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PLATAMINE EV 1FL 50MG

Produttore: PFIZER ITALIA SRL
FARMACO DI CLASSE C
USO OSPEDALIERO
Prezzo:

DENOMINAZIONE

PLATAMINE POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antineoplastici - composti del platino.

PRINCIPI ATTIVI

Cisplatino 10 - 25 - 50 mg.

ECCIPIENTI

Sodio cloruro, mannitolo.

INDICAZIONI

Ha dimostrato elevata attivita' antitumorale sia come singolo agente,sia in combinazione con altri farmaci antitumorali specialmente nei tumori del testicolo e dell'ovaio. Usato in polichemioterapia si e' dimostrato efficace contro altri tumori solidi: carcinoma della testa e del collo, della prostata e della vescica. Dati preliminari indicano che e' attivo anche nei sarcomi, linfomi, cancro polmonare, cancro esofageo,cancro della tiroide, neuroblastoma e melanoma maligno.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Pazienti con storia di reazioni allergiche al cisplatino o ad altri medicinali contenenti platino o ad un componente della formulazione. Pazienti con mielosoppressione, in pazienti disidratati e quelli con precedenti problemi di disfunzione renale o con problemi all'udito in quanto cisplatino e' nefrotossico e neurotossico (in particolare ototossico) e durante la gravidanza o l'allattamento. Tali tossicita' possono essere cumulative se queste problematiche sono pre-esistenti la somministrazione. Le pazienti che assumono cisplatino non devono allattare. La contemporanea somministrazione di vaccino per la febbre gialla e' controindicata.

POSOLOGIA

Quando usato in monochemioterapia i due schemi piu' comunemente seguiti prevedono l'iniezione endovenosa, preferibilmente per infusione lenta (6 ore), di una dose unica di 50-100 mg/m 2 ogni 3-4 settimane, oppure di 15-20 mg/m^2 al giorno per 5 giorni consecutivi ogni 3-4 settimane. Nei pazienti con ridotta funzionalita' renale o depressione midollare si useranno dosi piu' basse. Nel caso di impiego in associazione con altri farmaci antitumorali, le dosi devono essere opportunamente vagliate. Deve essere disciolto in acqua per preparazioni iniettabili in modo da ottenere una soluzione contenente 1 mg/ml di farmaco: tale soluzione deve essere diluita in almeno 500 ml di soluzione fisiologicasalina. Viene somministrato dopo idratazione del paziente per ridurrela nefrotossicita'. Diversi autori hanno impiegato a questo scopo anche il mannitolo per infusione. Il paziente puo' essere idratato con una infusione intravenosa di 2 litri di glucosio al 5% in soluzione salina da 1/2 a 1/3 Normale, per 2-4 ore. E' consigliabile continuare una adeguata idratazione per tutte le 24 ore successive alla somministrazione del farmaco. La quantita' totale di liquidi da introdurre per ognisingolo trattamento, varia a seconda della modalita' di somministrazione. Durante la fleboclisi, il flacone deve essere mantenuto al riparodalla luce. Poiche' a contatto con l'alluminio si degrada, non si devono usare apparecchiature contenenti tale metallo.

CONSERVAZIONE

Le soluzioni ricostituite possono essere conservate per 24 ore a temperatura ambiente e al riparo dalla luce. Le soluzioni poste in ambiente freddo possono dar luogo a precipitati.

AVVERTENZE

Deve essere somministrato sotto il controllo del medico specialista in chemioterapia antitumorale, esclusivamente in centri specializzati eopportunamente attrezzati. Il cisplatino reagisce con l'alluminio performare un precipitato nero di platino. Tutti i set per infusione, aghi, cateteri e siringhe contenenti alluminio devono essere evitati. Deve essere somministrato sotto stretto controllo di un medico qualificato, specialista nell'uso di agenti chemioterapici. Un controllo e una gestione appropriata del trattamento e delle sue complicazioni sono possibili solo a fronte di una diagnosi adeguata e di esatte condizioni di impiego. Nefrotossicita': prima dell'inizio della terapia e ad ogniciclo e' necessario valutare la funzionalita' renale mediante controlli di azotemia, creatininemia e, in particolare, della clearance dellacreatinina. E' opportuno inoltre controllare la diuresi e la concentrazione degli elettroliti del siero, compresa la magnesiemia. La tossicita' renale si aggrava con il ripetersi dei cicli di trattamento. La funzionalita' renale deve ritornare alla norma prima di somministrare la dose successiva. Al fine di minimizzare il rischio di nefrotossicita', si consiglia di idratare il paziente prima e dopo il trattamento. Il cisplatino causa grave nefrotossicita' cumulativa. Un'escrezione di urina di 100 ml/h o maggiore tende a minimizzare la nefrotossicita' dicisplatino. Questo si puo' realizzare con un'idratazione preventiva di 2 litri di un'appropriata soluzione endovenosa, e da una simile idratazione post infusione (si raccomandano 2500 ml/m^2/24h). Se l'idratazione massiccia e' insufficiente a mantenere adeguata l'escrezione di urina, puo' essere somministrato un diuretico osmotico. Neuropatie: sono stati segnalati casi gravi di neuropatie. Queste neuropatie possono essere irreversibili e possono manifestarsi con parestesia, areflessiae perdita propriocettiva e una sensazione di vibrazioni. E' stata riportata anche la perdita della funzione motoria. Un esame neurologico deve essere effettuato ad intervalli regolari. Ototossicita': dosi elevate possono essere ototossiche; e' consigliabile valutare la capacita'uditiva prima e a intervalli regolari durante la terapia. Ototossicita' e' stata osservata fino al 31% dei pazienti trattati con una singola dose di cisplatino di 50 mg/m^2, e si manifesta con tinnito e/o perdita dell'udito nella gamma di frequenza elevata (da 4000 a 8000Hz). Occasionalmente si puo' verificare una diminuzione della capacita' di percepire i toni di una conversazione. L'effetto ototossico puo' essere piu' pronunciato nei bambini che ricevono cisplatino. La perdita dell'udito puo' essere unilaterale o bilaterale e tende a diventare piu' frequente e grave con dosi ripetute; puo' essere unilaterale o bilaterale e tende a diventare piu' frequente e grave con dosi ripetute; tuttavia, raramente e' stata segnalata sordita' dopo la dose iniziale di cisplatino. L'ototossicita' puo' essere aumentata da una precedente irradiazione cranica simultanea e puo' essere collegata al picco della concentrazione plasmatica del cisplatino. Non e' chiaro se l'ototossicita'indotta da cisplatino sia reversibile. Prima di iniziare la terapia eprima di successive dosi di cisplatino deve essere eseguito un controllo accurato tramite audiometria. E' stata riportata anche tossicita' vestibolare. Fenomeni allergici: si possono verificare reazioni di ipersensibilita' che appaiono nella maggior parte dei casi durante l'infusione, e richiedono la sospensione dell'infusione e un appropriato trattamento sintomatico. Reazioni crociate, talvolta fatali, sono state riportate con tutti i composti del platino. Funzione epatica e conta ematologica: la conta ematologia e la funzione epatica devono essere controllate a intervalli regolari. Potenziale cancerogeno: negli esseri umani, in rari casi la comparsa di leucemia acuta ha coinciso con l'utilizzo di cisplatino, che era in genere associato con altri agenti leucemogeni. Il cisplatino e' un agente mutageno nei batteri e provoca aberrazioni cromosomiche in colture su cellule animali. La cancerogenicita' e' possibile, ma non e' stata dimostrata. Il cisplatino e' teratogeno ed embriotossico nei topi. Reazioni nel sito di iniezione: durante la somministrazione di cisplatino possono verificarsi reazioni nel sito di iniezione. Data la possibilita' di stravaso, si raccomanda di controllare attentamente il sito di infusione per la possibilita' d'infiltrazione durante la somministrazione del farmaco. Al momento, non si conosce un trattamento specifico per le reazioni da stravaso. Mielotossicita': la mielotossicita' e' dose dipendente; e' necessario controllare frequentemente la crasi ematica mediante conteggio di eritrociti, leucociti e piastrine. Neurotossicita': la possibile neurotossicita' richiede esami neurologici regolari. Reazioni di tipo anafilattico: le reazioni di tipo anafilattico possono essere controllate con antistaminici, adrenalina e/o glicocorticoidi. Periodicamente occorre controllare la funzionalita' epatica. Effetti immunosoppressori/Aumentata suscettibilita' alle infezioni: la somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati in pazienti immunocompromessi dagli agenti chemioterapici incluso il cisplatino, possono determinare infezioni serie o fatali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti che assumono cisplatino. I vaccini uccisi o inattivati possono essere somministrati; tuttavia, la risposta a tali vaccini potrebbe essere ridotta. Questo agente citostatico ha mostrato una tossicita' piu' marcata di quanto di solito si osserva in chemioterapia antineoplastica. La tossicita' renale, che e' cumulativa, e' grave e richiede particolari precauzioni durante la somministrazione. Nausea e vomito possono essere intensi e richiedono un adeguato trattamento antiemetico. Deve essere esercitata una stretta sorveglianza relativamente a reazioni di ototossicita', mielodepressione e reazioni anafilattiche. Preparazione della soluzione endovenosa. Sono essenziali precauzioni quando si maneggia la soluzione di cisplatino. In caso di esposizione accidentale al prodotto sono possibili lesioni cutanee. Si consiglia di indossare guanti. Nel caso in cui la soluzione di cisplatino entrasse in contatto con lapelle o le mucose, lavare la pelle o le mucose energicamente con acqua e sapone. Si raccomanda di adeguarsi alle procedure appropriate per la manipolazione e l'eliminazione degli agenti citostatici. Prima di somministrare la soluzione al paziente, verificare la limpidezza della soluzione e l'assenza di particelle.

INTERAZIONI

Farmaci potenzialmente nefrotossici o ototossici, quali gli antibiotici amminoglicosidici o i diuretici dell'ansa, possono aggravare gli effetti nefrotossici ed ototossici del cisplatino. Puo' essere opportunamente associato ad altri farmaci antineoplastici. Tuttavia e' sconsigliabile mescolare contemporaneamente piu' farmaci nella stessa siringa.Sostanze nefrotossiche: la somministrazione concomitante di medicinali nefrotossici (ad esempio cefalosporine, aminoglicosidi, amfotericinaB o mezzi di contrasto) o ototossici (ad esempio aminoglicosidi) potenzia l'effetto tossico del cisplatino sui reni. Durante o dopo il trattamento con cisplatino si raccomanda cautela con sostanze eliminate prevalentemente per via renale, come ad esempio agenti citostatici come la bleomicina e il metotrexato, a causa della potenziale riduzione dell'eliminazione renale. La tossicita' renale di ifosfamide puo' essere maggiore se usato in combinazione con cisplatino o in pazienti che in precedenza hanno ricevuto cisplatino. In alcuni casi, dopo il trattamento con cisplatino in combinazione con bleomicina ed etoposide, e' stata riscontrata una riduzione dei valori di litio del sangue. Si raccomanda pertanto di monitorare i valori di litio. Sostanze ototossiche Lasomministrazione concomitante di sostanze ototossiche (ad esempio aminoglicosidi, diuretici dell'ansa) potenzia l'effetto tossico del cisplatino sulla funzione uditiva. Fatta eccezione per i pazienti trattati con dosi di cisplatino superiore a 60mg/m^2, la cui secrezione urinaria e' inferiore a 1000 ml per 24 ore, non dovrebbe essere applicata nessuna diuresi forzata con diuretici dell'ansa considerando i possibili danni per l'apparato renale e l'ototossicita'. Ifosfamide puo' aumentare la perdita dell'udito a causa di cisplatino. Vaccini vivi attenuati: il vaccino contro la febbre gialla e' strettamente controindicato a causa del rischio di malattia sistemica fatale da vaccinazione. In considerazione del rischio di malattia generalizzata, si consiglia di utilizzare un vaccino inattivato, se disponibile. Anticoagulanti orali Incaso di utilizzo contemporaneo di anticoagulanti orali, si consiglia di controllare regolarmente l'INR. Antistaminici, fenotiazine e altro L'uso contemporaneo di antistaminici, buclizina, ciclizina, loxapina, meclozine, fenotiazine, tioxanteni o trimetobenzamidi puo' mascherare i sintomi di ototossicita' (come vertigini e tinnito). Sostanze antiepilettiche: le concentrazioni sieriche di farmaci anticonvulsivanti possono rimanere a livelli subterapeutici durante il trattamento con cisplatino. Combinazione piridossina + altretamina Durante uno studio randomizzato del trattamento del carcinoma ovarico avanzato, il tempo di risposta e' stato sfavorevolmente influenzato quando piridossina e' stata usata in combinazione con altretamina (Esametilmelamina) e cisplatino. Paclitaxel: il trattamento con cisplatino prima di un'infusione dipaclitaxel potrebbe ridurre la clearance del paclitaxel del 33% e quindi intensificare la neurotossicita'.

EFFETTI INDESIDERATI

Gravi effetti tossici sui reni, midollo osseo e l'udito sono stati riportati fino a circa un terzo dei pazienti trattati con una singola dose di cisplatino; gli effetti sono generalmente correlati alla dose e cumulativi. Ototossicita' puo' essere piu' grave nei bambini. Frequenze reazioni avverse: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100 a <1/10); non comune (>=1/1.000 a <1/100), rari (>=1/10.000 a <=1/1000); molto rari (<=1/10.000), non nota. Infezioni e infestazioni. Non nota: infezione; comune: sepsi. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: insufficienza midollare, trombocitopenia, leucopenia, anemia; non nota: anemia emolitica positiva al test di Coombs. Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi). Rara: leucemia acuta.Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni anafilattoidi.Patologie endocrine. Non nota: amilasi ematica aumentata, secrezione inappropriata di ormone antidiuretico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: disidratazione, ipopotassiemia, ipofosfatemia,iperuricemia, ipocalcemia, tetania; non comune: ipomagnesemia; molto comune: iponatriemia. Patologie del sistema nervoso. Non nota: accidenti cerebrovascolari, ictus emorragico, ictus ischemico, ageusia, arterite cerebrale, segno di Lhermitte, mielopatia, neuropatia autonomica; rara: convulsioni, neuropatia periferica, leucoencefalopatia, sindromedella leucoencefalopatia posteriore reversibile. Patologie dell'occhio. Non nota: visione offuscata, cecita' per i colori acquisita, cecita' corticale, neurite ottica, papilledema, pigmentazione retinica. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: ototossicita'; non nota: tinnito, sordita'. Patologie cardiache. Non nota: disturbi cardiaci; comune: aritmia, bradicardia, tachicardia; rara: infarto del miocardio; molto rara: arresto cardiaco. Patologie vascolari. Non nota: microangiopatia trombotica (sindrome uremica emolitica), fenomeno di Raynaud. Patologie gastrointestinali. Non nota: vomito, nausea, anoressia, singhiozzo, diarrea; rara: stomatite. Patologie epatobiliari. Non nota: aumento degli enzimi epatici, bilirubinemia aumentata. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: embolia polmonare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non nota: rash, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: spasmi muscolari. Patologie renali e urinarie. Non nota: insufficienza renale acuta, insufficienza nella funzione renale, disturbo tubulare renale. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: spermatogenesi anomala. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: piressia (molto comune), astenia, malessere, stravaso in sede di iniezione. Patologie renali e urinarie: la possibile tossicita' renale dopo cicli ripetuti richiede uno scrupoloso monitoraggio della funzione renale. La compromissione renale e' svelata da un aumento dell'azotemia, della creatininemia e dell'uricemia, nonche' da una diminuita clearance della creatinina. Sono stati inoltre osservati casi di microematuria. Le lesioni renali sono localizzate nei tubuli distali e nei dotti collettori. Patologie gastrointestinali: gran parte dei pazienti trattati lamenta nausea e vomito. I sintomi iniziano di solito entro un'ora dal trattamento e durano fino a 24 ore. A volte anoressia, nausea e vomito possono persistere piu' a lungo, fino ad una settimana e talvolta questi sintomi sono cosi' gravi da dover procedere alla sospensione del trattamento. Patologie del sistema emolinfopoietico. Puo' provocare una depressione di tutte e tre le serie cellulari. La leucopenia e' dose- dipendente, forse cumulativa ed e' di solito reversibile: essa inizia tra il giorno6 e il giorno 26 dalla somministrazione e regredisce tra il giorno 21e il giorno 45. Anche la piastrinopenia rappresenta un effetto dose-limitante, ma e' solitamente reversibile; essa inizia tra il giorno 10 e il giorno 26 dalla somministrazione e regredisce tra il giorno 28 e il giorno 45. L'anemia, che si presenta con una certa frequenza, e' uneffetto di difficile interpretazione data la molteplicita' dei fattori che, nel paziente canceroso, possono portare ad anemia. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Si manifesta con ronzii e perdita dell'udito alle frequenze piu' elevate (4.000-8.000 Hz); e' stata osservata anche dopo una dose singola, ma sembra correlata alla dose totale o alla somministrazione di alte dosi. Nei bambini essa appare particolarmente grave. E' ancora oggetto di discussione se sia reversibile. Patologie del sistema nervoso: in alcuni pazienti e' stata segnalata la comparsa di una neuropatia periferica con parestesie agli arti superiori e inferiori e tremori. Sono stati anche osservati casi di perdita del gusto e del senso dello spazio. Questi disturbi si sono verificati di solito dopo cicli ripetuti di terapia. La sintomatologia neurologica e' stata tuttavia osservata anche dopo la somministrazione di una singoladose. Il trattamento deve essere immediatamente sospeso alla comparsadei sintomi sopraindicati. I dati preliminari fanno ritenere che le neuropatie periferiche in alcuni pazienti sono irreversibili. Nei pazienti trattati sono stati segnalati accidenti cerebrovascolari. Disturbidel sistema immunitario: si sono verificate reazioni di tipo anafilattico, quali rossore improvviso, edema del volto, broncospasmo, tachicardia, ipotensione. Tali reazioni sono controllabili con antistaminici,adrenalina e/o corticosteroidi. Disturbi del metabolismo e della nutrizione: e' stata documentata ipomagnesiemia asintomatica; solo in pochi casi sono stati rilevati sintomi di ipomagnesiemia. Essa e' dovuta ad un difetto di riassorbimento del magnesio da parte del rene. Puo' causare iperuricemia, piu' elevata quando la dose supera i 50 mg/m^2, controllabile mediante allopurinolo. Patologie dell'occhio: la tossicita' a livello della retina si manifesta con visione offuscata ed alterazione della percezione dei colori. Sono stati riportati casi di neuriteottica in seguito a somministrazione del cisplatino. Patologie epatobiliari: durante la terapia con il cisplatino alle dosi raccomandate possono verificarsi aumenti transitori degli enzimi epatici e della bilirubina. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: la somministrazione accidentale di cisplatino nei tessuti perivascolari puo' dar luogo a reazioni locali di entita' variabile, dipendenti dalla concentrazione del farmaco, che possono esitare in cellulite, fibrosi e necrosi. Altre tossicita': sono stati riportati casidi tossicita' vascolare con la somministrazione di cisplatino in associazione ad altri farmaci antineoplastici. Le manifestazioni osservatesono eterogenee includendo, tra l'altro, infarto miocardio, ictus, arterite cerebrale e sindrome emolitico-uremica.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

E' possibile che abbia influenza sulla fertilita' maschile e femminile. Il cisplatino ha dimostrato di essere mutagenico nelle colture batteriche e produce alterazioni cromosomiche nelle colture tissutali di cellule animali. Nei topi, il cisplatino ha azione teratogena ed embriotossica; pertanto, non e' raccomandata la somministrazione di questo prodotto in donne gravide. Le donne in eta' fertile devono utilizzare adeguate misure contraccettive e la somministrazione del cisplatino va effettuata solo nei casi in cui i potenziali benefici superino i rischi di tale terapia. Nel caso di pazienti che restino gravide durante laterapia con il cispaltino, esse dovranno essere informate dei rischi per il feto. Il cisplatino puo' essere tossico per il feto quando somministrato ad una donna incinta. Durante il trattamento con cisplatino e per almeno i successivi 6 mesi, devono essere intraprese misure appropriate per evitare la gravidanza; questo vale per i pazienti di entrambi i sessi. E' raccomandata una consulenza genetica se il paziente desidera avere figli dopo la cessazione del trattamento. Dal momento cheun trattamento con cisplatino puo' causare sterilita' irreversibile, si raccomanda che gli uomini che desiderino diventare padri in futuro,chiedano consiglio sulla crioconservazione di sperma prima del trattamento. Il cisplatino viene escreto nel latte materno. I pazienti trattati con cisplatino non devono allattare.

Codice: 024772030
Codice EAN:
Codice ATC: L01XA01
  • Farmaci antineoplastici ed immunomodulatori
  • Citostatici
  • Altri antineoplastici
  • Composti del platino
  • Cisplatino
Temperatura di conservazione: al riparo dalla luce
Forma farmaceutica: POLVERE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: FLACONE