PUREGON INTRAMUSCOLO SOTT...

PUREGON INTRAMUSCOLO SOTTOCUTE 5 FLACONI/FIALOIDI 100UI/0,5ML

MSD ITALIA Srl - MINSAN 029520234

Ricetta limitativa
Scorte in esaurimento: verifica la disponibilita' prima di recarti in farmacia.

Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.

CODICE ATC

900841

FORMA FARMACEUTICA

SOLUZIONE INIETTABILE

CONFEZIONAMENTO

FLACONE

CONSERVAZIONE

DA +2 A +8 GRADI, AL RIPARO DALLA LUCE, NON CONGELARE

SCADENZA

36 mesi

Proprietà

SISTEMA GENITO-URINARIO ED ORMONI SESSUALIORMONI SESSUALI E MODULATORI DEL SISTEMA GENITALEGONADOTROPINE ED ALTRI STIMOLANTI DELL'OVULAZIONEGONADOTROPINEFOLLITROPINA BETA
PUREGON SOLUZIONE INIETTABILE
Ormoni sessuali e modulatori del sistema genitale, gonadotropine.
50 UI/0,5 mL soluzione iniettabile: un flaconcino contiene 50 UI di ormone follicolo-stimolante ricombinante (FSH) in 0,5 mL di soluzione acquosa. Cio' corrisponde ad un dosaggio di 100 UI/mL. Un flaconcino contiene 5 microgrammi di proteina (bioattivita' specifica in vivo corrispondente a circa 10.000 UI FSH / mg di proteina). La soluzione iniettabile contiene il principio attivo beta follitropina, prodotto attraverso ingegneria genetica da una linea cellulare ovarica di criceto cinese (chinese hamster ovary - CHO). 75 UI/0,5 mL soluzione iniettabile: un flaconcino contiene 75 UI di ormone follicolo-stimolante ricombinante (FSH) in 0,5 mL di soluzione acquosa. Cio' corrisponde ad un dosaggio di 150 UI/mL. Un flaconcino contiene 7,5 microgrammi di proteina (bioattivita' specifica in vivo corrispondente a circa 10.000 UI FSH / mgdi proteina). La soluzione iniettabile contiene il principio attivo beta follitropina, prodotto attraverso ingegneria genetica da una lineacellulare ovarica di criceto cinese (chinese hamster ovary - CHO). 100 UI/0,5 mL soluzione iniettabile Un flaconcino contiene 100 UI di ormone follicolo-stimolante ricombinante (FSH) in 0,5 mL di soluzione acquosa. Cio' corrisponde ad un dosaggio di 200 UI/mL. Un flaconcino contiene 10 microgrammi di proteina (bioattivita' specifica in vivo corrispondente a circa 10.000 UI FSH / mg di proteina). La soluzione iniettabile contiene il principio attivo beta follitropina, prodotto attraverso ingegneria genetica da una linea cellulare ovarica di criceto cinese (chinese hamster ovary - CHO). 150 UI/0,5 mL soluzione iniettabile:un flaconcino contiene 150 UI di ormone follicolo-stimolante ricombinante (FSH) in 0,5 mL di soluzione acquosa. Cio' corrisponde ad un dosaggio di 300 UI/mL. Un flaconcino contiene 15 microgrammi di proteina (bioattivita' specifica in vivo corrispondente a circa 10.000 UI FSH / mg di proteina). La soluzione iniettabile contiene il principio attivobeta follitropina, prodotto attraverso ingegneria genetica da una linea cellulare ovarica di criceto cinese (chinese hamster ovary - CHO). 200 UI/0,5 mL soluzione iniettabile: un flaconcino contiene 200 UI di ormone follicolo-stimolante ricombinante (FSH) in 0,5 mL di soluzione acquosa. Cio' corrisponde ad un dosaggio di 400 UI/mL. Un flaconcino contiene 20 microgrammi di proteina (bioattivita' specifica in vivo corrispondente a circa 10.000 UI FSH / mg di proteina). La soluzione iniettabile contiene il principio attivo beta follitropina, prodotto attraverso ingegneria genetica da una linea cellulare ovarica di criceto cinese (chinese hamster ovary - CHO). 225 UI/0,5 mL soluzione iniettabile: un flaconcino contiene 225 UI di ormone follicolo-stimolante ricombinante (FSH) in 0,5 mL di soluzione acquosa. Cio' corrisponde ad un dosaggio di 450 UI/mL. Un flaconcino contiene 22,5 microgrammi di proteina (bioattivita' specifica in vivo corrispondente a circa 10.000 UI FSH/ mg di proteina). La soluzione iniettabile contiene il principio attivo beta follitropina, prodotto attraverso ingegneria genetica da unalinea cellulare ovarica di criceto cinese (chinese hamster ovary - CHO).
Puregon soluzione iniettabile contiene: Saccarosio Sodio citrato L-metionina Polisorbato 20 Acqua per preparazioni iniettabili. Per aggiustare il pH puo' essere aggiunto idrossido di sodio e/o acido cloridrico.
Nelle donne adulte: il medicinale e' indicato nel trattamento dell'infertilita' femminile nelle seguenti condizioni cliniche: anovulazione (inclusa la sindrome policistica dell'ovaio, PCOS) in donne che non hanno risposto al trattamento con clomifene citrato. Iperstimolazione controllata delle ovaie, per indurre lo sviluppo di follicoli multipli, nei protocolli di riproduzione assistita [per es. fertilizzazione in vitro /trasferimento dell'embrione (IVF/ET), trasferimento intratubaricodel gamete (GIFT) e iniezione intracitoplasmatica di sperma (ICSI)].Negli uomini adulti: insufficiente spermatogenesi da ipogonadismo ipogonadotropo.
Per gli uomini e per le donne. Ipersensibilita' al principio attivo oad uno qualsiasi degli eccipienti. Tumori dell'ovaio, della mammella,dell'utero, del testicolo, dell'ipofisi o dell'ipotalamo. Insufficienza primaria delle gonadi. Inoltre, per le donne: sanguinamento vaginaledel quale non sia stata posta diagnosi; cisti ovariche od ingrossamento ovarico non dovuti a sindrome policistica ovarica (PCOS); malformazioni degli organi riproduttivi incompatibili con la gravidanza; tumorifibroidi dell'utero incompatibili con la gravidanza.
Il trattamento con il medicinale deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dei problemi della fertilita'. La prima iniezione con il farmaco deve essere effettuata sotto diretto controllo medico. Posologia. Dosaggio nella donna. Esistono nellostesso soggetto e tra soggetti diversi notevoli variazioni nella risposta delle ovaie alle gonadotropine esogene. Questo rende impossibiledefinire uno schema di dosaggio unico. Le dosi pertanto devono essereaggiustate individualmente secondo la risposta ovarica. Questo richiede una valutazione ecografica dello sviluppo follicolare. Puo' essere utile anche la concomitante determinazione dei livelli sierici di estradiolo. Sulla base dei risultati di studi clinici comparativi, si raccomanda di somministrare un dosaggio totale del medicinale piu' basso per un periodo di trattamento piu' corto rispetto a quello generalmenteimpiegato per l'FSH urinario, non solo per ottimizzare lo sviluppo follicolare, ma anche per ridurre il rischio di iperstimolazione ovaricaindesiderata. L'esperienza clinica con il medicinale si basa su un periodo sino a tre cicli terapeutici per entrambe le indicazioni. L'insieme delle esperienze con la IVF indica che, di norma, il grado di successo del trattamento rimane invariato durante i primi quattro tentativi, per poi diminuire progressivamente. Anovulazione. In generale, e' consigliato uno schema sequenziale di trattamento che inizia con la somministrazione giornaliera di 50 UI del farmaco almeno per 7 giorni. Senon vi e' alcuna risposta ovarica, la dose giornaliera e' gradualmenteaumentata fino a che la crescita del follicolo e/o i livelli plasmatici di estradiolo indicano un'adeguata risposta farmacodinamica. Un incremento giornaliero dei livelli di estradiolo del 40-100% e' considerato ottimale. La dose giornaliera e' somministrata fino a quando non siraggiungono condizioni preovulatorie, cioe' fin quando non vi e' evidenza ecografica di un follicolo dominante di almeno 18 mm di diametroe/o quando i livelli plasmatici di estradiolo non sono saliti a 300900picogrammi/mL (1.000-3.000 pmol/L). Di solito, per ottenere questa condizione sono sufficienti 7-14 giorni di trattamento. La somministrazione di Puregon e' allora interrotta e l'ovulazione puo' essere indottacon la somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG). Se ilnumero di follicoli maturati e' troppo elevato o se i livelli di estradiolo aumentano troppo rapidamente, cioe' piu' del doppio ogni giorno, per 2 o 3 giorni consecutivi di estradiolo, la dose giornaliera deveessere ridotta. Dal momento che follicoli con diametro superiore a 14mm possono esitare in gravidanza, piu' follicoli pre-ovulatori di diametro superiore a 14 mm comportano il rischio di gravidanze multiple.In questo caso la hCG non deve essere somministrata ed il concepimentodeve essere evitato, allo scopo di prevenire gravidanze multiple. Iperstimolazione ovarica controllata nei programmi di riproduzione assistita. Esistono numerosi protocolli di stimolazione. Viene raccomandatauna dose iniziale di 100- 225 UI, almeno per i primi 4 giorni. Successivamente la dose puo' essere adattata individualmente, in base alla risposta ovarica. In studi clinici, si e' visto che sono sufficienti dosi di mantenimento che vanno da 75 a 375 UI per 6-12 giorni, anche se puo' essere necessario un trattamento piu' lungo. Il medicinale puo' essere somministrato da solo oppure, per prevenire una luteinizzazione precoce, in associazione con un agonista o antagonista del GnRH. Quandosi usa un agonista del GnRH, potrebbe essere necessaria una dose totale maggiore del farmaco per ottenere un'adeguata risposta follicolare.La risposta ovarica e' controllata mediante valutazione ecografica. Puo' essere utile anche la concomitante determinazione dei livelli sierici di estradiolo. Quando la valutazione ecografica indica la presenzadi almeno 3 follicoli di 16-20 mm di diametro e vi e' prova di una buona risposta dell'estradiolo (livelli plasmatici di circa 300-400 picogrammi/mL (1.000-1.300 pmol/L) per ciascun follicolo con un diametro superiore a 18 mm), la fase finale di maturazione dei follicoli e' indotta somministrando hCG. Il prelievo degli ovociti e' eseguito 3435 orepiu' tardi. Dosaggio nell'uomo. Il farmaco deve essere somministratoalla dose di 450 UI/settimana, preferibilmente suddivise in 3 dosi da150 UI, in concomitanza con la somministrazione di hCG. Il trattamentocon Puregon e hCG deve essere continuato almeno per 3-4 mesi prima che si possa osservare un miglioramento nella spermatogenesi. Per valutare la risposta, si raccomanda l'analisi del liquido seminale da 4 a 6mesi dopo l'inizio del trattamento. Se il paziente non risponde entroquesto periodo di tempo, la terapia combinata puo' essere continuata;l'attuale esperienza clinica indica che per ottenere la spermatogenesipuo' essere necessario un trattamento fino a 18 mesi o oltre. Popolazione pediatrica. Non e' appropriato l'uso di Puregon nella popolazionepediatrica per le indicazioni approvate. Modo di somministrazione. Per evitare che l'iniezione risulti dolorosa e per ridurre al minimo ilrischio di fuoriuscita del liquido dal sito dell'iniezione, il medicinale deve essere somministrato lentamente per via intramuscolare o sottocutanea. L'iniezione per via sottocutanea deve essere eseguita in siti alterni, per prevenire la lipoatrofia. Ogni residuo della soluzionedeve essere eliminato. L'iniezione sottocutanea del farmaco puo' essere praticata dal paziente stesso o da altra persona, dopo adeguata istruzione da parte del medico. L'autosomministrazione del medicinale puo'essere effettuata solo da pazienti ben motivati, adeguatamente addestrati e con possibilita' di ottenere consulenza da un esperto.
Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C). Non congelare. Tenere il/i flaconcino/i nell'imballaggio esterno. Per comodita' del paziente, il medicinale puo' essere conservato dal paziente stesso a temperature non superiori ai 25 gradi C per un solo periodo non superiore ai3 mesi.
Tracciabilita'. Al fine di migliorare la tracciabilita' dei medicinalibiologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministratodevono essere chiaramente registrati. Reazioni di ipersensibilita' agli antibiotici. Il medicinale puo' contenere tracce di streptomicina e/o neomicina. Questi antibiotici possono causare reazioni di ipersensibilita' in persone sensibili. Valutazione dell'infertilita' prima di iniziare il trattamento. Prima di iniziare il trattamento, deve essere adeguatamente valutata l'infertilita' di coppia. In particolare le pazienti devono essere esaminate per verificare la presenza di ipotiroidismo, insufficienza corticosurrenalica, iperprolattinemia e tumori ipofisari o ipotalamici e devono essere sottoposte ad un trattamento specifico appropriato. Nelle donne. Sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS). La OHSS e' un evento medico distinto dall'ingrossamento delle ovaie non complicato. I segni clinici ed i sintomi di una lieve e moderata OHSS sono dolore addominale, nausea, diarrea, aumento di volume delle ovaie da lieve a moderato e cisti ovariche. Una grave OHSS puo' mettere in pericolo la vita. I segni clinici ed i sintomi di una grave OHSS sono grosse cisti ovariche, dolore addominale acuto, ascite, effusione pleurica, idrotorace, dispnea, oliguria, anomalie ematologiche ed aumento del peso. In rari casi tromboembolia venosa o arteriosa puo' verificarsi in associazione con la OHSS. In associazione con la OHSS sono state riportate anche anomalie transitorie dei test di funzionalita'epatica, indicative di disfunzione epatica con o senza modificazionimorfologiche della biopsia epatica. La OHSS puo' essere causata dallasomministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG) e dalla gravidanza (hCG endogena). Una precoce OHSS in genere si manifesta entro 10giorni dopo la somministrazione di hCG e puo' essere associata ad un'eccessiva risposta ovarica alla stimolazione gonadotropinica. Una tardiva OHSS si manifesta piu' di 10 giorni dopo la somministrazione di hCG, in conseguenza dei cambiamenti ormonali con la gravidanza. A causa del rischio di sviluppare una OHSS, i pazienti devono essere monitoratiper almeno due settimane dopo la somministrazione di hCG. Le donne che presentano fattori di rischio riconosciuti per un'elevata risposta ovarica possono essere particolarmente inclini allo sviluppo di OHSS durante o dopo il trattamento con il medicinale. Per le donne al primo ciclo di stimolazione ovarica, per le quali i fattori di rischio sono solo parzialmente noti, si raccomanda una stretta osservazione per i primi segni e sintomi della OHSS. Seguire la pratica clinica corrente per ridurre il rischio di OHSS durante l'utilizzo di Tecniche di Riproduzione Assistita (ART). L'aderenza alla dose e al regime di trattamentoraccomandati per il farmaco nonche' l'attento monitoraggio della risposta ovarica sono importanti per ridurre il rischio di OHSS. Per monitorare il rischio di OHSS devono essere effettuate valutazioni ecografiche dello sviluppo follicolare prima del trattamento e ad intervalli regolari durante il trattamento; puo' essere utile anche la determinazione concomitante dei livelli sierici di estradiolo. Nella ART c'e' unaumento del rischio di OHSS con 18 o piu' follicoli di 11 o piu' mm didiametro. Se si sviluppa la OHSS, deve essere messa in atto e seguitauna gestione standard ed appropriata della OHSS. Gravidanza multipla.Gravidanze e nascite multiple sono state segnalate per tutti i trattamenti con gonadotropine, incluso il medicinale. Gestazioni multiple, specialmente quelle ad elevato numero, portano ad un aumento del rischio di esiti avversi materni (gravidanza e complicazioni del parto) e perinatali (basso peso alla nascita). Per le donne anovulatorie sottoposte ad induzione dell'ovulazione, il monitoraggio dello sviluppo follicolare con l'ecografia transvaginale puo' essere di aiuto nel determinare se continuare o meno il ciclo al fine di ridurre il rischio di gravidanze multiple. Puo' essere utile anche la concomitante determinazione dei livelli sierici di estradiolo. Prima di iniziare il trattamentole pazienti devono essere avvisate dei potenziali rischi di nascite multiple. Nelle donne sottoposte alle procedure delle tecnologie di riproduzione assistita (ART), il rischio di una gravidanza multipla e' correlato principalmente al numero di embrioni trasferiti. Quando usate per un ciclo di induzione dell'ovulazione, un appropriato(i) aggiustamento(i) della dose di FSH dovrebbe(ero) prevenire lo sviluppo di follicoli multipli. Gravidanza ectopica. Le donne non fertili sottoposte a ART, hanno un aumento dell'incidenza di gravidanze ectopiche. E' pertanto importante confermare precocemente, mediante ecografia, che si tratta di gravidanza intrauterina. Aborto spontaneo. La percentuale di interruzioni di gravidanza nelle donne sottoposte a tecniche di riproduzione assistita e' piu' elevata rispetto a quella nella popolazione normale. Complicazioni vascolari Sono stati segnalati eventi tromboembolici, sia in associazione che senza associazione alla OHSS, dopo trattamento con gonadotropine, incluso il medicinale. La trombosi intravascolare, che puo' avere origine nei vasi venosi o arteriosi, puo' dar luogoad una riduzione del flusso sanguigno agli organi vitali o alle estremita'. Nelle donne che presentano fattori di rischio generalmente riconosciuti per eventi tromboembolici, quali storia personale o familiare, grave obesita' o trombofilia, il trattamento con gonadotropine, compreso il farmaco, puo' aumentare ulteriormente questo rischio. In queste donne i benefici della somministrazione di gonadotropine, compreso il medicinale, devono essere soppesati nei confronti dei rischi. Si deve tuttavia ricordare che la gravidanza stessa puo' determinare un aumento del rischio di trombosi. Malformazioni congenite. L'incidenza di malformazioni congenite a seguito di ART puo' essere leggermente piu' elevata rispetto a quella osservata dopo concepimento spontaneo. Cio' si pensa che sia dovuto a differenze nelle caratteristiche dei genitori(ad es. eta' della madre, caratteristiche dello sperma) e a gestazioni multiple. Torsione ovarica. E' stata segnalata torsione ovarica dopotrattamento con gonadotropine, incluso il medicinale. La torsione ovarica puo' essere associata ad altri fattori di rischio come OHSS, gravidanza, precedenti interventi chirurgici addominali, storia pregressadi torsione ovarica, pregressa o presente cisti ovarica ed ovaie policistiche. Il danno ovarico causato da un ridotto apporto sanguigno puo'essere limitato da una precoce diagnosi e da una immediata detorsione. Neoplasie ovariche e altre neoplasie dell'apparato riproduttivo.
L'uso concomitante del farmaco e clomifene citrato puo' far aumentarela risposta follicolare. Dopo la soppressione ipofisaria provocata conun agonista del GnRH, per ottenere un'adeguata risposta follicolare puo' essere necessaria una dose piu' alta di Puregon.
L'uso clinico del medicinale per via intramuscolare o sottocutanea puo' provocare reazioni locali al sito di iniezione (3% di tutti i pazienti trattati). La maggior parte di queste reazioni locali e' di naturamoderata e transitoria. Reazioni generalizzate di ipersensibilita' sono state osservate piu' raramente (0,2% circa di tutti i pazienti trattati con beta follitropina). Trattamento delle donne: nel 4% circa delle donne trattate con beta follitropinain studi clinici sono stati riportati segni e sintomi relativi alla sindrome da iperstimolazione ovarica. Le reazioni avverse correlate a questa sindrome comprendono doloree/o congestione pelvica, dolore e/o distensione addominale, disturbial seno e ingrossamento delle ovaie. Di seguito si elencano le reazioni avverse di beta follitropinariportate negli studi clinici in donne,secondo la Classificazione per sistemi e organi e la frequenza; comune(>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100). Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune:distensione addominale, dolore addominale. Non comune: fastidio addominale, costipazione, diarrea, nausea. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: ohss, dolore pelvico; non comune: disturbi al seno, metrorragia, cisti ovarica, ingrossamento ovarico, torsione ovarica, ingrossamento uterino, emorragia vaginale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni del sito d'iniezione; non comune: reazione di ipersensibilità generalizzata. Questi sono considerati correlati alla ART o alla successiva gravidanza. In casi rari, tromboembolia e' stata associata con la terapia beta follitropina/hCG. Cio' e' stato anche riportato durante iltrattamento con altre gonadotropine. Trattamento degli uomini. Di seguito si elencano le reazioni avverse di beta follitropinariportate negli studi clinici in uomini (30 pazienti trattati), secondo la Classificazione per sistemi e organi e la frequenza; comune (>= 1/100, < 1/10). Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. Patologie della cutee del tessuto sottocutaneo. Comune: acne, eruzione cutanea. Patologiedell'apparato riproduttivo e della mammella. Comune: cisti epididimale, ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sededi somministrazione. Comune: reazione del sito di iniezione. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinalee' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l'AgenziaItaliana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.
Fertilita' Puregon e' usato nel trattamento delle donne sottoposte a induzione ovarica o iperstimolazione ovarica controllata nei programmidi riproduzione assistita. Nell'uomo Puregon e' usato per il trattamento della insufficiente spermatogenesi da ipogonadismo ipogonadotropo.Per posologia e modo di somministrazione, vedere paragrafo 4.2. Gravidanza L'uso di Puregon durante la gravidanza non e' indicato. In caso di esposizione involontaria durante la gravidanza, i dati clinici non sono sufficienti ad escludere un effetto teratogeno dell'FSH ricombinante. Tuttavia, ad oggi, non e' stato riportato alcun effetto malformativo particolare. Nessun effetto teratogeno e' stato osservato negli studi sull'animale. Allattamento Non ci sono informazioni disponibili dagli studi clinici o dagli studi sugli animali sulla escrezione di betafollitropina nel latte materno. E' improbabile che la beta follitropina venga escreta nel latte umano a causa del suo alto peso molecolare.Se la beta follitropina fosse escreta nel latte umano, sarebbe degradata nel tratto intestinale del lattante. La beta follitropina puo' influenzare la produzione lattea.
  • Le informazioni riportate potrebbero subire variazioni: leggere sempre il foglietto illustrativo prima dell'uso.
  • Per avere questo prodotto, rivolgiti al tuo farmacista. Ascoltalo.