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SERACTIL 10CPR RIV 400MG

Produttore: NEOPHARMED GENTILI SPA
FARMACO DI CLASSE C
RICETTA MEDICA RIPETIBILE
Prezzo:

DENOMINAZIONE

SERACTIL COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Prodotti antiinfiammatori e antireumatici non steroidei, derivati dell'acido propionico.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa rivestita con film contiene 300 o 400 mg di dexibuprofene.

ECCIPIENTI

Nucleo compressa: ipromellosa, cellulosa microcristallina, carmellosacalcica, silice colloidale anidra, talco. Rivestimento: ipromellosa, titanio diossido (E171), triacetina, talco, macrogol 6000.

INDICAZIONI

Trattamento sintomatico del dolore e dell'infiammazione associati ad osteoartrite. Trattamento sintomatico acuto del dolore durante il periodo mestruale (dismenorrea primaria). Trattamento sintomatico di altreforme di dolore lieve o moderato come il dolore muscolo-scheletrico eil dolore dentale.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Dexibuprofene non deve essere somministrato nei seguenti casi: pazienti con ipersensibilita' al dexibuprofene, a qualsiasi altro FANS o a uno qualsiasi degli eccipienti; pazienti in cui sostanze con analogo meccanismo d'azione (per es. acido acetilsalicilico o altri FANS) possono scatenare attacchi di asma, broncospasmo, rinite acuta o causare polipi nasali, orticaria o edema angioneurotico; pazienti con storia di emorragia o perforazione gastrointestinale, correlate a pregressa terapia con FANS; pazienti con sospetta o attiva o con pregressa ulcera peptica/emorragica ricorrente (due o piu' episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento); pazienti con emorragia cerebrovascolare o con altre emorragie in corso; pazienti con morbo di Crohn attivo o con colite ulcerosa attiva; pazienti con insufficienza cardiaca grave (IV classe NYHA); pazienti con disfunzione renale grave (VFG<30 ml/min); pazienti con funzionalita' epatica gravemente compromessa. A partiredal sesto mese di gravidanza.

POSOLOGIA

Il dosaggio deve essere aggiustato in funzione della gravita' del disturbo e dei sintomi accusati dal paziente. Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della dose minima efficace per la durata di trattamento piu' breve possibile per controllare i sintomi. La dose singola massima e' 400 mg, la dose massima giornaliera e' 1200 mg di dexibuprofene. Il dexibuprofene e' disponibile in compresse rivestite con film da 300 mg e 400 mg. Le compresse da 400 mg possono essere divise in due dosi uguali. Osteoartrite. La dose giornaliera raccomandata e' di 600-900 mg di dexibuprofene, suddivisa fino a tre somministrazioni, per esempio 400 mg due volte al giorno o 300 mg due o tre volte al giorno. La dose giornaliera puo' essere aumentata fino a 1200 mg di dexibuprofene, in pazienti con sintomatologia acuta o in corso di riacutizzazione. Dismenorrea. Viene raccomandata una dose giornaliera da 600 a 900 mg di dexibuprofene, suddivisa fino a tre somministrazioni, per esempio 400 mg due volte al giorno o 300 mg due o tre volte al giorno. Dolore lieve o moderato. La dose giornaliera raccomandata e'di 600 mg di dexibuprofene, suddivisa fino a tre somministrazioni. Serisulta necessario, in pazienti affetti da dolore acuto (per es. in seguito ad avulsione chirurgica di denti) la dose di dexibuprofene puo'essere temporaneamente aumentata sino a 1200 mg al giorno. Popolazione pediatrica. Non sono stati condotti studi sull'uso di dexibuprofene nei bambini e negli adolescenti (< 18 anni): non sono stati stabiliti parametri di sicurezza ed efficacia e quindi non e' raccomandato l'usoin questa fascia di eta'. Anziani. Negli anziani non sono necessarie particolari modifiche dei dosaggi descritti. Tuttavia, e' opportuna una valutazione e una riduzione della dose individuale a causa dell'aumentata suscettibilita' degli anziani alle reazioni avverse del tratto gastrointestinale. Disfunzione epatica. Pazienti con disfunzione epatica lieve o moderata devono iniziare la terapia a dosi ridotte e devono essere strettamente controllati. Disfunzione renale. Pazienti con disfunzione renale lieve o moderata devono iniziare la terapia a dosi ridotte. Modo di somministrazione. Le compresse rivestite con film possonoessere assunte a stomaco pieno o vuoto. In genere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) vengono preferibilmente assunti dopo i pasti per ridurre l'irritazione gastrointestinale, particolarmente nel caso di impiego prolungato. Tuttavia e' prevedibile in alcuni pazienti una latenza nell'insorgenza dell'effetto terapeutico se le compresse vengono assunte con i pasti o immediatamente dopo i pasti.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE

Si possono minimizzare gli effetti indesiderati con la piu' bassa dose efficace per la piu' breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Evitare l'uso di Dexibuprofene in concomitanza con altri FANS. Gli anziani presentano un aumento della frequenza di reazioni avverse ai FANS specie perforazioni ed emorragie gastrointestinali che possono essere fatali. Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono risultare fatali, possono insorgere con qualsiasi FANS, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di eventi gastrointestinali gravi. Il rischio di emorragia, ulcerazione o perforazione gastrointestinali aumenta con l'aumentare del dosaggio del FANS, in pazienti con storia di ulcera, specie se complicata da emorragia o perforazione, alcolismo e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento impiegando la dose minima: considerare l'uso concomitante di agenti protettori, cosi' pure in quei pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico, o di altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Pazienti con storia di tossicita' gastrointestinale specie se anziani, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale, specie nelle fasi iniziali. Particolare cautela quando si assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come i corticosteroidi orali, gli anticoagulanti come warfarin, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o gli agenti antiaggreganti piastrinici come l'acido acetilsalicilico. Quando si verificano emorragie o ulcerazioni gastrointestinali in pazienti che assumono Seractil, sospendere il trattamento. Particolare cautela nella somministrazione dei FANS, nel caso di soggetti con storia di malattie gastrointestinali: tali condizioni potrebbero essere esacerbate. Possono comparire reazioni allergiche anche senza precedente esposizione al farmaco. Adottare cautela in soggetti con storia di asma bronchiale o che ne soffrono, dal momento che i FANS in tali soggetti, possono causare broncospasmo. Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari. Un adeguato monitoraggio e opportune istruzioni sono necessarie per pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lievea moderata, poiche' sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema in associazione al trattamento con FANS. L'uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) puo' essere associato ad unmodesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. In generale, basse dosi di ibuprofene (es. <= 1200 mg al giorno) non sono per forza associate ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. Si presume che il rischio trombotico arterioso associato alla somministrazione di dexibuprofene in dosi elevate (1200 mg/die) sarebbe comparabile a quello associato alla terapia con ibuprofene in dosi elevate (2400 mg/die). I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con dexibuprofene solo dopo attenta considerazione: evitare dosi elevate (1200 mg al giorno). Esercitare attenta considerazione anche prima di iniziare il trattamento a lungo termine per i pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari, specie se sono necessarie dosi elevate (1200 mg al giorno) di dexibuprofene. Cautela con i pazienti affetti da malattie renali ed epatiche; considerare il rischio di ritenzione di fluidi, edema e peggioramento della funzionalita' renale:impiegare la piu' bassa dose efficace di dexibuprofene e controlloarela funzionalita' renale. Dexibuprofene puo' essere associato ad effetti collaterali renali che possono portare a glomerulonefrite, nefriti interstiziali, necrosi papillare renale, sindrome nefrosica ed insufficienza renale acuta. Dexibuprofene puo' aumentare i valori di azotemiae di creatininemia. Dexibuprofene puo' causare un lieve aumento transitorio di alcuni parametri epatici ed anche incrementi significativi delle SGOT e SGPT. In caso di consistenti aumenti di questi parametri, interrompere la terapia. L'uso abituale di analgesici, specie l'associazione di diversi analgesici, puo' comportare l'instaurarsi di lesionirenali con rischio di insufficienza renale: evitare l'associazione con ibuprofene o con altri FANS. Specie nelle prime fasi della terapia, segnalate molto raramente gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali. Interrompere dexibuprofene alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni delle mucose o qualsiasi altro segno di ipersensibilita'. Dexibuprofene puo' inibire, in maniera reversibile la funzionalita' e l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento. Cautelacon pazienti affetti da diatesi emorragica ed altri disordini della coagulazione e quando si somministra dexibuprofene in concomitanza con anticoagulanti orali. L'inibizione dell'aggregazione piastrinica determinata da acido acetilsalicilico somministrato a basse dosi puo' risultare alterata dalla somministrazione concomitante di FANS. Questa interazione puo' ridurre l'effetto protettivo cardiovascolare. Pertanto nel caso di co-somministrazione di acido acetilsalicilico a basse dosi, particolare attenzione se la durata del trattamento eccede il breve termine. Se e' utilizzato per il trattamento del dolore acuto quando e' richiesto un rapido sollievo dal dolore, si puo' verificare in alcuni pazienti un inizio dell'attivita' ritardato, dovuto al tempo necessario per raggiungere il massimo livello plasmatico e un prolungamento dell'attivita' dopo l'assunzione di cibo. Controllare cautelativamente pazienti trattati per lungo tempo con dexibuprofene. Somministrare con cautela dexibuprofene ai soggetti affetti da lupus eritematoso sistemico e da diverse malattie del tessuto connettivo: possono essere predisposti a effetti indesiderati renali e del SNC, indotti dai FANS, inclusa la meningite asettica. I FANS possono mascherare i sintomi di un'infezione. Eccezionalmente, la varicella puo' essere l'origine di complicazioni cutanee gravi e infezioni dei tessuti molli. Non si puo' escludere il contributo dei FANS nel peggioramento di queste infezioni: e' sconsigliato l'uso di dexibuprofen in caso di varicella. Nel corso di uso prolungato di analgesici ad alte dosi, al di fuori delle indicazioni terapeutiche, si puo' manifestare cefalea che non va trattata aumentando le dosi del medicinale in questione. Farmaci che inibiscono la ciclossigenasi/sintesi di prostaglandine possono compromettere la fertilita' in modo reversibile e quindi non sono raccomandati in donne che cercano di concepire. Donne che presentano difficolta' a concepire o che si stanno sottoponendo a esami per l'infertilita': considerare la sospensione della terapia con dexibuprofen.

INTERAZIONI

L'informazione di questa sezione e' basata sulla precedente esperienza con altri FANS. I FANS devono essere usati con cautela se somministrati in concomitanza con altri farmaci che possono aumentare il rischiodi ulcera o sanguinamento gastro-intestinale o di compromissione della funzionalita' renale. Non e' raccomandato l'uso contemporaneo con: Anticoagulanti perche' l'effetto degli anticoagulanti puo' essere potenziato dai FANS. Effettuare test della coagulazione del sangue all'inizio del trattamento con dexibuprofene e, se necessario, modificare il dosaggio degli anticoagulanti. Metotrexato a dosi di 15 mg/settimana o maggiori. La somministrazione di FANS e metotrexato entro le 24 ore, puo' comportare l'incremento dei livelli ematici di metotrexato dovuto ad una riduzione della clearance renale del metotrexato con potenzialeincremento della tossicita' del metotrexato. Quindi, nei pazienti trattati con alte dosi di metotrexato, non e' raccomandato l'uso concomitante di dexibuprofene. I FANS possono aumentare i livelli plasmatici del litio, poiche' ne riducono la clearance renale: la combinazione none' raccomandata. Nel caso in cui l'associazione sia necessaria effettuare frequenti controlli del litio. Considerare la possibilita' di ridurre la dose di litio. Evitare l'uso contemporaneo con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2, poiche' la somministrazione simultanea di differenti FANS puo' incrementare il rischiodi ulcere gastro-intestinali e di emorragie. La co-somministrazione di dexibuprofene e acido acetilsalicilico non e' generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati. Dati sperimentali suggeriscono che l'ibuprofene puo' inibire competitivamente l'effetto dell'acido acetilsalicilico a basse dosi sull'aggregazione piastrinica quando i due farmaci vengono co-somministrati. Sebbene vi siano incertezze riguardanti l'estrapolazione di questi dati alla situazione clinica, non si puo' escludere la possibilita' che l'uso regolare,a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l'effetto cardioprotettivo dell'acido acetilsalicilico a basse dosi. Nessun effetto clinico rilevante e' considerato probabile in seguito a un uso occasionale di ibuprofene. Non essendovi dati disponibili per dexibuprofene, e' ragionevole presumere che un'interazione simile possa esistere tra dexibuprofene e acido acetilsalicilico a basse dosi. Precauzioni. Antiipertensivi: i FANS possono diminuire l'efficacia dei beta-bloccanti, probabilmente a causa dell'inibizione della formazione di prostaglandine ad azione vasodilatante. L'uso contemporaneo di FANS e di ACE inibitori o di antagonisti dei recettori dell'angiotensina II puo' essere associato all'aumento del rischio di insufficienza renale acuta, specie in pazienti con pregressa compromissione della funzionalita' renale. Quando somministrata ad anziani e/o a pazienti disidratati, questa associazione puo' causare insufficienza renale acuta agendo direttamente sulla filtrazione glomerulare. Si raccomanda un attento controllo della funzionalita' renale all'inizio del trattamento. Inoltre, la somministrazione alungo termine di FANS puo', in teoria, ridurre l'effetto antiipertensivo degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II, cosi' come riportato per gli ACE inibitori. Pertanto si raccomanda attenzione nel caso sia richiesta questa associazione e si raccomanda di effettuare unattento controllo della funzionalita' renale all'inizio del trattamento. Ciclosporina, tacrolimus, sirolimus e antibiotici aminoglicosidici: il trattamento concomitante con FANS puo' aumentare il rischio di nefrotossicita', dovuto alla riduzione della sintesi di prostaglandine nel rene. Durante il trattamento concomitante,la funzionalita' renale deve essere strettamente controllata, specialmente negli anziani. Corticosteroidi. Aumentato rischio di ulcera gastrointestinale o emorragia.Digossina: i FANS possono incrementare il livello plasmatico di digossina nel sangue e quindi aumentare il rischio di tossicita' da digossina. Metotrexato a dosi piu' basse di 15 mg/settimana: dexibuprofene puo' aumentare i livelli di metotrexato. Se si usa il dexibuprofene in associazione con basse dosi di metotrexato, si devono effettuare attenti controlli ematologici particolarmente nelle prime settimane di trattamento. In presenza anche solo di una lieve compromissione renale, specialmente nell'anziano, e' richiesto un maggior controllo e la funzionalita' renale deve essere controllata per prevenire qualsiasi riduzione della clearance del metotrexato. Fenitoina. Alcuni FANS possono spiazzare la fenitoina dai siti di legame con le proteine plasmatiche, conla possibilita' di un aumento dei livelli serici di fenitoina ed aumento della sua tossicita'. Nonostante vi sia una limitata evidenza clinica su questa interazione, si raccomanda di adattare la dose di fenitoina sulla base del controllo dei livelli plasmatici e/o dei segni di tossicita' osservati. Fenitoina, fenobarbitale e rifampicina: la co-somministrazione di agenti induttori di CYP2C8 e CYP2C9, puo' ridurre glieffetti del dexibuprofene. Antiaggreganti piastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale. Tiazidi, sostanze tiazidi-correlate e diuretici dell'ansa e diuretici risparmiatori del potassio. L'uso concomitante di un FANS e di un diuretico puo' aumentare il rischio di insufficienza renale secondaria ad una riduzione del flusso ematico renale.Farmaci che aumentano i livelli plasmatici di potassio: e' stato segnalato che i FANS aumentano i livelli plasmatici di potassio. Pertanto,si deve prestare particolare attenzione nel caso di uso concomitante con farmaci che aumentino i livelli plasmatici di potassio e devono essere controllati i livelli plasmatici di potassio. Trombolitici, ticlopidina e antiaggreganti piastrinici: Dexibuprofene inibisce l'aggregazione piastrinica inibendo la ciclossigenasi piastrinica. Pertanto cautela quando dexibuprofene e' co-somministrato a trombolitici, ticlopidina e altri antiaggreganti piastrinici, a causa del rischio di aumento dell'effetto antiaggregante piastrinico. Antidiabetici orali: l'uso concomitante di un FANS e sulfanilurea puo' causare fluttuazioni dei livelli plasmatici del glucosio. Pertanto puo' essere necessario un adeguato monitoraggio. Riportato che l'uso concomitante di FANS e zidovudina aumenta il rischio di emartrosi e ematomi in pazienti con emofilia. Alte dosi di FANS possono aumentare la concentrazione di pemetrexed. In pazienti con funzionalita' renale compromessa, l'uso concomitante diFANS ad alte dosi deve essere evitato nei due giorni precedenti e successivi la somministrazione di pemetrexed. L'eccessivo consumo di alcol durante la terapia con FANS puo' aumentare gli effetti collaterali gastrointestinali.

EFFETTI INDESIDERATI

L'esperienza clinica ha mostrato che il rischio di effetti indesiderati indotti dal dexibuprofene e' paragonabile a quelli dell'ibuprofene racemo. I piu' frequenti effetti collaterali sono di natura gastrointestinale. Possono manifestarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento gastrointestinale, talvolta fatali, specialmente nei pazienti anziani. Studi clinici "bridging" e altri studi della durata di circa 2 settimane mostrano una frequenza di circa 8% - 20% di pazienti con eventi prevalentemente lievi di natura gastrointestinale e una frequenza ancora piu' ridotta in popolazioni a basso rischio per esempio durantel'uso a breve termine o occasionale. Molto comune: >=1/10; comune: >=1/100, <1/10; non comune: >=1/1.000, <1/100; raro: >=1/10.000, <1/1.000; molto raro: <=1/10.000; non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili. Infezioni e infestazioni. Molto raro: peggioramento dell'infiammazione correlata all'infezione (fascite necrotizzante). Patologie del sistema emolinfopoietico. Il tempo di sanguinamento puo' essere prolungato. Raro: casi di disordini ematologici che includono trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica o anemia emolitica. Disturbidel sistema immunitario. Non comune: porpora (inclusa porpora allergica), angioedema; raro: reazione anafilattica; molto raro: reazione di ipersensibilita' generalizzata, inclusi sintomi come febbre con rash cutaneo, dolore addominale, mal di testa, nausea e vomito, segni di danno epatico, anche meningite asettica. Nella maggior parte dei casi in cui e' stata segnalata meningite asettica con ibuprofene, era presentequalche forma di malattia autoimmune (lupus eritematoso sistemico o altre malattie del collagene) come fattore di rischio. Nel caso di reazione di ipersensibilita' grave e generalizzata possono presentarsi gonfiore del viso, della lingua e della laringe, broncospasmo, asma, tachicardia, ipotensione e shock. Disturbi psichiatrici. Non comune: ansia; raro: reazione psicotica, depressione, irritabilita'. Patologie del sistema nervoso. Comune: sonnolenza, mal di testa, capogiro, vertigini; non comune: insonnia, irrequietezza; raro: disorientamento, confusione, agitazione; molto raro: meningite asettica. Patologie dell'occhio.Non comune: disturbi visivi; raro: ambliopia tossica reversibile. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito; raro: compromissione dell'udito. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dispepsia, dolore addominale; comune: diarrea, nausea, vomito; non comune: ulcere ed emorragie gastro-intestinali, gastrite, stomatite ulcerativa, melena; raro: perforazione gastrointestinale, flatulenza, costipazione, esofagite, stenosi esofagea, recrudescenza di malattie diverticolari, coliti emorragiche aspecifiche, colite ulcerosa o Morbo di Crohn. Se si verificano perdite ematiche gastrointestinali queste possono causare anemia ed ematemesi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash cutaneo; non comune: orticaria, prurito; molto raro:eritema multiforme, necrolisi epidermica, lupus eritematoso sistemico, alopecia, reazioni di fotosensitivita', gravi reazioni cutanee tipo Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi acuta tossico-epidermica (Sindrome di Lyell) e vascolite allergica. Patologie respiratorie, toracichee mediastiniche. Non comune: rinite, broncospasmo. Patologie renali eurinarie. Molto raro: nefrite interstiziale, sindrome nefrosica e insufficienza renale. Patologie epatobiliari. Raro: funzione epatica anormale, epatiti e ittero. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. Ritenzione idrica, i pazienti con ipertensione arteriosa o compromissione renale sembranoessere predisposti. Patologie cardiache e vascolari. Edema, ipertensione arteriosa e insufficienza cardiaca sono stati segnalati in concomitanza al trattamento con FANS. Studi clinici suggeriscono che l'uso diibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg al giorno) puo' essereassociato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus). Sebbene vi siano pochi dati relativamente al rischio trombotico arterioso associato a dexibuprofene, e' ragionevole presumere che il rischio associato alla somministrazione di dexibuprofene in dosi elevate (1200 mg/die) sarebbe comparabile a quello associato alla terapia con ibuprofene in dosi elevate (2400 mg/die). Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' esercitare effetti negativi sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embriofetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto spontaneo, malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all'uso di inibitori della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari aumenta da meno dell' 1% fino a circa 1,5%. Si pensa che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita pre e post-impianto e di mortalita' embrio-fetale. Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e' stato segnalato in animali trattati con inibitori della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico (vedi par. 5.3). Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza i FANS devono essere somministrati solo se strettamente necessario. Se si ricorre ai FANS nel primo e secondo trimestre di gravidanza, deve essere utilizzata la piu' bassa dose efficace e per la piu' breve durata possibile di trattamento. Nell'ultimo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); danneggiamento della funzionalita' renale, che puo' progredire verso l'insufficienza renale con oligoidroamniosi, ed esporre la madre ed il neonato, al termine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che puo' manifestarsi anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine e ritardo o prolungamento del travaglio. Pertanto, dexibuprofene e' controindicato a partire dal sesto mese di gravidanza. Ibuprofene presenta un trascurabile passaggio nel latte materno. L'allattamento e' possibile con dexibuprofene, se ildosaggio utilizzato e' basso ed il periodo di trattamento e' breve. IFANS possono compromettere la fertilita' in maniera reversibile e nonsono raccomandati in donne che cercano di concepire.

Codice: 034765139
Codice EAN:
Codice ATC: M01AE14
  • Sistema muscolo-scheletrico
  • Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici
  • Farmaci antiinfiammatori ed antireumatici non steroidei
  • Derivati dell'acido propionico
  • Dexibuprofene
Temperatura di conservazione: non superiore a +25 gradi
Forma farmaceutica: COMPRESSE RIVESTITE DIVISIBILI
Scadenza: 36 MESI
Confezionamento: BLISTER