'eta' aldi sopra dei 75 anni e demenza di tipo vascolare/misto sono stati identificati come fattori di rischio per gli eventi avversi cerebrovascolari in associazione con il trattamento con olanzapina. L'efficacia diolanzapina non e' stata stabilita in questi studi. Malattia di Parkinson: l'uso di olanzapina non e' raccomandato nel trattamento della psicosi indotta da agonisti della dopamina in pazienti con malattia di Parkinson. Negli studi clinici, sono stati segnalati, molto comunemente epiu' frequentemente rispetto al placebo, casi di peggioramento dellasintomatologia parkinsoniana e delle allucinazioni (vedere anche paragrafo 4.8), e l'olanzapina non e' stata piu' efficace del placebo nel trattamento dei sintomi psicotici. In questi studi clinici, era richiesto che in fase iniziale i pazienti fossero mantenuti stabili con la piu' bassa dose efficace di medicinali anti-Parkinson (agonisti della dopamina) e che questo trattamento anti-Parkinson rimanesse lo stesso per medicinali e dosaggi impiegati per tutta la durata dello studio. Olanzapina era somministrata inizialmente alla dose di 2,5 mg/die e con un aumento graduale della dose fino a un massimo di 15 mg/die sulla base del giudizio dello sperimentatore. Sindrome maligna da neurolettici(SMN): la SMN e' una condizione potenzialmente pericolosa per la vitaassociata alla terapia antipsicotica. Sono stati segnalati rari casi di SMN anche in associazione con olanzapina. Le manifestazioni clinichedi SMN includono iperpiressia, rigidita' muscolare, stato mentale alterato e segni di instabilita' autonomica (polso o pressione sanguignairregolare, tachicardia, diaforesi e aritmia cardiaca). Segni aggiuntivi possono includere un aumento della creatinfosfochinasi, mioglobinuria (rabdomiolisi) e insufficienza renale acuta. Se un paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di SMN o presenta una inspiegabile febbreelevata senza altre manifestazioni cliniche della SMN, tutti i medicinali antipsicotici, inclusa olanzapina, devono essere interrotti. Iperglicemia e diabete: non comunemente sono stati segnalati casi di iperglicemia e/o sviluppo o esacerbazione del diabete, occasionalmente associati a chetoacidosi o coma, inclusi alcuni casi fatali (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi, e' stato riferito un precedente aumento di peso che puo' essere un fattore predisponente. Si consiglia un appropriato monitoraggio clinico in accordo con le linee guida utilizzate pergli antipsicotici, ad esempio la misurazione della glicemia al basale,dopo 12 settimane dall'inizio del trattamento con olanzapina e, successivamente, annualmente. I pazienti trattati con medicinali antipsicotici, inclusa olanzapina, devono essere tenuti sotto osservazione per verificare l'insorgenza di segni e sintomi di iperglicemia (quali polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza) e i pazienti con diabete mellito o con fattori di rischio per lo sviluppo del diabete mellito devonoessere monitorati regolarmente per un possibile peggioramento del controllo glicemico. Il peso deve essere monitorato regolarmente, ad esempio al basale, dopo 4,8,12 settimane dall'inizio del trattamento con olanzapina e, successivamente, ogni tre mesi. Alterazione dei lipidi: in studi clinici controllati con placebo, nei pazienti trattati con olanzapina sono state osservate alterazioni indesiderate nei lipidi (vedere paragrafo 4.8). Le alterazioni devono essere gestite in maniera clinicamente appropriata, in particolare nei pazienti dislipidemici e neipazienti con fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi lipidici.Nei pazienti trattati con qualsiasi medicinale antipsicotico, inclusaolanzapina, i livelli lipidici devono essere monitorati regolarmentein accordo con le linee guida utilizzate per gli antipsicotici ad esempio al basale, dopo 12 settimane dall'inizio del trattamento con olanzapina e successivamente, ogni 5 anni. Attivita' anticolinergica: anchese l'olanzapina ha dimostrato attivita' anticolinergica in vitro , l'esperienza durante gli studi clinici ha rivelato una bassa incidenza di eventi ad essa correlati. Tuttavia, poiche' l'esperienza clinica conolanzapina in pazienti con malattia concomitante e' limitata, si consiglia cautela nella prescrizione di olanzapina in pazienti con ipertrofia prostatica, ileo paralitico e condizioni correlate. Funzionalita'epatica: sono stati comunemente osservati aumenti transitori, asintomatici delle aminotransferasi epatiche, ALT, AST, soprattutto all'iniziodel trattamento. Si consigliano cautela e controlli periodici in pazienti con ALT e/o AST elevati, in pazienti con segni e sintomi di compromissione epatica, in pazienti con condizioni precedenti associate a riserva funzionale epatica limitata e in pazienti in trattamento con medicinali potenzialmente epatotossici. Nei casi in cui sia stata diagnosticata epatite (inclusa lesione epatica epatocellulare, colestatica omista), il trattamento con olanzapina deve essere interrotto.
Gli studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti. Potenziali interazione che influenzano olanzapina: poiche' l'olanzapina e' metabolizzata dal CYP1A2, le sostanze che possono specificamente indurre o inibire questo isoenzima possono influenzare la farmacocinetica diolanzapina. Induzione del CYP1A2: il metabolismo di olanzapina puo' essere indotto dal fumo e dalla carbamazepina, che possono portare a concentrazioni ridotte di olanzapina. Sono stati osservati solo aumentida lievi a moderati nella clearance di olanzapina. E' probabile che leconseguenze cliniche siano limitate, ma si raccomanda il monitoraggioclinico e se necessario puo' essere preso in considerazione un aumento della dose di olanzapina (vedere paragrafo 4.2). Inibizione del CYP1A2: la fluvoxamina, un inibitore specifico di CYP1A2, ha dimostrato diinibire in maniera significativa il metabolismo di olanzapina. L'aumento medio della C max di olanzapina in seguito a somministrazione di fluvoxamina era del 54% nelle donne non fumatrici e del 77% negli uomini fumatori. L'aumento medio dell'AUC di olanzapina era rispettivamentedel 52% e 108%. Una dose iniziale inferiore deve essere considerata in pazienti in trattamento con fluvoxamina o altri inibitori di CYP1A2,quali ciprofloxacina. Una riduzione della dose di olanzapina deve essere presa in considerazione se viene iniziato il trattamento con un inibitore di CYP1A2. Ridotta biodisponibilita': il carbone attivo riducela biodisponibilita' di olanzapina orale del 50-60% e deve essere preso almeno due ore prima o dopo olanzapina. Fluoxetina (un inibitore diCYP2D6), singole dosi di antiacidi (alluminio, magnesio) o cimetidinanon influenzano in maniera significativa la farmacocinetica di olanzapina. Potenziali effetti di olanzapina su altri medicinali Olanzapinapuo' antagonizzare gli effetti degli agonisti diretti o indiretti della dopamina. In vitro olanzapina non inibisce i principali isoenzimi diCYP450 (ad es. 1A2, 2D6, 2C9, 2C19, 3A4). Percio' non sono previste particolari interazioni, come verificate in studi in vivo , nei quali non e' stata rilevata alcuna inibizione del metabolismo dei seguenti principi attivi: antidepressivi triciclici (metabolizzati principalmenteda CYP2D6), warfarin (CYP2C9), teofillina (CYP1A2) o diazepam (CYP3A4e 2C19). Olanzapina non ha mostrato interazioni quando somministratoin concomitanza con litio o biperidene. Il monitoraggio terapeutico dei livelli plasmatici di valproato non ha indicato la necessita' di unaggiustamento di dose di valproato dopo l'introduzione del trattamentoconcomitante con olanzapina. Attivita' generale sul SNC Si consigliacautela in pazienti che consumano alcool o in trattamento con medicinali che possono causare depressione del sistema nervoso centrale. L'usoconcomitante di olanzapina con medicinali anti-Parkinson in pazienticon malattia di Parkinson e demenza non e' raccomandato (vedere paragrafo 4.4). Intervallo QTc: si deve usare cautela quando olanzapina viene somministrata in concomitanza con medicinali che notoriamente aumentano l'intervallo QTc (vedere paragrafo 4.4).
Riassunto del profilo di sicurezza. Adulti: le reazioni avverse segnalate piu' frequentemente (osservate in >= 1% dei pazienti) associate all'uso di olanzapina negli studi clinici sono state sonnolenza, aumentodi peso, eosinofilia, elevati livelli di prolattina, colesterolo, glucosio e trigliceridi (vedere paragrafo 4.4), glicosuria, aumento dell'appetito, capogiro, acatisia, parkinsonismo, leucopenia, neutropenia (vedere paragrafo 4.4), discinesia, ipotensione ortostatica, effetti anticolinergici, aumenti transitori e asintomatici delle aminotransferasi epatiche (vedere paragrafo 4.4), eruzione cutanea, astenia, affaticamento, piressia, artralgia, fosfatasi alcalina aumentata, gammaglutammiltransferasi elevati, acido urico elevato, creatin fosfochinasi elevata ed edema. Di seguito si elenca le reazioni avverse e gli esami di laboratorio osservati nelle segnalazioni spontanee e negli studi clinici. All'interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse vengono presentate in ordine decrescente di gravita'. I termini che indicano la frequenza sono definiti come segue: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000,<1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema emolinfopoietico. Comune: eosinofilia, leucopenia^10, neutropenia^10; raro: trombocitopenia^11. Disturbi del sistema immunitario. Non comune:ipersensibilità^11. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: aumento di peso^1; comune: livelli elevati di colesterolo^2,3, livelli elevati di glucosio^4, livelli elevati di trigliceridi^2,5,glicosuria, aumento dell'appetito; non comune: sviluppo o esacerbazione del diabete occasionalmente associato a chetoacidosi o coma, inclusi alcuni casi fatali (vedere paragrafo 4.4)^11; raro: ipotermia^12. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: sonnolenza; comune: capogiro, acatisia^6, parkinsonismo^6, discinesia^6; non comune: convulsioniin cui nella maggior parte dei casi venivano segnalati un'anamnesi dicrisi epilettiche o la presenza di fattori di rischio per la comparsadi crisi epilettiche^11, distonia (inclusa oculorotazione)^11, discinesia tardiva^11, amnesia^9, disartria, balbuzie^11, sindrome delle gambe senza riposo^11; raro: sindrome maligna da neurolettici (vedere paragrafo 4.4)^12, sintomi da astinenza^7,12. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia, prolungamento dell'intervallo qtc (vedere paragrafo4.4); raro: tachicardia, ventricolare /fibrillazione, morte improvvisa(vedere paragrafo 4.4)^11. Patologie vascolari. Molto comune: ipotensione ortostatica^10; non comune: tromboembolismo (inclusa embolia polmonare e trombosi venosa profonda) (vedere paragrafo 4.2). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi^9. Patologie gastrointestinali. Comune: effetti anticolinergici lievi e transitori, inclusa costipazione e bocca secca; non comune: distensione addominale^9, ipersecrezione salivare^11; raro: pancreatiti^11. Patologie epatobiliari. Comune: aumenti transitori e asintomatici delle aminotransferasi epatiche (alt, ast), in particolare all'inizio del trattamento(vedere paragrafo 4.4); raro: epatite (incluso danno epatocellulare,colestatico o misto)^11. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea; non comune: reazione di fotosensibilità,alopecia; non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (dress). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessutoconnettivo. Comune: artralgia^9; raro: rabdomiolisi^11. Patologie renali e urinarie. Non comune: incontinenza urinaria, ritenzione urinaria, difficoltà iniziale alla minzione^11. Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali. Non nota: sindrome da astinenza neonatale (vedereparagrafo 4.6). Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella.Comune: disfunzione erettile negli uomini, diminuzione della libido nei maschi e nelle femmine; non comune: amenorrea, aumento del seno, galattorrea nelle femmine, ginecomastia/aumento del seno nei maschi; raro: priapismo^12. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sededi somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, edema, piressia^10. Esami diagnostici. Molto comune: livelli plasmatici di prolattina elevati; comune: aumento della fosfatasi alcalina^10, alti livelli di creatina fosfochinasi^11, gamma-glutammiltransferasi elevate^10, acidourico elevato^10; non comune: aumento della bilirubina totale. ^1; E'stato osservato un aumento di peso significativo in tutte le categoriedi Indice di Massa Corporea (BMI) al basale. In seguito al trattamento a breve termine (durata mediana 47 giorni), l'aumento di peso >= 7%del peso corporeo al basale e' stato molto comune (22,2%); l'aumento di peso >= 15% e' stato comune (4,2%) e quello >= 25% e' stato non comune (0,8%). I pazienti il cui peso corporeo era aumentato di un valore>=7%, >=15% e >= 25% rispetto al basale con l'esposizione a lungo termine (almeno 48 settimane) sono stati molto comuni (rispettivamente 64,4%, 31,7% e 12,3%). ^2 Gli aumenti medi dei valori dei lipidi a digiuno (colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi) sono stati maggiori nei pazienti senza evidenza di alterazione dei lipidi al basale.^3 Osservati per i livelli normali a digiuno al basale (< 5,17 mmol/l)che sono aumentati a livelli piu' elevati (>= 6,2 mmol/l). I cambiamenti nei livelli di colesterolo totale a digiuno dal limite al basale (>= 5,17 - < 6,2 mmol/l) a livelli piu' elevati (>= 6,2 mmol/l) sono stati molto comuni. ^4 Osservati per livelli normali a digiuno al basale(< 5,56 mmol/l) che sono aumentati a livelli piu' elevati (>= 7 mmol/l). I cambiamenti nel glucosio a digiuno dal limite al basale (>= 5,56- < 7 mmol/l) a livelli piu' elevati (>= 7 mmol/l) sono stati molto comuni. ^5 Osservati per livelli normali a digiuno al basale (< 1,69 mmol/l) che sono aumentati a livelli piu' elevati (>= 2,26 mmol/l). I cambiamenti nei trigliceridi a digiuno dal limite al basale (>= 1,69 mmol/l - < 2,26 mmol/l) a livelli piu' elevati (>= 2,26 mmol/l) sono stati molto comuni. ^6 Negli studi clinici, l'incidenza di Parkinson e distonia nei pazienti trattati con olanzapina e' stata numericamente piu'elevata, ma non differente in maniera statisticamente significativa rispetto alle dosi titolate di aloperidolo. In assenza di informazionidettagliate sull'anamnesi di precedenti disturbi motori extrapiramidali tardivi e acuti individuali, al momento non e' possibile concludereche olanzapina produca una minore comparsa di discinesia tardiva e/o di altre sindromi extrapiramidali tardive. ^7 Sono stati segnalati sintomi acuti, quali sudorazione, insonnia, tremore, ansia, nausea e vomito quando olanzapina viene sospesa bruscamente.
Gravidanza: non sono disponibili studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza. Le pazienti devono essere consigliate di avvertireil proprio medico se entrano in gravidanza o se stanno pianificando una gravidanza durante il trattamento con olanzapina. Cio' nonostante,poiche' l'esperienza sull'uomo e' limitata, olanzapina deve essere usata in gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio al feto. I neonati esposti agli antipsicotici (inclusa olanzapina) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali e/o da astinenza che possono variare per gravita' e durata dopo la nascita. Sono stati riferiti casi di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio o disturbo della nutrizione. Pertanto i neonati devono essere attentamente monitorati. Allattamento: in uno studio effettuato su donne sane durante il periodo di allattamento al seno, l'olanzapina e' stata escreta nel latte materno. L'esposizione media del neonato (mg/kg) allo stato stazionario e' stata stimata essere dell'1,8% della dose materna di olanzapina (mg/kg). Le madri devono essere avvertite di non allattare al seno se stanno prendendo olanzapina. Fertilita': gli effetti sulla fertilita' sono sconosciuti (vedere paragrafo 5.3per le informazioni di preclinica).
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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OLANZAPINA AURO 28 COMPRESSE 2,5MG
ANTIPSICOTICI | Compresse
MINSAN 040429033 | AUROBINDO PHARMA ITALIA Srl
OLANZAPINA AURO 28 COMPRESSE 2,5MG
Produttore: AUROBINDO PHARMA ITALIA Srl - MINSAN 040429033
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SISTEMA NERVOSOPSICOLETTICIANTIPSICOTICIDIAZEPINE, OSSAZEPINE, TIAZEPINE E OSSEPINEOLANZAPINA
Foglietto illustrativo
DENOMINAZIONE
OLANZAPINA AUROBINDO COMPRESSE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
psicolettici, diazepine, ossazepine, tiazepine e oxepine.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene 2,5 mg di olanzapina. Eccipiente con effetti noti: 45,25 mg di lattosio monoidrato. Ogni compressa contiene 5 mg diolanzapina. Eccipiente con effetti noti: 90,50 mg di lattosio monoidrato. Ogni compressa contiene 7,5 mg di olanzapina. Eccipiente con effetti noti: 135,75 mg di lattosio monoidrato. Ogni compressa contiene 10mg di olanzapina. Eccipiente con effetti noti: 181,00 mg di lattosio monoidrato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Lattosio monoidrato, crospovidone (Tipo B), idrossipropilcellulosa (basso grado di viscosita'), magnesio stearato
INDICAZIONI
Adulti: Olanzapina e' indicata per il trattamento della schizofrenia.Olanzapina e' efficace nel mantenimento del miglioramento clinico durante il proseguimento della terapia nei pazienti che hanno mostrato unarisposta iniziale al trattamento. Olanzapina e' indicata per il trattamento degli episodi maniacali da moderati a gravi. Olanzapina e' indicata per la prevenzione della recidiva in pazienti con disturbo bipolare che hanno risposto al trattamento con olanzapina per gli episodi maniacali (vedere paragrafo 5.1).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Pazienti con rischio noto di glaucoma adangolo chiuso.
POSOLOGIA
Adulti. Schizofrenia: la dose iniziale raccomandata per olanzapina e'di 10 mg/die. Episodi maniacali: la dose iniziale e' di 15 mg in singola dose giornaliera in monoterapia oppure di 10 mg al giorno in terapia di associazione (vedere paragrafo 5.1). Prevenzione della recidiva nel disturbo bipolare: la dose iniziale raccomandata e' di 10 mg/die. Per i pazienti che assumono olanzapina per il trattamento degli episodimaniacali, continuare la terapia per prevenire la recidiva alla stessa dose. In caso di un nuovo episodio maniacale, depressivo o misto, iltrattamento con olanzapina deve essere continuato (con l'ottimizzazione della dose se necessario), con una terapia supplementare per il trattamento dei sintomi dell'umore, come indicato clinicamente. Durante il trattamento per la schizofrenia, gli episodi maniacali e la prevenzione della recidiva nel disturbo bipolare, la dose giornaliera puo' essere successivamente aggiustata sulla base della condizione clinica individuale all'interno dell'intervallo 5-20 mg/die. Un aumento a una dose superiore alla dose iniziale raccomandata e' consigliato solo dopo appropriata rivalutazione clinica e generalmente deve avvenire ad intervalli di non meno di 24 ore. Olanzapina puo' essere somministrata cono senza cibo, poiche' il suo assorbimento non e' influenzato dal cibo.Quando si interrompe la terapia con olanzapina si deve considerare lariduzione graduale della dose. Popolazioni speciali. Anziani: una dose iniziale inferiore (5 mg/die) non e' indicata di routine ma deve essere considerata per i soggetti al di sopra dei 65 anni e quando giustificato da fattori clinici (vedere anche paragrafo 4.4). Compromissionedella funzione renale e/o epatica: per questi pazienti deve essere considerata una dose iniziale piu' bassa (5 mg). In caso di insufficienza epatica moderata (cirrosi, classe Child-Pugh A o B), la dose iniziale deve essere di 5 mg e deve essere aumentata solo con cautela. Fumatori di routine, la dose iniziale e l'intervallo di dose non devono essere modificati per i non fumatori rispetto ai fumatori. Il metabolismodi olanzapina puo' essere accelerato dal fumo. Si raccomanda un monitoraggio clinico e, se necessario, puo' essere considerato un aumento del dosaggio di olanzapina (vedere paragrafo 4.5). Quando e' presente piu' di un fattore che puo' causare un rallentamento del metabolismo (sesso femminile, eta' avanzata, non fumatore), si deve tenere in considerazione la riduzione della dose iniziale. In questi pazienti l'aumentoprogressivo della dose, se indicato, deve essere prudente (vedere paragrafi 4.5 e 5.2). Popolazione pediatrica: l'uso di olanzapina non e'raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta' a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull'efficacia. Negli studi a breve termine in pazienti adolescenti sono stati riferiti un maggiore aumento di peso, e alterazioni dei lipidi e della prolattina maggiori rispetto a quelli osservati nei pazienti adulti (vedere paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2).
CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.
AVVERTENZE
Durante il trattamento antipsicotico, il miglioramento della condizione clinica del paziente puo' richiedere da numerosi giorni ad alcune settimane. Durante questo periodo i pazienti devono essere attentamentemonitorati. Psicosi e/o disturbi comportamentali correlati a demenza Olanzapina non e' raccomandata per un uso nei pazienti con psicosi e/odisturbi comportamentali correlati a demenza a causa di un aumento della mortalita' e del rischio di eventi avversi cerebrovascolari. In studi clinici controllati con placebo (6-12 settimane) in pazienti anziani (eta' media 78 anni) con psicosi e/o disturbi del comportamento correlati a demenza, l'incidenza di morte nel gruppo di pazienti trattaticon olanzapina e' aumentato di 2 volte rispetto ai pazienti trattati con placebo (3,5% vs. 1,5% rispettivamente). La maggiore incidenza di morte non e' risultata associata alla dose di olanzapina (dose media giornaliera 4,4 mg) o alla durata del trattamento. I fattori di rischioche possono predisporre questa popolazione di pazienti ad aumentata mortalita' includono eta' >65 anni, disfagia, sedazione, malnutrizione edisidratazione, malattie polmonari (ad es. polmonite, con o senza aspirazione) o uso concomitante di benzodiazepine. Tuttavia l'incidenza di morte e' stata piu' elevata nei pazienti trattati con olanzapina rispetto a quelli trattati con placebo, indipendentemente dai fattori dirischio. Negli stessi studi clinici, sono stati riferiti eventi avversi cerebrovascolari (EACV, ad es. ictus, attacco ischemico transitorio), inclusi casi fatali. Gli eventi avversi cerebrovascolari sono aumentati di 3 volte nei pazienti trattati con olanzapina rispetto ai pazienti trattati con placebo (1,3% vs. 0,4% rispettivamente). Tutti i pazienti trattati con olanzapina e con placebo che hanno manifestato un evento cerebrovascolare avevano fattori di rischio precedenti. Un'eta' aldi sopra dei 75 anni e demenza di tipo vascolare/misto sono stati identificati come fattori di rischio per gli eventi avversi cerebrovascolari in associazione con il trattamento con olanzapina. L'efficacia diolanzapina non e' stata stabilita in questi studi. Malattia di Parkinson: l'uso di olanzapina non e' raccomandato nel trattamento della psicosi indotta da agonisti della dopamina in pazienti con malattia di Parkinson. Negli studi clinici, sono stati segnalati, molto comunemente epiu' frequentemente rispetto al placebo, casi di peggioramento dellasintomatologia parkinsoniana e delle allucinazioni (vedere anche paragrafo 4.8), e l'olanzapina non e' stata piu' efficace del placebo nel trattamento dei sintomi psicotici. In questi studi clinici, era richiesto che in fase iniziale i pazienti fossero mantenuti stabili con la piu' bassa dose efficace di medicinali anti-Parkinson (agonisti della dopamina) e che questo trattamento anti-Parkinson rimanesse lo stesso per medicinali e dosaggi impiegati per tutta la durata dello studio. Olanzapina era somministrata inizialmente alla dose di 2,5 mg/die e con un aumento graduale della dose fino a un massimo di 15 mg/die sulla base del giudizio dello sperimentatore. Sindrome maligna da neurolettici(SMN): la SMN e' una condizione potenzialmente pericolosa per la vitaassociata alla terapia antipsicotica. Sono stati segnalati rari casi di SMN anche in associazione con olanzapina. Le manifestazioni clinichedi SMN includono iperpiressia, rigidita' muscolare, stato mentale alterato e segni di instabilita' autonomica (polso o pressione sanguignairregolare, tachicardia, diaforesi e aritmia cardiaca). Segni aggiuntivi possono includere un aumento della creatinfosfochinasi, mioglobinuria (rabdomiolisi) e insufficienza renale acuta. Se un paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di SMN o presenta una inspiegabile febbreelevata senza altre manifestazioni cliniche della SMN, tutti i medicinali antipsicotici, inclusa olanzapina, devono essere interrotti. Iperglicemia e diabete: non comunemente sono stati segnalati casi di iperglicemia e/o sviluppo o esacerbazione del diabete, occasionalmente associati a chetoacidosi o coma, inclusi alcuni casi fatali (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi, e' stato riferito un precedente aumento di peso che puo' essere un fattore predisponente. Si consiglia un appropriato monitoraggio clinico in accordo con le linee guida utilizzate pergli antipsicotici, ad esempio la misurazione della glicemia al basale,dopo 12 settimane dall'inizio del trattamento con olanzapina e, successivamente, annualmente. I pazienti trattati con medicinali antipsicotici, inclusa olanzapina, devono essere tenuti sotto osservazione per verificare l'insorgenza di segni e sintomi di iperglicemia (quali polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza) e i pazienti con diabete mellito o con fattori di rischio per lo sviluppo del diabete mellito devonoessere monitorati regolarmente per un possibile peggioramento del controllo glicemico. Il peso deve essere monitorato regolarmente, ad esempio al basale, dopo 4,8,12 settimane dall'inizio del trattamento con olanzapina e, successivamente, ogni tre mesi. Alterazione dei lipidi: in studi clinici controllati con placebo, nei pazienti trattati con olanzapina sono state osservate alterazioni indesiderate nei lipidi (vedere paragrafo 4.8). Le alterazioni devono essere gestite in maniera clinicamente appropriata, in particolare nei pazienti dislipidemici e neipazienti con fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi lipidici.Nei pazienti trattati con qualsiasi medicinale antipsicotico, inclusaolanzapina, i livelli lipidici devono essere monitorati regolarmentein accordo con le linee guida utilizzate per gli antipsicotici ad esempio al basale, dopo 12 settimane dall'inizio del trattamento con olanzapina e successivamente, ogni 5 anni. Attivita' anticolinergica: anchese l'olanzapina ha dimostrato attivita' anticolinergica in vitro , l'esperienza durante gli studi clinici ha rivelato una bassa incidenza di eventi ad essa correlati. Tuttavia, poiche' l'esperienza clinica conolanzapina in pazienti con malattia concomitante e' limitata, si consiglia cautela nella prescrizione di olanzapina in pazienti con ipertrofia prostatica, ileo paralitico e condizioni correlate. Funzionalita'epatica: sono stati comunemente osservati aumenti transitori, asintomatici delle aminotransferasi epatiche, ALT, AST, soprattutto all'iniziodel trattamento. Si consigliano cautela e controlli periodici in pazienti con ALT e/o AST elevati, in pazienti con segni e sintomi di compromissione epatica, in pazienti con condizioni precedenti associate a riserva funzionale epatica limitata e in pazienti in trattamento con medicinali potenzialmente epatotossici. Nei casi in cui sia stata diagnosticata epatite (inclusa lesione epatica epatocellulare, colestatica omista), il trattamento con olanzapina deve essere interrotto.
INTERAZIONI
Gli studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti. Potenziali interazione che influenzano olanzapina: poiche' l'olanzapina e' metabolizzata dal CYP1A2, le sostanze che possono specificamente indurre o inibire questo isoenzima possono influenzare la farmacocinetica diolanzapina. Induzione del CYP1A2: il metabolismo di olanzapina puo' essere indotto dal fumo e dalla carbamazepina, che possono portare a concentrazioni ridotte di olanzapina. Sono stati osservati solo aumentida lievi a moderati nella clearance di olanzapina. E' probabile che leconseguenze cliniche siano limitate, ma si raccomanda il monitoraggioclinico e se necessario puo' essere preso in considerazione un aumento della dose di olanzapina (vedere paragrafo 4.2). Inibizione del CYP1A2: la fluvoxamina, un inibitore specifico di CYP1A2, ha dimostrato diinibire in maniera significativa il metabolismo di olanzapina. L'aumento medio della C max di olanzapina in seguito a somministrazione di fluvoxamina era del 54% nelle donne non fumatrici e del 77% negli uomini fumatori. L'aumento medio dell'AUC di olanzapina era rispettivamentedel 52% e 108%. Una dose iniziale inferiore deve essere considerata in pazienti in trattamento con fluvoxamina o altri inibitori di CYP1A2,quali ciprofloxacina. Una riduzione della dose di olanzapina deve essere presa in considerazione se viene iniziato il trattamento con un inibitore di CYP1A2. Ridotta biodisponibilita': il carbone attivo riducela biodisponibilita' di olanzapina orale del 50-60% e deve essere preso almeno due ore prima o dopo olanzapina. Fluoxetina (un inibitore diCYP2D6), singole dosi di antiacidi (alluminio, magnesio) o cimetidinanon influenzano in maniera significativa la farmacocinetica di olanzapina. Potenziali effetti di olanzapina su altri medicinali Olanzapinapuo' antagonizzare gli effetti degli agonisti diretti o indiretti della dopamina. In vitro olanzapina non inibisce i principali isoenzimi diCYP450 (ad es. 1A2, 2D6, 2C9, 2C19, 3A4). Percio' non sono previste particolari interazioni, come verificate in studi in vivo , nei quali non e' stata rilevata alcuna inibizione del metabolismo dei seguenti principi attivi: antidepressivi triciclici (metabolizzati principalmenteda CYP2D6), warfarin (CYP2C9), teofillina (CYP1A2) o diazepam (CYP3A4e 2C19). Olanzapina non ha mostrato interazioni quando somministratoin concomitanza con litio o biperidene. Il monitoraggio terapeutico dei livelli plasmatici di valproato non ha indicato la necessita' di unaggiustamento di dose di valproato dopo l'introduzione del trattamentoconcomitante con olanzapina. Attivita' generale sul SNC Si consigliacautela in pazienti che consumano alcool o in trattamento con medicinali che possono causare depressione del sistema nervoso centrale. L'usoconcomitante di olanzapina con medicinali anti-Parkinson in pazienticon malattia di Parkinson e demenza non e' raccomandato (vedere paragrafo 4.4). Intervallo QTc: si deve usare cautela quando olanzapina viene somministrata in concomitanza con medicinali che notoriamente aumentano l'intervallo QTc (vedere paragrafo 4.4).
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Adulti: le reazioni avverse segnalate piu' frequentemente (osservate in >= 1% dei pazienti) associate all'uso di olanzapina negli studi clinici sono state sonnolenza, aumentodi peso, eosinofilia, elevati livelli di prolattina, colesterolo, glucosio e trigliceridi (vedere paragrafo 4.4), glicosuria, aumento dell'appetito, capogiro, acatisia, parkinsonismo, leucopenia, neutropenia (vedere paragrafo 4.4), discinesia, ipotensione ortostatica, effetti anticolinergici, aumenti transitori e asintomatici delle aminotransferasi epatiche (vedere paragrafo 4.4), eruzione cutanea, astenia, affaticamento, piressia, artralgia, fosfatasi alcalina aumentata, gammaglutammiltransferasi elevati, acido urico elevato, creatin fosfochinasi elevata ed edema. Di seguito si elenca le reazioni avverse e gli esami di laboratorio osservati nelle segnalazioni spontanee e negli studi clinici. All'interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse vengono presentate in ordine decrescente di gravita'. I termini che indicano la frequenza sono definiti come segue: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000,<1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema emolinfopoietico. Comune: eosinofilia, leucopenia^10, neutropenia^10; raro: trombocitopenia^11. Disturbi del sistema immunitario. Non comune:ipersensibilità^11. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: aumento di peso^1; comune: livelli elevati di colesterolo^2,3, livelli elevati di glucosio^4, livelli elevati di trigliceridi^2,5,glicosuria, aumento dell'appetito; non comune: sviluppo o esacerbazione del diabete occasionalmente associato a chetoacidosi o coma, inclusi alcuni casi fatali (vedere paragrafo 4.4)^11; raro: ipotermia^12. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: sonnolenza; comune: capogiro, acatisia^6, parkinsonismo^6, discinesia^6; non comune: convulsioniin cui nella maggior parte dei casi venivano segnalati un'anamnesi dicrisi epilettiche o la presenza di fattori di rischio per la comparsadi crisi epilettiche^11, distonia (inclusa oculorotazione)^11, discinesia tardiva^11, amnesia^9, disartria, balbuzie^11, sindrome delle gambe senza riposo^11; raro: sindrome maligna da neurolettici (vedere paragrafo 4.4)^12, sintomi da astinenza^7,12. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia, prolungamento dell'intervallo qtc (vedere paragrafo4.4); raro: tachicardia, ventricolare /fibrillazione, morte improvvisa(vedere paragrafo 4.4)^11. Patologie vascolari. Molto comune: ipotensione ortostatica^10; non comune: tromboembolismo (inclusa embolia polmonare e trombosi venosa profonda) (vedere paragrafo 4.2). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi^9. Patologie gastrointestinali. Comune: effetti anticolinergici lievi e transitori, inclusa costipazione e bocca secca; non comune: distensione addominale^9, ipersecrezione salivare^11; raro: pancreatiti^11. Patologie epatobiliari. Comune: aumenti transitori e asintomatici delle aminotransferasi epatiche (alt, ast), in particolare all'inizio del trattamento(vedere paragrafo 4.4); raro: epatite (incluso danno epatocellulare,colestatico o misto)^11. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea; non comune: reazione di fotosensibilità,alopecia; non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (dress). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessutoconnettivo. Comune: artralgia^9; raro: rabdomiolisi^11. Patologie renali e urinarie. Non comune: incontinenza urinaria, ritenzione urinaria, difficoltà iniziale alla minzione^11. Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali. Non nota: sindrome da astinenza neonatale (vedereparagrafo 4.6). Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella.Comune: disfunzione erettile negli uomini, diminuzione della libido nei maschi e nelle femmine; non comune: amenorrea, aumento del seno, galattorrea nelle femmine, ginecomastia/aumento del seno nei maschi; raro: priapismo^12. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sededi somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, edema, piressia^10. Esami diagnostici. Molto comune: livelli plasmatici di prolattina elevati; comune: aumento della fosfatasi alcalina^10, alti livelli di creatina fosfochinasi^11, gamma-glutammiltransferasi elevate^10, acidourico elevato^10; non comune: aumento della bilirubina totale. ^1; E'stato osservato un aumento di peso significativo in tutte le categoriedi Indice di Massa Corporea (BMI) al basale. In seguito al trattamento a breve termine (durata mediana 47 giorni), l'aumento di peso >= 7%del peso corporeo al basale e' stato molto comune (22,2%); l'aumento di peso >= 15% e' stato comune (4,2%) e quello >= 25% e' stato non comune (0,8%). I pazienti il cui peso corporeo era aumentato di un valore>=7%, >=15% e >= 25% rispetto al basale con l'esposizione a lungo termine (almeno 48 settimane) sono stati molto comuni (rispettivamente 64,4%, 31,7% e 12,3%). ^2 Gli aumenti medi dei valori dei lipidi a digiuno (colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi) sono stati maggiori nei pazienti senza evidenza di alterazione dei lipidi al basale.^3 Osservati per i livelli normali a digiuno al basale (< 5,17 mmol/l)che sono aumentati a livelli piu' elevati (>= 6,2 mmol/l). I cambiamenti nei livelli di colesterolo totale a digiuno dal limite al basale (>= 5,17 - < 6,2 mmol/l) a livelli piu' elevati (>= 6,2 mmol/l) sono stati molto comuni. ^4 Osservati per livelli normali a digiuno al basale(< 5,56 mmol/l) che sono aumentati a livelli piu' elevati (>= 7 mmol/l). I cambiamenti nel glucosio a digiuno dal limite al basale (>= 5,56- < 7 mmol/l) a livelli piu' elevati (>= 7 mmol/l) sono stati molto comuni. ^5 Osservati per livelli normali a digiuno al basale (< 1,69 mmol/l) che sono aumentati a livelli piu' elevati (>= 2,26 mmol/l). I cambiamenti nei trigliceridi a digiuno dal limite al basale (>= 1,69 mmol/l - < 2,26 mmol/l) a livelli piu' elevati (>= 2,26 mmol/l) sono stati molto comuni. ^6 Negli studi clinici, l'incidenza di Parkinson e distonia nei pazienti trattati con olanzapina e' stata numericamente piu'elevata, ma non differente in maniera statisticamente significativa rispetto alle dosi titolate di aloperidolo. In assenza di informazionidettagliate sull'anamnesi di precedenti disturbi motori extrapiramidali tardivi e acuti individuali, al momento non e' possibile concludereche olanzapina produca una minore comparsa di discinesia tardiva e/o di altre sindromi extrapiramidali tardive. ^7 Sono stati segnalati sintomi acuti, quali sudorazione, insonnia, tremore, ansia, nausea e vomito quando olanzapina viene sospesa bruscamente.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non sono disponibili studi adeguati e ben controllati su donne in gravidanza. Le pazienti devono essere consigliate di avvertireil proprio medico se entrano in gravidanza o se stanno pianificando una gravidanza durante il trattamento con olanzapina. Cio' nonostante,poiche' l'esperienza sull'uomo e' limitata, olanzapina deve essere usata in gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio al feto. I neonati esposti agli antipsicotici (inclusa olanzapina) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali e/o da astinenza che possono variare per gravita' e durata dopo la nascita. Sono stati riferiti casi di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio o disturbo della nutrizione. Pertanto i neonati devono essere attentamente monitorati. Allattamento: in uno studio effettuato su donne sane durante il periodo di allattamento al seno, l'olanzapina e' stata escreta nel latte materno. L'esposizione media del neonato (mg/kg) allo stato stazionario e' stata stimata essere dell'1,8% della dose materna di olanzapina (mg/kg). Le madri devono essere avvertite di non allattare al seno se stanno prendendo olanzapina. Fertilita': gli effetti sulla fertilita' sono sconosciuti (vedere paragrafo 5.3per le informazioni di preclinica).
Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
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