PEGASYS SOTTOCUTE FIALE S...

PEGASYS SOTTOCUTE FIALE SIRINGHE 0,5ML 180MCG+AG

PHARMAAND GMBH - MINSAN 035683073

Ricetta medica ripetibile

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CODICE ATC

902875

FORMA FARMACEUTICA

SOLUZIONE INIETTABILE

CONFEZIONAMENTO

SIRINGA

CONSERVAZIONE

DA +2 A +8 GRADI, AL RIPARO DALLA LUCE, NON CONGELARE

SCADENZA

48 mesi

Proprietà

ANTINEOPLASTICI ED IMMUNOMODULATORIIMMUNOSTIMOLANTIINTERFERONIPEGINTERFERONE ALFA-2A
PEGASYS SOLUZIONE INIETTABILE IN SIRINGA PRERIEMPITA
Sostanza ad azione immunostimolante, interferoni.
Pegasys 90 microgrammi soluzione iniettabile in siringa preriempita: ciascuna siringa da 0,5 mL di soluzione contiene 90 microgrammi di peginterferone alfa-2a*. Pegasys 135 microgrammi soluzione iniettabile insiringa preriempita: ciascuna siringa da 0,5 mL di soluzione contiene135 microgrammi di peginterferone alfa-2a*. Pegasys 180 microgrammi soluzione iniettabile in siringa preriempita: ciascuna siringa da 0,5 mLdi soluzione contiene 180 microgrammi di peginterferone alfa-2a*. Ladose indica la quantita' di interferone alfa-2a, porzione del peginterferone alfa-2a senza considerare la pegilazione. *Il principio attivo,il peginterferone alfa-2a, e' un coniugato covalente della proteina interferone alfa-2a prodotta attraverso la tecnica del DNA ricombinantenell' Escherichia coli e coniugata con bis-[monometossi polietilenglicole]. La potenza di questo medicinale non deve essere confrontata conquella di un'altra proteina pegilata o non-pegilata della stessa classe terapeutica. Per ulteriori informazioni, vedere paragrafo 5.1. Eccipienti con effetti noti: ciascuna siringa preriempita da 0,5 mL contiene 5 mg di alcol benzilico; ciascuna siringa preriempita da 0,5 mL contiene 0,025 mg di polisorbato 80. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Sodio cloruro, polisorbato 80, alcol benzilico, sodio acetato, acido acetico, acqua per preparazioni iniettabili.
Policitemia vera: Pegasys e' indicato in monoterapia negli adulti peril trattamento della policitemia vera. Trombocitemia essenziale: Pegasys e' indicato in monoterapia negli adulti per il trattamento della trombocitemia essenziale. Epatite cronica B. Pazienti adulti: Pegasys e'indicato per il trattamento dell'epatite cronica B (CHB), in pazientiadulti positivi o negativi per l'antigene dell'envelope (HBeAg)-, conmalattia epatica compensata ed evidenza di replicazione virale, con livelli di alanina aminotrasferasi (ALT) aumentati e infiammazione e/ofibrosi epatica istologicamente confermata (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Pazienti in eta' pediatrica di eta' uguale o superiore ai 3 anni: Pegasys e' indicato per il trattamento della CHB HBeAg-positiva in bambini e adolescenti non cirrotici di eta' uguale o superiore ai 3 anni con evidenza di replicazione virale e innalzamenti persistenti dei livelli sierici di ALT. Per quanto riguarda la decisione di iniziare il trattamento in pazienti in eta' pediatrica, vedere paragrafi 4.2, 4.4 e5.1. Epatite cronica C. Pazienti adulti: Pegasys e' indicato in associazione con altri medicinali per il trattamento dell'epatite cronica C(CHC) in pazienti con malattia epatica compensata (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1). Per l'attivita' specifica per genotipo dell'epatite C (HCV), vedere paragrafi 4.2 e 5.1. Pazienti in eta' pediatrica dai 5 anni di eta': Pegasys, in associazione con ribavirina, e' indicato per il trattamento della CHC in pazienti naive, bambini e adolescenti dai 5anni di eta' in su, positivi per HCV-RNA sierico. La decisione di iniziare un trattamento durante l'infanzia deve considerare l'inibizionedella crescita indotta dalla terapia di associazione. La reversibilita' dell'inibizione della crescita e' incerta. La decisione di trattareo meno deve essere presa caso per caso (vedere paragrafo 4.4).
Ipersensibilita' al principio attivo, agli interferoni alfa o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Anamnesi o presenza di malattie autoimmuni. Malattia tiroidea preesistente, salvo quando possa essere controllata mediante trattamento convenzionale. Disfunzione epatica severa o cirrosi epatica scompensata. Anamnesi di pregressa malattia cardiaca severa, compresa malattia cardiaca instabile o non controllata nei sei mesi precedenti (vedere paragrafo 4.4). Pazienticon HIV-HCV che presentino cirrosi e punteggio di Child-Pugh >= 6, salvo se dovuto a iperbilirubinemia indiretta causata da medicinali quali atazanavir e indinavir. Associazione con telbivudina (vedere paragrafo 4.5). Neonati e bambini fino a 3 anni, per la presenza di alcol benzilico come eccipiente (vedere paragrafo 4.4 per l'alcol benzilico). Nei pazienti pediatrici, in presenza o con un'anamnesi di disturbi psichiatrici, in particolare depressione grave, ideazione suicidaria o tentativo di suicidio.
Il trattamento deve essere iniziato solo da un medico con esperienza nel trattamento dei pazienti con policitemia vera, trombocitemia essenziale, o epatite B o C. Fare riferimento anche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei medicinali che sono utilizzati in combinazione con Pegasys. La monoterapia per l'epatite C deve essere presa inconsiderazione solo in caso di controindicazione ad altri medicinali.Posologia. Policitemia vera e trombocitemia essenziale - pazienti adulti: la dose deve essere titolata individualmente, con una dose iniziale raccomandata di 45 microgrammi una volta alla settimana per via sottocutanea. La dose deve essere aumentata gradualmente di 45 microgrammiogni mese fino a raggiungere la stabilizzazione dei parametri ematologici. La dose puo' essere adattata e/o l'intervallo di somministrazione prolungato, come appropriato per il paziente. Per la policitemia vera, la stabilizzazione dei parametri ematologici e' definita come ematocrito (HCT) < 45% senza flebotomia, piastrine <= 400x10^9/L, e leucociti < 10x10^9/L. Per la trombocitemia essenziale, la stabilizzazione dei parametri ematologici e' definita come piastrine <= 400x10^9/L, leucociti < 10x10^9/L. La massima dose singola raccomandata e' di 180 microgrammi iniettati una volta a settimana per via sottocutanea. Se durante la terapia si sviluppano reazioni avverse, la dose somministrata deve essere ridotta o il trattamento interrotto temporaneamente fino all'attenuazione delle reazioni avverse; inoltre, il trattamento deve essere riavviato con una dose inferiore a quella che ha provocato le reazioni avverse (vedere paragrafo 4.4). Se si osserva un aumento dei parametri ematologici (HCT, piastrine, leucociti), la dose e/o l'intervallo di dosaggio devono essere adattati individualmente. Epatite cronicaB- pazienti adulti: la dose e la durata di Pegasys raccomandati per iltrattamento della CHB, sia HBeAg-positiva che HBeAg-negativa, e' 180microgrammi una volta alla settimana per 48 settimane. Per informazioni sui valori predittivi della risposta al trattamento, vedere paragrafo 5.1. Epatite cronica C - pazienti adulti. Pazienti adulti mai trattati in precedenza: la dose raccomandata di Pegasys e' 180 microgrammi una volta alla settimana sia in associazione con ribavirina orale sia come monoterapia. La dose di ribavirina da usare in associazione con Pegasys e' riportata di seguito. La dose di ribavirina deve essere somministrata a stomaco pieno. Durata del trattamento - duplice terapia conPegasys e ribavirina: la durata della terapia di associazione con ribavirina per la CHC dipende dal genotipo virale. I pazienti infettati dall'HCV con genotipo 1 che hanno HCV RNA rilevabile alla settimana 4,indipendentemente dalla carica virale pre-trattamento devono essere trattati per 48 settimane. Il trattamento per 24 settimane puo' essere preso in considerazione per i pazienti con infezione da genotipo 1 e bassa carica virale (LVL) (<= 800 000 UI/mL) al basale o da genotipo 4 che diventano HCV RNA negativi alla settimana 4 di trattamento e rimangono HCV RNA negativi alla settimana 24. Tuttavia, il trattamento delladurata complessiva di 24 settimane puo' essere associato ad un piu' alto rischio di ricaduta rispetto ad un trattamento della durata di 48settimane (vedere paragrafo 5.1). In questi pazienti, la tollerabilita' alla terapia di associazione e fattori prognostici aggiuntivi, comeil grado di fibrosi, devono essere presi in considerazione quando si decide la durata del trattamento. Una riduzione della durata del trattamento in pazienti con infezione da genotipo 1 e alta carica virale (HVL) (> 800 000 UI/mL) al basale, che diventano HCV RNA negativi alla settimana 4 di trattamento e rimangono HCV RNA negativi alla settimana 24, deve essere presa in considerazione con molta cautela dal momento che i limitati dati disponibili suggeriscono che questo puo' avere un impatto significativamente negativo sulla risposta virologica sostenuta. I pazienti che presentano un'infezione da HCV di genotipo 2 o 3 e che mostrano livelli rilevabili di HCV-RNA alla settimana 4, indipendentemente dalla carica virale pre-trattamento, devono ricevere 24 settimane di terapia. Un trattamento di 16 settimane puo' essere preso in considerazione in pazienti selezionati che presentano un'infezione con genotipo 2 o 3 con LVL (<= 800 000 UI/mL) al basale, che diventano HCV-negativi entro la settimana 4 di trattamento e rimangono HCV-negativi entro la settimana 16. Un trattamento della durata totale di 16 settimane puo' essere associato ad una minor possibilita' di risposta ed e' associato ad un piu' alto rischio di recidiva rispetto a un trattamentodella durata di 24 settimane (vedere paragrafo 5.1). In questi pazienti devono essere presi in considerazione, quando si valutano scostamenti dalla durata standard del trattamento (24 settimane), la tollerabilita' della terapia di associazione e la presenza di ulteriori fattoriclinici o prognostici, quale il grado della fibrosi. Deve essere considerata con maggior cautela la riduzione della durata del trattamento in pazienti infettati con genotipo 2 o 3 con HVL (> 800 000 UI/mL) al basale, che diventano HCV-negativi entro la settimana 4, in quanto questa puo' avere un impatto significativamente negativo sulla risposta virologica sostenuta (SVR). I dati disponibili per i pazienti infettaticon genotipo 5 o 6 sono limitati; pertanto e' raccomandata una terapiadi associazione con 1 000/1 200 mg di ribavirina per 48 settimane. Dosi raccomandate per la terapia di associazione per pazienti adulti conepatite cronica. Genotipo 1 lvl con rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: <75 kg = 1 000 mg, >=75 kg = 1 200 mg; durata: 24 settimane o 48 settimane. Genotipo 1 hvl con rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: <75 kg = 1 000 mg, >=75 kg = 1200 mg; durata: 48 settimane. Genotipo 4 con rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: <75 kg = 1 000 mg, >=75 kg = 1 200mg; durata: 24 settimane o 48 settimane. Genotipo 1 o 4 senza rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: <75 kg = 1 000 mg,>=75 kg = 1 200 mg; durata: 48 settimane. Genotipo 2 o 3 senza rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: 800 mg; durata: 24settimane. Genotipo 2 o 3 lvl con rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: 800 mg; durata: 16 settimane o 24 settimane. Genotipo 2 o 3 hvl con rvr; dose di pegasys: 180 microgrammi; dose di ribavirina: 800 mg; durata: 24 settimane.
Conservare in frigorifero (2 gradi C. - 8 gradi C). Non congelare. Tenere la siringa preriempita nell'imballaggio esterno per proteggere ilmedicinale dalla luce.
Sistema Nervoso Centrale (SNC) e sintomatologia psichiatrica: duranteil trattamento con Pegasys ed anche nel periodo di follow-up di 6 mesidopo il termine del trattamento, in alcuni pazienti sono stati osservati eventi avversi gravi a carico del SNC, in particolare depressione,ideazione suicidaria e tentativo di suicidio. Altri eventi avversi acarico del SNC, tra cui comportamento aggressivo (talvolta diretto verso altre persone, come pensiero omicida), disturbo bipolare, mania, confusione e alterazioni dello stato mentale, sono stati osservati con gli interferoni alfa. Tutti i pazienti devono essere monitorati attentamente in caso di qualsiasi segno o sintomo di disturbi psichiatrici. In caso si manifestino sintomi di disturbi psichiatrici, deve essere tenuta in considerazione da parte del medico la potenziale gravita' di questi effetti indesiderati e deve essere considerata la necessita' diun'adeguata gestione terapeutica. Se i sintomi psichiatrici persistonoo peggiorano, o si manifesta ideazione suicidaria, si raccomanda di interrompere la terapia con Pegasys e di monitorare il paziente con unadeguato intervento di tipo psichiatrico. Pazienti con presenza o storia di gravi affezioni psichiatriche: qualora il trattamento con Pegasys sia ritenuto necessario in pazienti che presentino o abbiano avuto una storia di gravi affezioni psichiatriche, esso deve essere iniziatosoltanto a seguito di una adeguata diagnosi individuale e del trattamento dell'affezione psichiatrica in questione. L'uso di Pegasys in bambini e adolescenti in presenza di un'anamnesi di gravi disturbi psichiatrici e' controindicato (vedere paragrafo 4.3). Pazienti che fanno uso/abuso di sostanze stupefacenti: i pazienti con infezione da HCV che hanno un disturbo concomitante di abuso di sostanze (alcol, cannabis, ecc) hanno un aumentato rischio di sviluppare disturbi psichiatrici o esacerbazione di disturbi psichiatrici gia' esistenti quando vengono trattati con interferone alfa. Se il trattamento con interferone alfa viene ritenuto necessario in questi pazienti, la presenza di comorbilita' psichiatriche e il potenziale di uso di altre sostanze deve essere attentamente valutato e adeguatamente gestito prima di iniziare la terapia. Se necessario, un approccio interdisciplinare che includa un assistente sanitario d'igiene mentale o uno specialista di tossicodipendenze deve essere preso in considerazione per valutare, trattare e seguire il paziente. I pazienti devono essere attentamente monitorati durante la terapia e anche dopo l'interruzione del trattamento. Si raccomanda un intervento precoce in caso di ricomparsa o di sviluppo di disturbi psichiatrici e utilizzo di sostanze stupefacenti. Crescita e sviluppo (bambini e adolescenti): durante la terapia con Pegasys +/- ribavirina fino a 48 settimane nei pazienti con eta' compresa tra i 3 e i 17 anni, sono comuni la perdita di peso e l'inibizione della crescita (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Il beneficio atteso dal trattamento deve essere attentamente valutato alla luce degli eventi avversi osservati inbambini ed adolescenti nel corso degli studi clinici caso per caso (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). E' importante considerare che la terapia con Pegasys +/- ribavirina induce un'inibizione della crescita durante il trattamento, la cui reversibilita' e' incerta. Il rischio di inibizione della crescita deve essere valutato considerando le caratteristiche della malattia del bambino, quali evidenza di progressione di malattia (specialmente la fibrosi), co-morbilita' che possono influenzare negativamente la progressione di malattia (come la co-infezione da HIV),cosi' come fattori prognostici di risposta per l'infezione da HBV principalmente il genotipo di HBV e i livelli di ALT; per l'infezione daHCV principalmente il genotipo di HCV e i livelli di HCV-RNA) (vedereparagrafo 5.1). Quando possibile, il bambino deve essere trattato al completamento dello sviluppo puberale, per ridurre il rischio di inibizione della crescita. Non ci sono dati relativi a effetti a lungo termine sullo sviluppo sessuale. Tracciabilita': al fine di migliorare la tracciabilita' dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati. Testdi laboratorio prima e durante il trattamento: prima di iniziare la terapia con Pegasys, e' raccomandata per tutti i pazienti l'esecuzionedi test di laboratorio standard ematologici e biochimici. Per iniziareil trattamento possono essere considerati come valori basali i seguenti: conta piastrinica >= 90 000 cellule/mm^3; CAN >= 1 500 cellule/mm^3; funzionalita' tiroidea adeguatamente controllata (TSH e T4). I testematologici devono essere ripetuti dopo 2 e 4 settimane e quelli biochimici devono essere effettuati dopo 4 settimane. Ulteriori test devono essere effettuati periodicamente durante la terapia (compreso il monitoraggio del glucosio). Negli studi clinici il trattamento con Pegasys e' stato associato ad una diminuzione sia dei globuli bianchi totali(WBC) sia della CAN, che inizia di solito entro le prime 2 settimanedi trattamento (vedere paragrafo 4.8). Dopo 8 settimane di terapia ulteriori diminuzioni si sono verificate raramente. La diminuzione dellaCAN e' risultata reversibile dopo la riduzione della dose o l'interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.2), raggiungendo valori normalientro 8 settimane nella maggior parte dei pazienti e ritornando a valori basali in tutti i pazienti dopo circa 16 settimane. Il trattamentocon Pegasys e' stato associato a diminuzioni nella conta piastrinica,che e' ritornata a livelli pre-trattamento nel periodo di osservazione successivo al trattamento (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi, puo' essere necessaria una modificazione della dose (vedere paragrafo 4.2). La comparsa di anemia (emoglobina <10 g/dL) e' stata osservata fino al 15% dei pazienti affetti da CHC in studi clinici sul trattamentodi associazione con Pegasys e ribavirina. La frequenza dipende dalla durata del trattamento e dalla dose di ribavirina (vedere paragrafo 4.8). Il rischio di sviluppare anemia e' maggiore nella popolazione femminile. Deve essere usata cautela quando si somministra Pegasys in associazione con altri farmaci potenzialmente mielosoppressivi. In letteratura sono stati riportati casi di pancitopenia e di soppressione midollare entro 3 - 7 settimane dopo la somministrazione di peginterferone eribavirina in associazione ad azatioprina. Tale mielotossicita' risultava reversibile entro 4 - 6 settimane dalla sospensione della terapiaantivirale anti-HCV associata ad aziatioprina e non si ripresentava dopo la reintroduzione di entrambe le terapie singolarmente (vedere paragrafo 4.5).
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti. La somministrazione di Pegasys 180 microgrammi una volta alla settimana per 4settimane in soggetti maschi sani non ha evidenziato alcun effetto suiprofili farmacocinetici di mefentoina, dapsone, debrisochina e tolbutamide; cio' suggerisce che Pegasys non ha effetti sull'attivita' metabolica in vivo degli isoenzimi 3A4, 2C9, 2C19 e 2D6 del citocromo P450.Nello stesso studio, e' stato osservato un aumento del 25% nell'AUC della teofillina (marker dell'attivita' del citocromo P450 1A2) e questo dimostra che Pegasys e' un inibitore dell'attivita' del citocromo P450 1A2. Le concentrazioni sieriche di teofillina devono essere monitorate e occorre prevedere un appropriato aggiustamento della dose di teofillina in pazienti che assumono contemporaneamente teofillina e Pegasys. L'interazione tra teofillina e Pegasys e' probabilmente massima dopo piu' di 4 settimane di terapia con Pegasys. Pazienti monoinfetti davirus HCV e pazienti monoinfetti da virus HBV: in uno studio di farmacocinetica su 24 pazienti con infezione da HCV che ricevevano in concomitanza una terapia di mantenimento con metadone (dose mediana 95 mg;range 30 mg-150 mg), il trattamento con Pegasys 180 microgrammi s.c. una volta alla settimana per 4 settimane era associato a livelli medi di metadone che erano dal 10 al 15% piu' elevati rispetto al basale. Ilsignificato clinico di questa condizione e' sconosciuto; tuttavia i pazienti devono essere monitorati per la comparsa di segni e sintomi ditossicita' da metadone. Specialmente in pazienti ad alte dosi di metadone, si deve considerare il rischio di un allungamento dell'intervallo QT. La ribavirina, essendo dotata di un effetto inibitorio sull'inosina monofosfato deidrogenasi, puo' interferire con il metabolismo dell'azatioprina comportando possibilmente un accumulo di 6-metiltioinosina monofosfato (6-MTIMP), che e' stato associato a mielotossicita' in pazienti trattati con azatioprina. L'utilizzo di peginterferone alfa-2ae ribavirina in associazione ad azatioprina deve essere evitato. In casi singoli, dove il beneficio della somministrazione contemporanea diribavirina e azatioprina supera i rischi potenziali, e' raccomandatoche venga effettuato uno stretto monitoraggio ematologico durante l'uso concomitante di azatioprina, per identificare i segni di mielotossicita'; in questo caso il trattamento con questi medicinali deve essereinterrotto (vedere paragrafo 4.4). I risultati da sottostudi di farmacocinetica dei trial pivotal di fase III non hanno dimostrato interazioni farmacocinetiche tra Pegasys e lamivudina in pazienti affetti da HBV o tra Pegasys e ribavirina in pazienti affetti da HCV. Uno studio clinico che ha valutato l'associazione di telbivudina 600 mg al giorno con interferone pegilato alfa-2a 180 microgrammi una volta alla settimana per via sottocutanea per il trattamento dell'HBV, indica che la combinazione e' associata ad un aumentato rischio di sviluppare neuropatia periferica. Il meccanismo alla base di questi eventi non e' noto; quindi la co-somministrazione di telbivudina e altri interferoni (pegilati o standard) puo' anche comportare un rischio eccessivo. Inoltre, ilbeneficio dell'associazione di telbivudina con interferone alfa (pegilato o standard) non e' attualmente stabilito. Pertanto, l'associazione di Pegasys con telbivudina e' controindicata (vedere paragrafo 4.3).Pazienti con coinfezione da HIV-HCV: non e' stata osservata alcuna evidenza apparente di interazioni farmacologiche in 47 pazienti con coinfezione da HIV-HCV che hanno completato un sottostudio farmacocineticodella durata di 12 settimane allo scopo di esaminare l'effetto dellaribavirina sulla fosforilazione intracellulare di alcuni inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (lamivudina e zidovudina o stavudina). Tuttavia, dato l'elevato grado di variabilita', gli intervalli di confidenza risultavano piuttosto ampi. L'esposizione plasmatica della ribavirina non sembrava influenzata dalla somministrazione concomitante degli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI). Lasomministrazione concomitante di ribavirina e didanosina non e' raccomandata. L'esposizione a didanosina o al suo metabolita attivo (dideossiadenosina 5'-trifosfato) aumenta in vitro in caso di somministrazione concomitante di ribavirina. In seguito all'uso di ribavirina, sono stati segnalati casi di insufficienza epatica fatale e di neuropatia periferica, pancreatite ed iperlattacidemia sintomatica/acidosi lattica.E' stato riportato un peggioramento dell'anemia dovuto alla ribavirina quando la zidovudina e' parte del regime utilizzato per trattare l'HIV, sebbene l'esatto meccanismo debba ancora essere chiarito. L'uso concomitante di ribavirina e zidovudina non e' raccomandato a causa di un aumentato rischio di anemia (vedere paragrafo 4.4). Occorre prenderein considerazione la possibilita' di sostituire la zidovudina in un regime di associazione alla terapia antiretrovirale se questo e' gia' in corso. Questo e' particolarmente importante in pazienti con anamnesidi anemia indotta da zidovudina.
Riassunto del profilo di sicurezza. Policitemia vera e trombocitemia essenziale: i risultati degli studi clinici e delle analisi retrospettive in pazienti con policitemia vera e trombocitemia essenziale non hanno rivelato ulteriori effetti indesiderati rispetto a quelli osservatinei pazienti con CHB o CHC, e riportati in seguito. Gli effetti indesiderati piu' frequenti sono sintomi simil-influenzali, reazioni al sito di iniezione, neuropatie sensoriali periferiche, disturbi della vista, depressione di grado 1/2, leucopenia, aumento delle transaminasi epatiche ASAT, ipertensione, affaticamento, linfopenia, anemia e linfocitopenia, diarrea, nausea, cefalea, dolore muscoloscheletrico, tossicita' cutanea, astenia, e sintomi gastrointestinali. Epatite Cronica B inpazienti adulti: nelle sperimentazioni cliniche che prevedevano 48 settimane di trattamento e 24 settimane di follow-up, il profilo di sicurezza di Pegasys nella CHB e' risultato simile a quello osservato nella CHC. Fatta eccezione per la piressia, la frequenza della maggior parte delle reazioni avverse segnalate si e' rivelata notevolmente inferiore nei pazienti affetti da CHB trattati con Pegasys in monoterapia rispetto ai pazienti affetti da CHC trattati con Pegasys in monoterapia.Durante gli studi, l'88% dei pazienti trattati con Pegasys e il 53% di quelli appartenenti al gruppo di confronto lamivudina hanno manifestato eventi avversi, mentre il 6% e il 4% dei pazienti trattati rispettivamente con Pegasys e lamivudina hanno sviluppato eventi avversi gravi. Il 5% dei pazienti ha abbandonato la terapia con Pegasys a causa dieventi avversi o anomalie di laboratorio, mentre meno dell'1% dei pazienti ha cessato il trattamento con lamivudina per le stesse ragioni.Il tasso di abbandono dei pazienti con cirrosi e' risultato simile a quello riscontrato nella popolazione globale in ciascun gruppo di trattamento. Epatite cronica C in pazienti adulti: la frequenza e la gravita' delle reazioni avverse piu' comunemente segnalate con Pegasys sonosimili a quelle segnalate con interferone alfa-2a. Le reazioni avversepiu' frequentemente segnalate con Pegasys 180 microgrammi erano per la maggior parte di gravita' da lieve a moderata ed erano trattabili senza dover modificare le dosi o sospendere la terapia. Epatite cronicaC in pazienti precedentemente non responsivi Nel complesso il profilodi sicurezza di Pegasys in associazione con ribavirina in pazienti precedentemente non responsivi e' stato simile a quello dei pazienti maitrattati in precedenza. In uno studio clinico condotto su pazienti nonresponsivi a una precedente terapia con interferone alfa-2b pegilato/ribavirina, che ha esposto i pazienti a 48 o 72 settimane di trattamento, la frequenza della sospensione del trattamento per eventi avversio anomalie di laboratorio derivanti dal trattamento con Pegasys e ribavirina e' stata rispettivamente del 6% e del 7% nel braccio di trattamento per 48 settimane e rispettivamente del 12% e 13% nel braccio di trattamento per 72 settimane. Analogamente, per i pazienti con cirrosio transizione a cirrosi, la frequenza della sospensione del trattamento con Pegasys e ribavirina e' stata piu' elevata nei bracci di trattamento di 72 settimane (13% e 15%) rispetto ai bracci di trattamento di48 settimane (6% e 6%). I pazienti che si erano ritirati dalla precedente terapia con interferone pegilato alfa-2b/ribavirina per tossicita'ematologica sono stati esclusi dallo studio. In un altro studio clinico i pazienti non responsivi con fibrosi avanzata o cirrosi (punteggiodi Ishak di 3-6) e una bassa conta piastrinica al basale (50 000 cellule/mm^3) sono stati trattati per 48 settimane. Le anomalie ematologiche evidenziate da test di laboratorio che si sono osservate nel corsodelle prime 20 settimane dello studio includevano anemia (il 26% dei pazienti ha manifestato un livello dell'emoglobina <10 g/dL), neutropenia (il 30% ha manifestato un valore di CAN <750 cellule/mm^3) e trombocitopenia (il 13% ha manifestato una conta piastrinica <50 000 cellule/mm^3) (vedere paragrafo 4.4). Epatite cronica C e co-infezione da HIV: in pazienti con coinfezione da HIV-HCV, i profili clinici di reazione avversa riportati in seguito al trattamento con Pegasys, in monoterapia o in associazione con ribavirina, erano simili a quelli osservatiin pazienti monoinfettati da HCV. Nei pazienti affetti da HIV-HCV trattati con Pegasys in associazione con ribavirina altri effetti indesiderati sono stati riportati in >= 1% fino a <= 2% dei pazienti: iperlattacidemia/acidosi lattica, influenza, polmonite, labilita' emotiva, apatia, tinnito, dolore faringolaringeo, cheilite, lipodistrofia acquisita e cromaturia. Il trattamento con Pegasys e' stato associato ad unadiminuzione della conta assoluta delle cellule CD4+ nelle prime 4 settimane, non accompagnata da una riduzione della percentuale di celluleCD4+. La diminuzione della conta delle cellule CD4+ era reversibile aseguito della riduzione della dose o della sospensione della terapia.L'impiego di Pegasys non ha avuto alcun impatto negativo osservabile sul controllo della viremia dell'HIV sia durante la terapia che al follow-up. Dati limitati sulla sicurezza sono disponibili per quanto riguarda i pazienti coinfettati con conta delle cellule CD4+ < 200/mcL. Lista delle reazioni avverse: riassume gli effetti indesiderati segnalaticon Pegasys in monoterapia in pazienti adulti affetti da epatite cronica B o epatite cronica C e con Pegasys in associazione con ribavirinaper pazienti con epatite cronica C. Gli effetti indesiderati riportati negli studi clinici sono raggruppati in accordo alla frequenza comesegue: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1 000, < 1/100), raro (>= 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000). Per report spontanei di effetti indesiderati provenienti dall'esperienza post-marketing, la frequenza e' non nota (a frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ciascun raggruppamento per frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di severita'. Effetti indesiderati riportaticon Pegasys in monoterapia o in associazione con ribavirina negli studi clinici o nell'esperienza Post-Marketing. Infezioni ed infestazioni.Comune: bronchite infezione delle vie aeree superiori, candidosi orale, herpes simplex, infezioni micotiche, virali e batteriche; non comune: polmonite, infezione cutanea; raro: endocardite, otite esterna; frequenza non nota: sepsi.
Gravidanza: non vi sono o sono limitati i dati derivati dall'uso del peginterferone alfa-2a in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva (vedere paragrafo5.3). Il rischio potenziale per l'uomo non e' noto. Pegasys deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se il possibile beneficio giustifica il rischio potenziale per il feto. Allattamento: non e' noto semetaboliti di peginterferone alfa-2a vengano escreti nel latte materno. A causa di potenziali reazioni avverse nei neonati durante l'allattamento, l'allattamento deve essere interrotto prima dell'inizio del trattamento. Fertilita': non ci sono dati sugli effetti di peginterferone alfa-2a sulla fertilita' nelle donne. Si e' osservato un prolungamento del ciclo mestruale con peginterferone alfa-2a nelle femmine di scimmia (vedere paragrafo 5.3). Uso con ribavirina: sono stati dimostratisignificativi effetti teratogenici e/o embriocidi in tutte le specieanimali esposte a ribavirina. La terapia con ribavirina e' controindicata nella donne in stato di gravidanza. Deve essere prestata estrema cautela per evitare gravidanze nelle pazienti o nelle compagne di pazienti maschi che assumono Pegasys in associazione con ribavirina. Le pazienti di sesso femminile in eta' fertile devono usare un contraccettivo efficace durante il trattamento e per 4 mesi dopo aver portato a termine il trattamento. I pazienti di sesso maschile o le loro partner devono usare un contraccettivo efficace durante il trattamento e per 7 mesi dopo aver portato a termine il trattamento. Fare riferimento all'RCP della ribavirina.
  • Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
  • Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.